METAL CHURCH
The Human Factor

Etichetta: Sony
Anno: 1991
Durata: 51 min
Genere: power americano


Dopo due anni dal terzo album, la band si ripropone ai suoi fan confermando quanto già di buono fatto nei precedenti. Sebbene il chitarrista Vanderhoof sia uscito dalla band dopo il secondo album, anche in questo ennesimo lavoro discografico la sua presenza come songwriter è presente in tutte le canzoni eccetto "Flee From Reality". Rispetto al precedente "Blessing In Disguise" il vocalist Mike Howe è più presente come autore delle liriche. La musica della band si è evoluta, adesso il sound è meno eclettico ma più compatto, e si conferma ancora la grande coesione strumentale.
Notevole il miglioramento del cantante, che in questo album riesce a fugare le mie perplessità avute nell'album precedente, si impone con maggiore aggressività e soprattutto sfodera una espressività più convinta, forse dovuta al suo nuovo ruolo di autore all'interno del gruppo. Rimane invariato il grande ruolo della sezione ritmica, che si conferma una macchina inarrestabile e potente, accompagnata dai riff coinvolgenti dei chitarristi.
E' difficile segnalare quale canzone sia migliore, perché tutte meritano di essere citate, da "The Human Factor" e "Flee From Reality", song power dai forti accenti thrash, al power più classico di "The Final Word" e "In Mourning", alle canzoni di più ampio respiro contaminate dal rock americano come "Date With Poverty" e "Betrayed". Fino ad arrivare all'immancabile ballad "In Harm's Way", punto di forza compositivo della band, dove gli arpeggi e la melodia si alternano a passaggi più potenti e pesanti, anche se "Gods Of Wrath" dal primo omonimo album rimane ancora irrangiungibile.
In conclusione anche questo capitolo discografico si impone per la sua notevole qualità, la band riesce a convincere appieno come songwriting, produzione e tecnica strumentale.
(metalchurch - Settembre 2003)

Voto: 8.5


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Sito internet: http://www.metalchurch.com/