MEMORIZED DREAMS
Theater Of Life

Etichetta: Sound Riot Records
Anno: 2004
Durata: 41min
Genere: melodic power metal


"Ci risiamo, altro power metal", mi vien spontaneo pensare appena mi appresto a leggere la biografia del gruppo. Onestamente un po' sfiduciato mi lancio nell'ascolto dell'ennesimo CD che sulla carta sembrerebbe uguale a tanti altri.
Per fortuna i norvegesi Memorized Dreams confezionano un buon CD che va oltre la media, non tanto per le idee innovative, ma per la capacità di sintesi. Scrivere belle canzoni, compatte, con buoni riff che si risolvono sempre nel migliore dei modi non è impresa da tutti.
In quaranta minuti, tempo ormai breve, il CD si esaurisce, senza quasi mai fallire. Ogni canzone è sopra la media e si lascia ascoltare più o meno sempre volentieri. La produzione è molto buona e le note riportano che l'album è pieno zeppo di ospiti.
Tralasciando la solita introduzione atmosferica, entriamo nel vivo del CD con la seconda traccia: "Cardinal Sin". Introdotta da un urlo ed un riff pesante, cosa strana per dei power metaller, la canzone è un up-tempo che per come si articola mi ricorda gli Scorpions più pesanti e gli Helloween di "The Dark Ride": un'accoppiata insolita, che però mischiata in questo modo non mi dispiace affatto. Senza troppi indugi il cantante, sicuro del suo timbro vocale, prima ci ammalia con un tono di voce caldo per poi salire su vette mai troppo alte ma efficaci. Particolare è la parte centrale, dove un loop stile discoteca per pochi secondi cambia le sorti della traccia, per poi ricondurla al ritornello veloce e melodico ma non banale.
"Haloes And Wings" è subito diventato uno dei miei pezzi preferiti, sia per il cantato molto caldo che per il ritornello veramente travolgente. Bastano due ascolti e si stampa in testa alla grande! Cosi anche i riff di chitarra, secondo me ribassata in tonalità più gravi, un po' come fecero i Nocturnal Rites snaturando quel suono power in un ibrido di "happy thrash". Senza troppi fronzoli la canzone, dopo avere dato spazio al solista di turno, ripete sapientemente per quattro volte il ritornello.
"Gates Of Heaven" fa il verso un po' a "Dr. Stein" degli Helloween per la cadenza utilizzata nelle linee vocali. Le tastiere, seppur sempre presenti, non scrivono mai le solite melodie neoclassiche nelle varie canzoni, ed è un bene. Anche la batteria, per la cronaca, non viaggia sempre e solo con la doppia cassa. A metà il suddetto pezzo si interrompe e molto epicamente riparte con la sola voce e un organo; dopo questo "diversivo" si riparte prima con un assolo di tastiera hammond, poi su una base solidamente ancorata al power metal più canonico: due voci e tanti cori si alternano su di un tempo veloce e su ottime chitarre taglienti fino al finale del pezzo.
Ottima la scelta di cambiare repentinamente lo stile musicale con la successiva "Sea Of Oblivion", una ballad pianistica dove il cantante Terje Haroy duetta con Nina Leirvik, una delle numerose guest che appaiono durante l'ascolto del CD. Che dire: solo il piano è presente in questa canzone ed accompagna le voci ed i cori nel migliore dei modi. Il cantato, buono come sempre, aiutato da una voce femminile di stampo operistico, chiude un pezzo ricco di feeling; non tra i miei preferiti ma di grande spessore.
La quiete prima della tempesta si potrebbe dire: infatti la successiva "Neverland" si appropria il premio del pezzo più pesante. Ottimo l'inizio dove ogni strumento si inserisce sul riff portante con un breve assolo. La canzone è forse la più personale e soffre di un unico neo: il ritornello. L'attitudine "sabbathiana" iniziale muta nel power puro del ritornello, cambiando i tempi lenti e cadenzati iniziali in veloci e monotoni. Non mi è piaciuta molto la scelta di dividere in questo modo la canzone. Comunque un pezzo sopra la media, coraggioso e ben arrangiato che si lascia ascoltare.
Le successive "Revelating Paradise" e "Light Above All" sono le tracce meno convincenti. Fortuna che di cali di stile così bruschi i Memorized Dreams non ne abbiano fatti altri. Anche se il cantato mi convince in entrambe, la musica proposta scade in una specie di power metal massicco ma poco orecchiabile. Il ritornello nella prima non funziona come dovrebbe perché, di fatto, non c'è mai uno stacco netto di tempo tra la strofa e il ritornello.Il risultato è così tutto uguale. Per quanto riguarda la seconda traccia invece, se il ritornello si lascia dietro una scia di cori dell'ascoltatore, la strofa è debole, quasi zoppicante. Da segnalare in "Light Above All" un cantato sul finale molto "hetfieldiano" che mi ha fatto sorridere, perché troppo fuori genere. Come al solito gli assoli curati e sempre armonizzati aggiungono un po' di punti ai due pezzi "incriminati".
La conclusiva "Crimson Dream", dall'inizio sussurrato che sfocia poco dopo in un grande up-tempo vicino ai lavori di Blaze solista, placa la rabbia appena sprigionata in una parte più riflessiva caratterizzata da un arpeggio di chitarra e tastiere. Ovviamente il pezzo esplode nuovamente sugli acuti del cantante che si alza spaventosamente di tonalità. Che grinta ragazzi!!! Una canzone "sentita" più delle altre, visto il livello di partecipazione di Terje. Dei sintetizzatori si intrecciano agli assoli di chitarra centrali, aggiungendo "la" ciliegina sulla torta. Il ritornello, anche in questo caso interpretato magistralmente, rende il pezzo interessante trasformandosi, come ogni volta, nel picco massimo della canzone.
In conclusione, "Theater Of Life" è un album come pochi, che tenta di accogliere consensi non sui virtuosismi dei vari solisti ma con le canzoni stesse. Massima cura quindi degli arrangiamenti in primis ed anche dei ritornelli, sempre ripetuti più volte in modo tale da stamparsi in fretta nella testa dell'ascoltatore. Sebbene in due canzoni il tutto non riesca per il meglio, il CD è gradevole e lo si ascolta che è un piacere, sia per il grado di coinvogimento del cantante che vive sulla propria pelle la maggior parte delle canzoni, sia per le musiche e i riff molto personali. Questo è il primo passo, spero, di una lunga e fortunata carriera. Vedremo se questi ragazzi avranno la fortuna di diventare un punto di riferimento per le generazioni musicali future.
Un lavoro onesto e arrangiato minuziosamente. Prima di comprare magari dategli un'ascoltata, per confermare le mie idee.
(Hellcat - Aprile 2005)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Memorized Dreams: memorized.dreams@flink.no
Sito Memorized Dreams: http://www.memorized-dreams.tk/

Sito Sound Riot Records: http://www.soundriot.net/