MIDWINTER
Astral Mirrors
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2003
Durata: 58 min
Genere: black heavy metal sinfonico
I Midwinter sono considerati come una delle band underground più promettenti della Germania. Basta dare un'occhiata alle recensioni in giro per la rete per rendersi conto della stima di cui essi godono. Eppure tanto entusiasmo mi sembra esagerato. "Astral Mirror" è un buon album, tanto più che si tratta di un'autoproduzione, eppure non si deve gridare al miracolo. Il gruppo tedesco è bravo ma, secondo me, deve ancora maturare esperienza. Il loro CD d'esordio è ricco di spunti notevoli ma non è privo di qualche ingenuità.
Ma andiamo per ordine. Qualche notizia biografica è d'obbligo. I Midwinter si sono formati nel 1998. In origine il cantante era un certo Jörg Stork. Con lui al microfono, il quintetto ha registrato il demo-CD "Loss Of Light" nel 2000. Alla fine dell'anno Jörg è stato sostituito da Mordan, l'attuale vocalist del gruppo.
Dal 2001 al 2003 i musicisti sono stati impegnati in una mole impressionante di concerti, tra i quali spicca il Dark Nights Of Metal Tour.
A novembre del 2003 i Midwinter hanno pubblicato il loro primo album: "Astral Mirrors".
A gennaio del 2004 il batterista Patrick Hein, membro fondatore della band, se n'è andato. Al suo posto è arrivato Flo.
"Astral Mirror" è stato registrato allo studio Metallurgy di Mönchengladbach tra il luglio del 2002 e l'ottobre del 2003. La qualità di registrazione è perfetta: limpida e potente. Professionale sotto tutti i punti di vista.
La copertina del CD è molto ben fatta. Ritrae un paesaggio fantasy: al centro della scena vi è un castello. Attorno ad esso dei picchi ghiacciati hanno assunto forme di volti mostruosi.
Il libretto è addirittura lussuoso: dodici pagine contenenti le foto ed i testi molto ben stampati.
La formazione dei Midwinter al tempo della registrazione è la seguente: Mordan (voce), Esther Maciolek (chitarre), Andi Funke (basso), AbraxasNOIR (tastiere) e Patrick Hein (batteria).
"Astral Mirrors" contiene undici canzoni per un totale di 58 minuti circa di buona musica.
La band definisce il suo stile come "black heavy metal". La definizione mi pare azzeccata, sebbene non tenga in considerazione il lato death dei Midwinter. In effetti la loro musica è un insieme di elementi molto diversi fra di loro, talvolta addirittura contrastanti. Eppure le loro canzoni riescono sempre a ricreare quel clima misterioso o eroico tipico dei racconti avventurosi. Ecco perché mi verrebbe da definire il loro stile come fantasy metal. Qualunque spunto è buono per condurre l'ascoltatore in mondi lontani e fantastici, tra avventure, combattimenti e stregonerie. Si pensi che, addirittura, cori di power teutonico fanno capolino nell'apprezzabile "Golden Age".
Ecco, "apprezzabile" è il termine giusto per definire "Astral Mirrors". Nulla di più. L'ascolto fila via liscio come l'olio attraverso episodi di valore quali "Dreamscape Revelations" (la canzone più bella) o "Realm Of Slumber". Credo che molti lettori di Shapeless potrebbero apprezzare i Midwinter. Le qualità ci sono anche se, a parer mio, non sono ancora espresse al loro meglio. Troppo spesso infatti la band opta per la soluzione più semplice, più intuitiva. Occorrerebbe avere il coraggio per tentare qualche mossa a sorpresa. Il rischio di essere prevedibili è sempre in agguato ed in più di un'occasione il quintetto ne è rimasto vittima.
In conclusione, onore ai Midwinter e al loro valido debutto "Astral Mirrors", sempre che in futuro evolvano il loro stile in qualcosa di personale. I 10 euro comprensivi di spese postali sono un prezzo giusto. L'acquisto è consigliato. Aspettatevi un'ora di buon intrattenimento.
Visitate il sito della band.
(Hellvis - Giugno 2004)
Voto: 7.5
Contatti:
Midwinter
P.O. Box 10 50 39
49941 Düsseldorf
GERMANY
Mail: contact@midwinter-online.de
Sito internet: http://www.midwinter-online.de/