MERENDINE ATOMICHE
Raw

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2006
Durata: 46 min
Genere: metal / hard rock / thrash


Alzi la mano chi non conosce le Merendine Atomiche, se non altro come nome! Penso siano ben pochi. Questi veterani della scena tricolore non avrebbero certo bisogno di presentazione. Se invece, stoltamente, non sapeste proprio nulla del gruppo veneto, beh, ecco qualche notizia biografica. Le Merendine Atomiche si sono formate nel 1995 e già nel 1997 hanno pubblicato un primo demo, contenente canzoni thrash/hardcore. A seguire, il gruppo ha cercato di guadagnare esperienza eseguendo cover dei Metallica, attività che gli ha fatto guadagnare un certo status. Nel 2000, il gruppo ha pubblicato il MCD "The Holy Metal". Dopo aver calcato parecchi palchi, sia in Italia che all'estero, nel 2003 le Merendine Atomiche hanno debuttato sul full-length con "Walk Across The Fire". Questo album ha ottenuto molti consensi, ed ha permesso al gruppo di intraprendere svariati tour in compagnia di gruppi molto famosi (negli USA, ad esempio, hanno condiviso il palco con Testament ed Obituary; ma non dimentichiamo le date in compagnia di Entombed o Agnostic Front).
"Raw" è il secondo full-length delle Merendine Atomiche. Non posso commentarne la copertina, nè il libretto, perchè la copia promozionale che ho tra le mani è un semplice CDr. Dal sito e dal foglietto promozionale, vedo che l'artwork ci mostra le terga di bovini vari.
Senza libretto, non ho potuto dare un'occhiata ai testi, ammesso che siano presenti. In tal caso, mi auguro comunque che siano un po' più curati rispetto a quelli di "Walk Across The Fire", a volte scritti in un inglese non proprio impeccabile, eheh!
L'album è aperto da un mid-tempo roccioso intitolato "In The Cage". Sin dalle prime battute è chiaro che il gruppo ha mantenuto intatto il suo gusto per un riffing preciso, d'impatto e sanguigno. La qualità di registrazione impeccabile, frutto del buon lavoro dei New Sin Studio di Loria (TV) e della produzione di Jack Frost, rende ancora più trascinanti le bordate delle chitarre e della sezione ritmica. La prova del cantante è sicura, grintosa, risultando molto convincente anche in occasione del ritornello melodico e di facile assimilazione. Una canzone cupa, tesa ma con un suo fascino da singolo potenziale.
Ben diversa è la successiva "Roads And Beers", che trasuda di spirito southern. O meglio, mi fa venire alla mente qualche soluzione sonora degli Alabama Thunderpussy. E' senz'altro un brano più veloce del precedente, sebbene sia lontano dalla sfuriate thrash alle quali le Merendine ci hanno abituati in passato. Il registro di Zanda è più acuto, e ben si adatta alla melodia. La seconda parte del brano è più cadenzata, a volte addirittura pesante, ed è impreziosita dai buoni assoli della chitarra.
Un riff panteroso apre la title-track, che risulta essere un mid-tempo incazzato. Il ritmo non è lineare, ma si presentano diverse accelerazioni e rallentamenti. La pesantezza della quale ho scritto prima è sempre presente, e nelle parti più veloci si riesce ad udire qualche richiamo al thrash. "Raw" è una violenta carica di rabbia che travolge l'ascoltatore.
La chitarra acustica che apre "Peace Means War?" stride abbastanza con le note di chiusura della title-track. Eppure anche questa canzone ha un suo piglio deciso, sorretta da un rifferama sanguigno. Il ritmo è ostinato. Hard rock "sentito" e di qualità. L'assolo e l'accelerazione finali sono entusiasmanti.
Le battute di apertura di "I Want To Be A Man" sono thrash, duro e puro. In realtà, la canzone si concede, a fianco di parti più arrembanti, parecchie sezioni melodiche. Alla fine, la canzone risulterà più tendente al hard rock che al thrash (si senta anche l'assolo di chitarra), caratteristica questa che potrà essere estesa comunque a tutto l'album.
"Ocean's Shadows" è una ballata. In questo caso, il cantante sale in cattedra con un'intepretazione ricca di pathos e di espressività. E' strano, e piacevole, sentire delle chitarre così delicate, ed una sezione ritmica capace di sussurrare. Questo brano non presenta particolari sorprese, e punta tutto sulla melodia. Da segnalare un aumento di grinta durante l'assolo, ma è un episodio isolato all'interno della composizione.
"Zero Degrees" è un brano deciso, introdotto da un riff lento, oscuro e dalla voce narrante. E' incredibile la quantità di "colori" che i nostri riescono a comunicare, grazie ad arrangiamenti intelligenti, frutto di esperienza e talento. "Zero Degrees" esplode con la doppia cassa in bella evidenza, per svilupparsi su terirtori melodici ma cattivi. Buona la prova di Zanda, anche quando distorce la voce. Già in passato, il cantante ha avuto modo di dimostrare la sua duttilità. In "Raw", le sue potenzialità sono espresse ai massimi livelli.
"Breathe The Big Apple" è costituita da riff secchi, veloci pause e da una precisione chirurgica d'esecuzione. Il ritmo è nuovamente pesante, deciso, lontano anni luce dal buon vecchio thrash che tanta gloria ha portato al quintetto. Eppure qualche indizio di questo stile è rimasto, e lo si può riscontrare nelle varie accelerazioni e rallentamenti.
Uno spirito schiettamente americano sembra aleggiare su "We Didn't Know", e le avvisaglie si avvertono già nei riff hard rock suonati dalla chitarra solista all'inizio. E tutto il brano è hard rock, di quello caldo, carico di feeling. La prova del cantante è piuttosto rozza, e dona una grinta praticamente street alla composizione.
Solido, sudatissimo hard rock anche per "Shake For Me", che comunque è molto più veloce del brano precedente. La sua partenza, ad esempio, è una cavalcata a metà strada tra il thrash e lo speed. Ogni singola nota comunque trasuda passione, e credo che le Merendine non potessero scegliere un modo migliore per concludere il CD. Sì, ho scritto concludere perchè "0,41" altro non è che una breve outro per chitarra acustica.
"Raw" si presenta immediatamente come un album solido, e gli ascolti reiterati non ne intaccano la consistenza. Le dieci canzoni qui presenti (esclusa l'ultima) sono formalmente ineccepibili, e si sente che il gruppo ha potuto dedicarci tutto il tempo necessario. Diciotto mesi di concentrazione, ed i risultati si sentono. Mai in precedenza le Merendine Atomiche hanno potuto concedersi lussi del genere, ed è forse questo il motivo per il quale album belli come "Walk Across The Fire" abbiano sofferto talvolta di alcune forzature nel songwriting. In "Raw", le canzoni sono molto naturali, filano lisce come l'olio dalla prima all'ultima nota e colpiscono nel segno.
Un'altra caratteristica notevole di "Raw" è la minima parte rivestita, al suo interno, dal thrash. Il quintetto sembra aver rivolto i suoi favori più ad un hard rock di stampo americano, naturalmente addizionato dalla potenza del metal più cattivo.
Sebbene "Raw" sia piuttosto diverso da "Walk Across The Fire", è probabile che i fan delle Merendine Atomiche possano apprezzare tantissimo anche questo nuovo lavoro, di caratura superiore (maggior equilibrio tra i brani, songwriting più maturo, ecc.). Per tutti gli altri, beh... ascoltate questo CD e, possibilmente, ascoltatelo! E' possibile mai che il sottoscritta debba ricevere una mail dal, nella quale è scritto, più o meno: "Ah, è bello sapere che c'è anche qualche italiano che ci apprezza!". Non cercate la qualità all'estero, quando ne abbiamo anche in Italia. Sostenete le Merendine Atomiche.
(Hellvis - Agosto 2006)

Voto: 8


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