MISANTHROPE
Immortal Misanthrope

Etichetta: Holy Records
Anno: 2000
Durata: 47 min
Genere: metal sinfonico


Ed eccoci al sesto album (per ora l'ultimo) dei francesi Misanthrope... dopo la svolta presa con "Libertine Humiliations" non mi aspettavo di certo un ritorno al loro death teatrale di un tempo, ed i samples che avevano messo sul loro sito prima dell'uscita dell'album confermavano i miei timori. Mi aspettavo qualcosa di ancora più "vendibile", e difatti eccoci qua... se nel 1998 si erano spostati verso il death melodico, visto che all'epoca il genere vendeva bene, cosa ci si poteva aspettare da questo album? Chi è che vendeva bene nel 1999 e nel 2000? Ebbene sì, i Children Of Bodom... quante bestemmie ho tirato quando ho sentito questo album!!! Tutto ma i Children Of Bodom no, non li ho mai potuti sopportare!!!
Questo album continua quindi sulla strada presa con LH, spostandosi ancora di più verso il metal melodico e sinfonico. Ormai il ruolo principale l'hanno preso le tastiere e le orchestrazioni, le chitarre sono quasi sempre in secondo piano ed hanno il compito di creare arrangiamenti ancora più pomposi. Di death metal non c'è più nulla, a parte qualche raro cantato in growl. Insomma, il risultato è molto simile allo stile dei Children Of Bodom, ossia una specie di power metal tirato, con tonnellate di influenze neoclassiche (tastiere a manetta ed assoli di chitarra). L'unico contatto con lo stile personale dei bei tempi andati dei Misanthrope è dato dal cantato di De L'Argilière (qui canta solamente, non suona più la chitarra), ancora teatrale ed ancora vario, ma molto meno rispetto al passato. Addirittura il basso è stato totalmente sommerso dal resto, assurdo. Io amavo due cose dei vecchi Misanthrope, ossia la personalità e le folli linee di basso di Moréac, e le hanno perse entrambe; odiavo la batteria triggerata, e questa invece l'hanno tenuta uguale... che nervoso!!!
Per la produzione sono tornati ancora ai Fredman Studio, e qui nulla da dire, la produzione è ottima, curata e pomposa come tutto l'album. La confezione non è più un digipack come i due precedenti (peccato!), però è sempre molto curata, con un'ottima grafica ed un libretto esaustivo.
Lasciando in disparte la mia incazzatura per la svolta stilistica effettuata, come è alla fine questo album? Beh, è suonato in maniera tecnicamente impeccabile, è registrato divinamente, non ci sono cazzate manco a cercarle con la lanterna, e le composizioni sono tutte studiate al millimetro. Il risultato finale è un album pomposo, luccicante e fighetto, quasi manieristico direi. Io lo trovo totalmente freddo, non riesce a comunicarmi nulla. Sembra un esercizio di stile, come se avessero detto "ora proviamo a fare qualcosa tipo i COB, mantenendo la nostra impronta francese e pomposa", e zac, ecco qui questo album. Talmente precisino che lo trovo freddo e calcolato. Gli do 7 perché è un album formalmente ineccepibile, e perché rispetto il gruppo per quanto hanno fatto in passato. Se dovessi pensare solamente allo stile proposto gli mollerei un voto ben peggiore, proprio perché questo stile non mi ha mai esaltato. Se invece a voi piacciono i gruppi pomposi tipo i Children Of Bodom, allora comprate questo album, potete scoprire una gemma nascosta. A me quella roba non è mai piaciuta, e non credo mi verrà mai più voglia di riascoltare questo album.
(teonzo - Novembre 2002)

Voto: 7


Contatti:
Sito internet: http://misanthrope.darkriver.net/




Se "Libertine" dava il là a delle concessioni tipicamente commerciali, con lo scopo di agguantare larghe fette di pubblico (cosa che comunque avveniva per mezzo di un dischetto molto ascoltabile - un prodotto più easy, ma di categoria insomma), con "Immortal" si sprofonda nella pura genuflessione al trend scandinavo del momento. Se amate i bimbetti Hanson del lago Bodom, date un'occasione a questo dischetto, potrebbe essere una lieta sorpresa (e per alcuni potrebbe anche essere il miglior punto di partenza per conoscerli), altrimenti non c'è trippa per gatti qui.
(Orion - Novembre 2002)

Voto: 5