METUS
Di Niente Facciamo Parte
Etichetta: Il Male Production
Anno: 2005
Durata: 38 min
Genere: strumentale d'avanguardia di ispirazione black metal
Ammetto che, la prima volta che ho visto questo CD, mi è capitato di
pensare: "Vuoi vedere che questi Metus suonano progressive?". Gli
indizi c'erano tutti: copertina graficamente colta, passaggi poetici
tra le varie pagine del libretto e bizzarri titoli in italiano.
In realtà, ascoltando "Di Niente Facciamo Parte" mi ha aperto gli
occhi su una realtà completamente diversa. Questo duo di Agrigento
suona una sorta di musica strumentale dalle seminascoste radici black
d'avanguardia.
I Metus si sono formati alla fine degli anni '90, da un'idea di
Biagio (tastiere, sintetizzatori, batteria elettronica) ed Alessandro
(chitarra e batteria elettronica). Nel corso degli anni, i due artisti
hanno concretizzato la loro ispirazione in tre lavori: "The Vast
Nullity Of Death" (1999), "Opera II" (2002) e "Opera III" (2003).
"Di Niente Facciamo Parte" è naturalmente il loro ultimo lavoro,
registrato nel febbraio del 2005. Questo album è stato pubblicato
dall'attenta etichetta Il Male Production, ora più che mai intenzionata
a dar voce a gruppi di un certo spessore artistico.
Le immagini presenti in copertina e nel libretto, altro non sono
che dipinti dello stesso Biagio. Pitture che tradiscono un'ispirazione
a metà strada tra il Surrealismo ed il Futurismo. E proprio da
quest'ultima corrente artistica sembra prendere spunto la musica, con
quel suo senso definitivo di dinamismo, movimento e meccanica. In
realtà, i due artisti inseriscono anche il Dadaismo tra le proprio
influenze artistiche: credo che questo sia evidente nella ricerca
melodica puerile, kitsch, che riprende e deforma le più scontate
successioni armoniche del black d'avanguardia. Un buon esempio di
questo può essere dato dalla traccia d'apertura "Genesi Primordiale".
Brano composto dall'unione di due vecchie creazioni dei Metus, non si
presenta in modo cerebrale e, di primo acchito, può sembrare un po'
facilotto. In realtà questa traccia (non eccezionale) altro non è che
un antipasto. Il duo dà il suo meglio nella successiva "Il Balletto
Delle Marionette", sintesi del loro talento compositivo. Un talento in
fase di maturazione, che accusa alcune cadute di tono nel corso del CD.
Ne "Il Balletto Delle Marionette" invece, la qualità è costante per
tutta la durata del brano. Un lavoro complesso e multiforme, giocato
tra intrecci bizzarri di tastiera e chitarra, ed imprevisti cambi
ritmici. L'arrangiamento è ricco, talvolta eccessivo ma mai banale. E'
un viaggio tra sonorità artificiali, ritmi meccanici e richiami alla
musica colta. Gli stessi elementi vengono ripetuti nel corso delle
varie "Mens Insana In Mente Naturaliter Sana", "Umana Alterità" e la
bonus-tack "Messaggi Dallo Spazio", con sottili differenze d'approccio
e passaggi atmosferici. Un viaggio schizofrenico in un mondo bizzarro,
materiale e fasullo al tempo stesso.
La proposta dei Metus non è semplice. Spiazza. Ma forse è proprio
questa la sua caratteristica migliore. I due musicisti sono bravi e
tecnicamente preparati. A quale pubblico potrei consigliare la loro
musica? Beh, ai più temerari e a chi ama gli strumentali tecnici.
(Hellvis - Giugno 2005)
Voto: 7
Contatti:
Mail Metus: rindonel@libero.it
Sito Metus: http://www.metus.cjb.net/
Sito Il Male Production: http://www.ilmaleproduction.com/