MEGACE
Inner War

Etichetta: Angular Records
Anno: 1999
Durata: 52 min
Genere: thrash moderno


Questo è il secondo ed ultimo album dei tedeschi Megace. Non conosco bene la loro storia, anzi ho solo letto la biografia sul loro sito, in cui c'è scritto che avevano avuto problemi legali con l'etichetta del primo album, poi alcuni cambi di formazione (il batterista e uno dei chitarristi), finendo poi per registrare un promo nel 1994. Poi hanno cominciato a registrare questo album nel 1996, andando a colpi perché dovevano affittare l'attrezzatura da Kai Hansen e Dirk Schlächter mentre loro non erano impegnati coi Gamma Ray. Hanno concluso le registrazioni nel 1997, per poi affidarsi al mixaggio di Charlie Bauerfeind e perdere altro tempo alla ricerca di una etichetta. Insomma, far uscire quest'album deve essere stato un vero calvario per i Megace!
Lo stile del gruppo ha subito un po' di cambiamenti rispetto al primo album: prima di tutto le canzoni sono più compatte e con un approccio più diretto, hanno lasciato perdere la ricerca di strutture contorte che avevano usato sul precedente "Human Errors", ed hanno pure accorciato le canzoni (nessuna di queste supera i 5 minuti). Ma questo non vuol dire che le canzoni siano meno curate e meno complesse, anzi! I Megace si sono concentrati sui dettagli, perfezionando il loro stile e trattando con cura maniacale tutti i particolari: le canzoni hanno una presa più diretta sull'ascoltatore, ma facendo attenzione si nota come ogni passaggio sia suonato ed arrangiato con classe. Rispetto al loro album precedente hanno aggiunto un po' di influenze derivate sia dal thrash moderno stile Machine Head e Pantera (molti riff sono belli pesanti e potenti), sia dal thrash psichedelico dei Voivod (si sentono gli echi di "Negatron" in vari punti dell'album), sia dal rock commerciale di qualità, un nome su tutti Alanis Morissette.
Faccio il nome della grandiosa Alanis per due motivi: il primo è che alcuni spunti dell'album potrebbero benissimo uscire dalle parti più cattive di "Jagged Little Pill" (ad esempio la sesta canzone "Synchronicity"); il secondo motivo è dato dalla voce di Melanie Bock, che si avvicina spesso allo stile schizzato della collega canadese. Devo spendere qualche parola sulla voce della Bock: si sente benissimo come sia cambiata dal primo album, sia nell'approccio stilistico (qui usa il growl solo un paio di volte) che soprattutto nel controllo delle sue capacità. Su "Human Errors" non aveva una buona preparazione tecnica, si metteva ad urlare e a cantare in maniera totalmente incontrollata. Qui invece ha il pieno possesso delle sue doti vocali, e le sfrutta in pieno, modulando a perfezione la voce e riuscendo a dare un tocco psichedelico al suo cantato (in vari punti si aiuta anche sovrapponendo due linee vocali distinte).
Nel complesso quindi in questo album convivono due anime: quella pop, ossia data dalla ricerca di creare canzoni di presa più diretta, e quella psichedelica, data dalla ricerca di soluzioni strane che danno un'impronta schizzata e schizoide all'album. Il risultato è riuscito ma non completamente: per me le canzoni sono belle ma non eccezionali, visto che alcuni punti sono ripetitivi, e nel complesso non mi viene mai da alzarmi dalla sedia esaltato da un particolare passaggio.
La confezione del CD è molto buona, e la copertina riesce a sottolineare per bene lo stile dell'album: è una specie di disegno surrealista con al centro una lumaca con un orologio al posto della faccia, ed il guscio trafitto da una sorta di funghi metallici con uno stelo altissimo (sembrano più delle torri degli acquedotti che dei funghi...). Il libretto è bello corposo, comprende i testi ed ha una grafica bella psichedelica. La produzione è molto buona, con dei suoni potenti e ben definiti, e non poteva essere altrimenti visti i nomi coinvolti.
In conclusione questo è un buon album, di certo non un capolavoro, ma ogni tanto un ascolto glielo do volentieri (anche se confesso che non lo ascolto mai per intero, troppo lungo). In giro c'è sicuramente di meglio su cui spendere i propri risparmi, ma se siete amanti dei Voivod di "Negatron" e cercate qualche altro album di thrash moderno e schizzato (ma meno violento di "Negatron"), beh, allora avete trovato pane per i vostri denti.
(teonzo - Marzo 2003)

Voto: 8


Contatti:
Sito internet: http://www.megace.de/