METAL CHURCH
The Dark

Etichetta: Elektra/Asylum Records
Anno: 1986
Durata: 42 min
Genere: Power Metal Americano


Questo è il secondo album del combo di Seattle dopo un primo disco fenomenale, e a mio avviso è un gradino superiore rispetto all'esordio. Non me ne voglia il mio collega metalchurch (ciao!) ma il dieci e lode lo merita più questo disco eheh!
In 'The Dark' i Metal Church sono maturati, unendo dosi di aggressività a parti più ragionate, con una produzione ottima che rende l'album attualissimo e speciale a distanza di tanti anni. L'inizio con 'Ton Of Bricks' è un uragano di metallo a doppia cassa, un connubio fra i vecchi Metallica ed il classic metal più melodico e ispirato.
'Start The Fire' è cattiva, ruvida come la carta vetrata, con la voce di Wayne rauca ed arrabbiata. Da urlo anche 'Method To Your Madness', entusiasmante canzone con una parte centrale lenta e particolare, veramente azzecata. Su 'Watch The Children Pray' i Metal Church prendono il fiato per un attimo, con una canzone cupa, malinconica ed oscura, che per certi versi può ricordare vagamente i 'compaesani' Queensryche.
In Generale, su tutto il disco si nota una certa atmosfera lugubre, non dico Doom Metal, ma ci si avvicina abbastanza. Questo a partire già dalla copertina orrorifica, che rappresenta una tipica casa americana immersa nel buio e due occhi rossi che si affacciano da una porta socchiusa.
Con 'Over My Dead Body' si ritorna al metal d'assalto del primo disco, ma fra i solchi (del vinile o del disco ottico... fate un po' voi!) è in attesa l'autentico capolavoro dell'album, rappresentato da 'The Dark'. In tanti anni che ascolto metal non ho mai sentito una canzone così malevola, cattiva, pesante e orrorifica e sicuramente questa potrebbe essere quella più adatta come colonna sonora di un film stile 'La Casa'. Consiglio di ascoltare questa song immersi nel buio totale, con la voce urlata di Wayne e gli accordi agghiaccianti in attesa di ghermirvi.
La violenza sonora prosegue con la feroce 'Psycho', che narra le vicende di un allegro psicopatico che si diverte a uccidere la gente nel cuore della notte. Da headbanging anche la potente 'Line Of Death', ma sempre con una melodia di fondo, mentre su 'Burial At Sea' e 'Western Alliance' c'è un'alternanza di passaggi cupi e rapide sferzate di puro metallo, condite da assoli fulminei ed efficaci presenti su tutto il disco.
Alla fine dei conti è un disco bellissimo, fra i migliori prodotti della band, che con il passare del tempo non riuscirà a ripetersi a questi livelli compositivi. Consigliato sia per chi ama il thrash robusto ma melodico che per i seguaci del metallo classico.
(Muad'Dib - Maggio 2002)

Voto: 10 e lode



Considero questo disco un ottimo album, ma l'esordio resta superiore per la sua violenza, aggressività e spontaneità, The Dark sebbene sia un grande album ha perso di spontaneità in favore di un suono più ragionato e tecnico.
(metalchurch - Maggio 2002)

Voto: 9.5



Quest'album ho provato ad ascoltarlo diverse volte sotto il consiglio di miei amici, ma non mi ha mai detto niente, mi sembrano una versione insipida dei Judas Priest, non è orribile ma molto anonimo a mio giudizio, certi bei passaggi ci sono ma nulla di originale o di particolarmente entusiasmante, nulla che mi rimanga impresso.
(Hatebreeder - Maggio 2002)

Voto: 5



Incredibile anche il secondo Metal Church, se non migliore del debutto; io dico che si equivalgono, godiamoci questi 2 dischi fenomenali! Come faceva quella canzone? Ah sì: Dammi 3 parole, GRAZIE METAL CHURCH!!!!!!
(Randolph Carter - Dicembre 2002)

Voto: 10



Questo è un album di vero power metal. Un album vario, in cui i nostri alternano sapientemente brani cadenzati, brani velocissimi e pezzi più calmi e, perché no, "epici". Le canzoni sono costruite benissimo, diversi riff si rivelano vincenti... insomma i nostri dimostrano di avere mestiere e classe. Anche quando si cimentano in brani dall'incedere più lento, vedi "Method To Your Madness" e "Watch The Children Pray", i Metal Church riescono alla grande nel loro intento in virtù di una snellezza compositiva che rende l'ascolto molto scorrevole. Ovviamente i pezzi veloci ("Over My Dead Body", "Psycho", "Ton Of Bricks"...) funzionano alla grande e basta ascoltare come i nostri hanno "risolto" il "coro" (...) di "Line Of Death" per convenire sulla loro grandezza. Un alone di oscurità aleggia sull'intero disco e trova il suo culmine sull'ottima title-track. Insomma un disco da avere assolutamente se si apprezza quell'ibrido tra thrash e heavy metal che un tempo era chiamato power metal...
(Linho - Luglio 2003)

Voto: 9.5