MEGADETH
So Far, So Good... So What!

Etichetta: Capitol
Anno: 1988
Durata: 34 min
Genere: Thrash


Ed eccoci di fronte alla terza fatica dei Megadeth! L'anno di grazia è il 1988 e il caratterino burrascoso del buon Dave Mustaine fa le prime vittime nella line-up! Fuori Poland e Samuelson, dentro l'ottimo Jeff Young alla chitarra ed il pessimo Chuck Behler alla batteria! L'unico superstite alle bizze del rosso crinito chitarrista è il fido Ellefson!! Cambia la formazione e a dir la verità anche la musica ne risente un po'! Bissare il capolavoro di due anni prima è impresa impossibile, e infatti il gruppo non vi riesce, ma dà alle stampe un dischetto comunque molto bello, checché ne dicano i critici che considerano quest'album il più debole dei Megadeth (ovviamente escludiamo le cazzate fatte con "Risk").
Lo stile è leggermente diverso, sempre thrash tecnico e contorto, per nulla scontato, ma a tutto questo si aggiunge una vena oscura, già presente nel lavoro precedente, ma che qui viene rinforzata! Il disco ha alcune piccole gemme della produzione targata Megadeth, prima fra tutte quella "In My Darkest Hour" che ancora adesso fa venire i brividi a chiunque la ascolti!! Una sorta di semi-ballad che mostra tutto il lato più buio e tormentato della mente di Mustaine! Davvero un capolavoro: melodia, tecnica e attacco frontale si amalgamano in un sapiente cocktail di rara bellezza!!
Decisamente sopra le righe anche "Set The World Afire", dove la velocità la fa da padrona! Qui l'impatto è fondamentale e il gruppo riesce ad assestare un colpo che farebbe traballare anche il più roccioso dei metalhead!! Una delle caratteristiche di quest'album è che apparentemente sembra un album un casino grezzo! Dovete ascoltarlo più e più volte per rendervi conto di quanta tecnica ci sia in questo lavoro!! Non fatevi ingannare dalla produzione, il gruppo qui va giù pesante e si sente, dopo qualche ascolto, ma si sente!
Bella, bellissima è "Mary Jane", in cui tutta la follia dei Megadeth esce fuori! Il pezzo è tremendamente intricato, eppure ad un semplice ascolto non sembra accorgersene! Ma se si fa attenzione si nota tutta una serie di sfumature davvero impressionanti!! Ah, poi c'è pure la cover di "Anarchy In The U.K." dei Sex Pistols, in cui c'è da segnalare la presenza alla chitarra dell'ex chitarrista del gruppo inglese, Steve Jones! Una versione molto ben riuscita, che farà storia da sè! Fedele all'originale ma allo stesso tempo rivisitata in chiave Megadeth!
Il resto dell'album è comunque molto gradevole, io ho citato i pezzi più belli, che per primi saltano all'occhio, pardon, all'orecchio dell'ascoltatore!! Io sono particolarmente legato a quest'album, ma nonostante tutto cercherò di dare un giudizio obiettivo! Non è un capolavoro come PSBWIB, o come "Rust In Peace", ma è comunque un album eccellente, che merita di stare nella discografia di qualunque metallaro che si rispetti! E poi si parla di anni '80, gli album a quei tempi erano quasi tutti fighi e la discografia dei gruppi thrash è fondamentalmente limitata a quel periodo, quindi se lo comprate andate sul sicuro!
(EvilEnry - Novembre 2002)

Voto: 8.5



In mezzo agli altri due capolavori del gruppo sto album può solo prenderle di cattiveria, però resta figo e ben sopra la media della miriade di album thrash dell'epoca. La mia preferita è la strumentale di apertura "Into The Lungs Of Hell", veramente una bomba! Ma pure le altre non scherzano, anzi! L'unico "problema" è che nessuna canzone raggiunge i picchi di qualità dell'album precedente e di quello successivo. Comunque sia è un album da avere.
(teonzo - Novembre 2002)

Voto: 8.5



In questo album mi sembra di percepire maggiore cattiveria (sarà stato il PMRC) e una leggera atmosfera dark, le composizioni risultano più tecniche e più orecchiabili rispetto ai precedenti.
(metalchurch - Novembre 2002)

Voto: 9