METHEDRAS
Recursive

Etichetta: autoprodotto / Mystical
Anno: 2004
Durata: 30 min
Genere: thrash moderno / death


Anche per i Methedras è arrivato il momento del tanto atteso debutto ufficiale, dopo aver registrato un demo ("Cost Of Life", nel 1999) e un paio di promo ed aver anche partecipato ad alcune compilation internazionali. La band ha pure suonato da spalla a gruppi del calibro di Entombed, Tankard e Novembre.
Ma andiamo subito ad analizzare "Recursive". Per il sottoscritto è stata una piacevole sorpresa poter ascoltare un disco simile da una band italiana. Il genere proposto sicuramente nasce dal thrash, ma va ad abbracciare soluzioni più estreme, fino a sconfinare nel death. Le influenze sono tante, è vero, ma non così marcate da far sembrare "Recursive" una copia di altri dischi. Al contrario, tutti questi elementi vengono legati sapientemente tra loro in modo molto personale. Lo stile dei Methedras si potrebbe descrivere come un incrocio del tipico sound di Pantera e Machine Head, che viene contaminato da accenni thrash/death tecnici ed attuali. La voce spesso ricorda quella di Phil Anselmo, ma va detto che frequentemente il growling di Claudio è molto più basso e profondo, come vuole la tradizione death.
Come detto, le influenze sono tante, ma mai evidentissime. Ad esempio, l'arpeggio di "Wreck'n' Roll" mi ricorda curiosamente quello di "Saviours Of Hate" dei Necrodeath, ma le somiglianze tra i due gruppi si esauriscono qua. "Time To Die", invece, è basata su una ritmica che sa tanto di Machine Head del periodo "The More Things Change", ma non si può certo dire che le due band si assomiglino. Insomma, i Methedras sono ben lontani dal ridursi a scopiazzare i loro idoli: pagano il giusto tributo, ma ci mettono molto del loro.
Le canzoni sono abbastanza varie, contengono frequenti cambi di tempo, accelerazioni mai vertiginose e parti più lente e cadenzate, talvolta vagamente atmosferiche. I nostri hanno svolto un buon lavoro anche nella ricerca di suoni ed effetti vari. Ogni tanto la band sembra non centrare l'obiettivo che si era prefissata, ma mai in maniera clamorosa. In certi frangenti pare che questi ragazzi non abbiano ancora ben chiaro come vogliano realmente esprimersi, ma nel complesso si sono dimostrati convincenti e molto determinati. Spero che in futuro riescano a limare questi piccoli difetti e confezionare un album più compatto ed omogeneo.
Tutti i musicisti sembrano molto preparati, ma direi che nessuno spicca sugli altri. Ognuno svolge per bene il suo compito, senza predominare sui compagni. Claudio è un cantante carismatico, i chitarristi Matti ed Eros mostrano un buon bagaglio tecnico unito ad una certa fantasia nel confezionare riff ed assoli, mentre Andrea (basso) e Carlo (batteria) creano una sezione ritmica molto precisa e dinamica. Tutto ciò contribuisce a non rilegare alcun aspetto dell'album in secondo piano, cosicchè lo si può seguire apprezzandolo in ogni singolo particolare.
Le mie canzoni preferite sono "L.R.S.", caratterizzata da una parte centrale pesantissima, la stravagante "Drowning By Torment" e la conclusiva "Darkness", nella quale Eros ci regala degli splendidi assoli.
La registrazione è buona, nitida ed equilibrata. Le chitarre, però, le avrei preferite molto più pesanti e rocciose, avrebbero sicuramente dato un'impressione di maggior compattezza e le canzoni sarebbero state più dirette ed incisive.
In conclusione, "Recursive" è un disco davvero buono, un primo passo molto promettente per questo quintetto, che interesserà sicuramente gli amanti del genere e del metal tricolore in generale.
(BRN - Settembre 2004)

Voto: 7.5


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