MILES BEYOND
Miles Beyond

Etichetta: Rock Revolution Records
Anno: 2004
Durata: 69 min
Genere: heavy metal


I Miles Beyond sono una band statunitense, originaria di Flint (Michigan), cresciuta senza alcun dubbio a pane e Iron Maiden. La musica proposta da questo quartetto è, infatti, un classicissimo heavy metal influenzato dai grandi pilastri del genere: dalla band di Steve Harris fino ai Judas Priest, passando per UFO, Manowar e Malmsteen. La band si forma nel 2002 intorno alla figura di Tim Moody, chitarrista virtuoso e cantante, con Larry Moody al basso, Tod Fisher alla batteria e Paul Owsinski ad alternarsi con il leader del gruppo nel ruolo di chitarrista solista.
Prima di introdurre il CD nel lettore, l'impatto non è stato dei migliori visto che la copertina dell'album è davvero terrificante: si tratta, infatti, di un'illustrazione fatta a matita di quello che credo essere una specie di mostro, realizzato in maniera semplicemente imbarazzante. D'altra parte la cosa importante non è certo la copertina, quindi, inizierò a descrivervi questo lavoro dei Miles Beyond senza aspettare oltre.
L'album inizia un po' in sordina, dato che i primi tre brani non sono sicuramente tra le perle del disco: si tratta di "Out Of Control", "Tales Of Old" e "Miles Beyond" che, pur essendo dei brani piacevoli, non hanno particolari spunti e si lasciano dimenticare in fretta. Ciononostante, già con questi tre pezzi possiamo inquadrare il sound dei Miles Beyond: il quartetto è fortemente influenzato dagli Iron Maiden e la voce di Tim Moody è del tutto simile a quella di Bruce Dickinson, sia nel timbro che nella composizione delle linee vocali. Un'altra caratteristica portante delle composizioni dei Miles Beyond è sicuramente l'affiatamento dei due chitarristi solisti che, da buoni seguaci dei Thin Lizzy, si incrociano spesso in assoli gemelli dal sapore neoclassico.
Dopo i tre brani citati la band inizia ad ingranare al meglio con un brano, "Take Me Back Home", decisamente d'impatto; l'unico difetto è l'attacco iniziale che ricalca, ai limiti del plagio, quello di "Painkiller" dei Judas Priest. Fortunatamente, quando già stavo per mettermi a cantare "Faster than a bullet...", la canzone si trasforma diventando un brano decisamente buono.
Si migliora ulteriormente con la successiva "Vlad The Impaler" che si rivela essere la migliore del lotto: la canzone è davvero ottima, grazie a un ritornello azzeccato, grandi melodie e un divertente assolo che cita la celeberrima "Eine Kleine Nachtmusik" di Mozart.
Si continua con "Still Strong", un buon brano dall'incedere manowariano sul cui ritornello non ho potuto fare a meno di cantare "Walk" dei Pantera, vista la netta somiglianza.
"The Spaniard" è invece una power-ballad davvero interessante grazie agli intermezzi spagnoleggianti di chitarra acustica e al finale sostenuto e aggressivo.
Dopo un altro paio di brani di buona fattura il livello scende ancora con la brutta "Stowaway", penalizzata da un riffing non all'altezza e da melodie davvero scontate. Fortunatamente per la chiusura del disco si ritorna su livelli degni di nota, grazie alle ultime due canzoni: "Crazy Horse" è un brano decisamente ben fatto sebbene il riffing, in più di un'occasione, riporti alla mente quello di "The Rime Of The Ancient Mariner", impreziosito da una simpatica marcetta circense e da un bell'assolo di chitarra. L'altro brano invece, intitolato "A Call To Odin", vede la band cimentarsi in un heavy metal dal sapore epico, con un pezzo davvero valido, che ricorda la forma-canzone utilizzata dagli ultimi Iron Maiden ovvero una composizione piuttosto lunga che dopo un crescendo sfocia nella classica galoppata maideniana.
Come valutare, dunque, questo omonimo lavoro dei Miles Beyond? Sicuramente l'album contiene delle belle canzoni, la band è tecnicamente preparata e, almeno nel caso dei chitarristi, perfino brillante. Allo stesso modo la voce di Tim Moody, con il suo timbro così simile a quello di Bruce Dickinson, è una gioia per le orecchie, quindi il giudizio finale non può che essere positivo. E' anche vero, però, che tutto questo CD dei Miles Beyond è un concentrato di riff già sentiti, tanto da risultare un specie di bignami dell'heavy metal classico: ecco perché, alla fine, ho deciso di dare una valutazione che sia un compromesso.
In conclusione, quindi, non vi resta che decidere cosa è più importante per voi: se cercate una ventata di freschezza e di novità, non la troverete di certo in questo CD; se invece avete solo voglia di un bel lavoro energico, con una manciata di buone canzoni e scritto senza troppi fronzoli, allora potete tranquillamente andare ad ordinare questo album dei Miles Beyond.
(Danny Boodman - Marzo 2005)

Voto: 7


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Mail: paul@milesbeyond.net
Sito internet: http://www.milesbeyond.net/