MIGHTY D.
The Last Rise

Etichetta: Iron Glory Records
Anno: 2004
Durata: 51 min
Genere: Gothic/Death Metal


Perché??? Ma peeerché??? Ma cosa hanno fatto???!!!
No, non sto guardando la nostra nazionale di calcio agli Europei portoghesi appena trascorsi... sto ascoltando il nuovo album dei Mighty D.!!! Per chi fosse stato disattento e non avesse letto la mia rece di "In The Sad Valley Of Tears", primo disco dei tedeschi, i Mighty D. sono la creatura di Rene Tometschek, bassista degli Atrocity prima di "Hallucinations". E se quel primo album era un mirabile esempio del buon vecchio thrash/death tecnico con qualche spunto melodico/malinconico, beh, questo "The Last Rise" rappresenta una ignobile sterzata verso un gothic metal di facile ascolto! I Mighty D. hanno in pratica sacrificato quanto di tecnico, originale ed elaborato c'era nel primo lavoro, in favore di canzoni che vorrebbero essere originali, ma che invece non sono altro se non un'accozzaglia di continui plagi ad altrettanti gruppi famosi. Che tristezza, credetemi... ah, chiaramente, perché la trasformazione divenisse completa, i Mighty D. hanno reclutato una cantante. Che cazzo volete, poteva forse mancare la voce femminile in gruppo gothic alla moda?!
Ma vabbè, dai, finiamola con questo sfogo, e vediamo un po' di descrivere a grandi linee 'sto disco. "The Last Rise" dura la bellezza di 51 minuti, divisi in 11 tracce. La prima "Distance Of Night" anticipa in fondo quelli che saranno i contenuti del disco: un brano cadenzato con parti arpeggiate e voce femminile. Ecco fatto, vi ho descritto tutto il CD! Ma no, scherzo (?)... continuiamo con "Break The Silence", e qui iniziano i plagi. Nella fattispecie il brano sembra tirato fuori da qualcosa dei Theatre Of Tragedy, ma non dei primi, che erano anche carini, bensì da roba tipo "Aegis"... de gustibus non est sputazzellam. Ad onor del vero c'è da dire che, se non fosse esistito il gruppo norvegese di Liv Kristine, questo pezzo sarebbe stato cantato dai gothic metaller di mezzo mondo, perché non è affatto male! La voce del nuovo innesto, Carmen R. Schafer, è veramente bellissima, e somiglia molto a quella di Tarja dei Nightwish.
Intanto "Into The Mist" ci regala sprazzi doom, mentre "Misanthropist" cita dal manuale di "come imitare alla perfezione gli Opeth". "Dying Rose" è invece una ballad molto malinconica, dove la somiglianza con i Nightwish diventa veramente imbarazzante. Ancora gli Opeth ricompaiono sulla lunga "The Last Rise", soprattutto a causa dell'utilizzo di inframezzi arpeggiati un po', ehm, inaspettati (per non dire campati per aria). Ritorna qualcosa del sound di "In The Sad Valley Of Tears" sul riff spezzato della cadenzata "Odem Of Dawn", seguito da una magistrale doppia cassa, e su alcune parti intricate di "Snowy Path", che per il resto si muove sulla falsariga degli Opeth (bastaaa!) e degli Orphanage. Forse questi due sono i pezzi più ricercati del CD, quelli che più assomigliano ai Mighty D. di cui mi ero innamorato. Ma è una tristezza sentire come i momenti che ricordano il primo disco siano affogati da maree di banalità e ovvietà che non mi sarei mai aspettato.
Il disco viene poi concluso da una versione acustica della ballad "Dying Rose". Vedete, questo pezzo è anche bello, molto triste, ma storie del genere le hanno già fatte in molti!
Non posso nascondervi che questo disco è stato davvero una grossa delusione. Peccato, perché, astraendo un attimino dalla realtà, i pezzi di "The Last Rise" non sarebbero neanche brutti; sono suonati bene e arrangiati benino. Ma sono mille volte sputtanati, è questo il problema! Per esempio, "Dying Rose" è un pezzo bello, perché no, ma è fotocopiato dai Nightwish! Dove sta l'elaborazione personale, l'impronta del creatore del brano? Ve lo dico io dove è... non c'è, semplice. Ci si limita a copiare per bene il compitino senza neanche capire quello che si sta copiando.
Sapete, ascoltando questo disco mi sono immaginato i Mighty D. come la rana che si gonfia per assomigliare al toro... porca troia, se una cosa non la sai fare, non la fai e basta! Perché suonare gothic metal quando il primo album era qualcosa di estremamente diverso? Perché non continuare su quella direzione? E no, invece è meglio salire sul carrozzone delle mode, imitare questo e quest'altro, sacrificare l'originalità per guadagnare qualche soldo in più (non so poi quanto abbia venduto 'sto disco qui). Bravi, questi sono i risultati...
(Randolph Carter - Luglio 2004)

Voto: 5.5


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Sito Mighty D.: http://www.vampster.com/mightyd2004/

Sito Iron Glory Records: http://www.ironglory.de/