MIGHTY D.
In The Sad Valley Of Tears
Etichetta: Moonstorm Records
Anno: 2000
Durata: 40 min
Genere: Death/Thrash con un pò di melodia
Vi ricordate Rene Tometschek, che nel 1990 fu bassista degli Atrocity ma che uscì dal gruppo ancora prima della pubblicazione del primo "Hallucinations"? Bene, i Mighty D. altro non sono che non la sua "nuova" band dopo la fuga dal gruppo madre; nuova si fa per dire, visto che esistono già dal 1990! Il genere in cui possono essere catalogati è senza dubbio il buon vecchio thrash/death, con azzeccati innesti melodici dal forte feeling malinconico. "In The Sad Valley Of Tears" è il loro primo full length, preceduto dal MCD autoprodotto "Relieve The Distress" e dal demo "Paradise Of Death", e si compone di 9 brani più traccia video per il PC (il video molto ben fatto di "Necronomicon", suonata in maniera un po' diversa rispetto al disco).
Vediamo di fare una panoramica sul disco, che si apre con un breve intro parlato; in pratica un discorso di qualcuno, non so con esattezza... vedrò di chiedere quando li intervisterò, cioè a breve.
Il primo brano è "Bloodshed For Sacrifice", in cui sono subito evidenti le melodie armonizzate di natura quasi gotica. Il pezzo in sé è decisamente movimentato, con delle parti dispari che dimostrano come i Mighty D. non difettino assolutamente di tecnica. La voce è un growl non profondo, di natura europea (svedese, per la precisione); a tratti ricorda un poco sia il mitico Tompa che George Oosthoek degli Orphanage (grande gruppo olandese di cui vi consiglio "By Time Alone"). La seconda traccia, "Question Of Belief", non è altro che un pezzo di puro thrash alla Testament, dove non mancano i passaggi tecnici. Altri brani sulla scia di questo potrebbero essere sia "Paradise Of Death", dove i vecchi Metallica vengono tecnicizzati e resi dispari da una grande batteria, sia "Necronomicon", dove non mancano furiosi assalti nella più classica tradizione death metal. A quesi pezzi veloci, se vogliamo classici, si affiancano altri di natura gothic, che preannunciano un po' l'evoluzione dello stile sul secondo disco "The Last Rise". Prendiamo per esempio "The Sheperd" e "Try To Be Free". La prima è una canzone che sostanzialmente si divide tra parti lente, dove regna un costante arpeggio sotto gli altri strumenti, e parti veloci. La seconda è un pezzo molto cadenzato, con un bel lavoro di batteria e con un assolo di chitarra che ricorda il vecchio Trey Azagthoth ai tempi di "Blessed Are The Sick". Altri pezzi sullo stile di questi due sono sicuramente "Help Me Above", dove si alternano parti cadenzate con doppia cassa in primo piano, stop & go e mid tempo, specie nella seconda parte del brano. La title track poi è un vero e proprio pezzo doom, dove nel ritornello si distinguono delle bellissime melodie molto malinconiche. Bella anche la voce, spesso pulita e sussurrata. Arriviamo così all'ultimo pezzo, senz'altro il più incasinato ed intricato di tutti (solo "Paradise Of Death" gli sta dietro); da notare un assolo simil fusion che non può non ricordare un certo Thordendal dei Meshuggah.
La produzione dell'album, opera di Alex Krull (leader degli Atrocity) è ottima, di vecchio stampo ma che non scade mai nel casino e nella confusione. Bella la resa delle chitarre, molto aggressive; anche il volume della voce è veramente perfetto. La confezione del CD è un altro punto forte dei Mighty D. Infatti, il libretto comprende testi e foto, e il look del CD nel complesso è davvero molto figo; merito soprattutto della bellissima copertina, una di quelle che attirano subito la tua attenzione fra centinaia di altre. Ricorda molto lo stile futuristico usato da Derek Riggs per le copertine di vari album dei Gamma Ray. Per cui, io davvero non vedo punti deboli in questo disco. La classe e la tecnica dei musicisti non si discutono; ma, cosa più importante, qui non ci sono 5 ragazzi che si mettono in competizione tra di loro per chi spara l'assolo più veloce e coglione del mondo. No, nei Mighty D. la tecnica è utilizzata per impreziosire brani da manuale, e non è la sola ed unica componente della musica.
Nei Mighty D. infatti c'è anche malinconia, riflessione, durezza e potenza. Cosa altro volete da una band? I contatti delle loro groupies?!
(Randolph Carter - Luglio 2004)
Voto: 9
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Mighty Legions
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