MECHANIX
History Re-Rotten

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2003
Durata: 36 min
Genere: thrash


Tedeschi di Nurnberg, i Mechanix hanno alle spalle una storia di nove anni caratterizzata da diversi cambi di line-up sotto la guida di Wolf Reinish, chitarrista e cantante del quartetto. La bio allegata al CD mi illumina bene sulle influenze compositive del mastermind, riscontrabili in certo punk dei seventies e nello speed-thrash della metà anni '80.
Sebbene l'aspetto punk - ma sarebbe meglio dire hardcore - affiora timidamente in un paio di tracce ("Zero Point" e "27"), i binari su cui si muove il gruppo sono quelli corrispondenti in maniera evidente ai Megadeth di "Peace Sells..." e "So Far, So Good... So What?" e ai Metallica del secondo album. Quindi thrash dalle forti venature melodiche (soprattutto di basso, aspetto migliore del disco) poggiate su ritmiche cadenzate e quadrate, nelle quali il gruppo dà ottima dimostrazione della padronanza tecnica, sia strumentale che compositiva, nel gestire tracce piuttosto brevi, ma efficaci nella loro semplicità.
Non perderò tempo a descrivervi a puntino il disco, vi basta riascoltare uno di quelli citati sopra ed avrete un'idea precisa di come suoni, mentre credo sia opportuno dare voce ai difetti di "History Re-Rotten". Quello più 'evidente' è a livello di fluidità del brano: ogni tanto, soprattutto nei passaggi e nei cambi di tempo, si perde di intensità per l'eccessiva attenzione sulla cura esecutiva, mentre lo stile vocale di Wolf, che spesso pecca di carica ed aggressività, non contribuisce a garantire quella dose di energia necessaria. Se questi sono i difetti 'tecnici' per la mia visione personale devo rilevare la mancanza del pezzo che esalti in pieno, forse per via di un certo 'accontentarsi' di riproporre schemi conosciuti senza osare e spostarsi su lidi più personali. L'eccezione è rappresentata da "Burning Me", mentre "Hole In My Head" e "Passive/Aggressive" godono - parzialmente - di un tiro notevole; d'altra parte la title-track, ballad finale, risulta fin troppo scontata per costituire un punto a favore del disco.
In conclusione se amate i primi Megadeth qua ne avete una riproposizione fedele e piuttosto ben riuscita, anche confrontando le atmosfere di metà anni '80, e vi consiglio di farci un pensiero (12 eurozzi); d'altra parte devo essere critico nell'evidenziare la mancanza di personalità e un eccessivo rigore stilistico che impedisce al gruppo di dar fondo alle proprie qualità.
(Melix - Aprile 2004)

Voto: 7


Contatti:
Mechanix
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GERMANY
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