MEGADETH
Rude Awakening (live)

Etichetta: Sanctuary
Anno: 2002
Durata: CD1 66 min, CD2 57 min
Genere: Thrash Metal


L'uscita di questo live segna anche la triste ma inevitabile uscita di scena dei Megadeth. Infatti, proprio durante la fase di promozione, Dave Mustaine uscì dal gruppo a causa di gravi problemi al braccio sinistro, che gli impedivano di continuare l'attività con i Megadeth.
Devo ammettere che i primi momenti dopo lo scioglimento per me furono brutti, i Megadeth hanno rappresentato e continueranno a rappresentare una delle colonne del Metal, cosa che nessuno può negare. Però a mente sgombra credo che la malattia di Mustaine sia stato un segno del destino, nel senso che ormai era arrivata l'ora di sciogliersi per non finire nel ridicolo.
"Rude Awakening" è un live di due ore e più che ripercorre quasi tutta la carriera del gruppo. Dico "quasi" perché vengono presi in esame tutti gli album, addirittura "Killing Is My Business", ma "Risk" è stato escluso. Questo fatto non mi è piaciuto, perché dimostra l'alto grado di ruffianeria di Mustaine e compagni nei confronti dei fan. Praticamente, pur di accontentare (o di recuperare) i fan, hanno estromesso "Risk", album che il gruppo non ha mai rinnegato.
L'album è stato voluto principalmente da Mustaine, non voleva che il gruppo si sciogliesse senza lasciare una testimonianza dal vivo. Però si poteva fare di più, molto di più.
"Rude Awakening" è freddo e asettico, il pubblico sembra falso, tanto da farmi credere che ci siano stati troppi ritocchi durante la produzione. E dire che la scaletta è mostruosa, ci sono tutti i classici, più l'inedita "Kill The King", che a dire il vero era già comparsa nella raccolta uscita qualche anno prima per la Capitol.
La colpa è dei Megadeth, scazzati all'inverosimile e non al 100% della forma. Sarebbe dovuto uscire prima, quando suonavano ancora Nick Menza e Marty Friedman. Invece al posto loro suonano due musicisti (Pitrelli e De Grasso) che in quanto a talento valgono la metà. Dai, siamo seri, non possiamo paragonare Al Pitrelli a Marty Friedman, neanche lontanamente. Mustaine poi, trova difficoltà a cantare e suonare certi brani. specialmente quelli tratti da "Youthanasia", dove stecca a ripetizione, dimostrando che quello fu anche l'album dove fece la sua migliore interpretazione vocale, almeno a livello tecnico.
Vogliamo parlare invece del libretto? Di solito per queste occasioni si sprecano le foto scattate durante i concerti, nel backstage, etc. Invece niente neppure qua, due foto buttate qua e là per accontentare i deficienti come me che hanno preso l'album. Forse tutti questi problemi potevano essere risolti con un po' di calma, invece sembra che il gruppo (Mustaine?) avesse fretta di farlo uscire, quasi sapessero già cosa sarebbe successo da lì a poco.
Consiglio l'acquisto di "Rude Awakening" solo a chi come me vuole avere tutto dei Megadeth, in fondo sentire raggruppati insieme quasi vent'anni di Megadeth story fa sempre piacere. Per chi non li ha mai sentiti dal vivo e vuole il meglio, può cercare in giro qualche bootleg degli anni '90, in passato ne uscirono molti. Sicuramente migliori del "Rude Risveglio".
Megadeth - R.I.P.
(carma1977 - Luglio 2003)

Voto: 5.5