MAZE OF TORMENT
The Force

Etichetta: autoprodotto / Iron Fist Productions
Anno: 1996
Durata: 41 min
Genere: heavy/black/thrash metal


Rieccomi qua! Sapevo già che l'album che avrei dovuto trattare in questo momento era di un gruppo che precedette la nascita dei Deceiver, dei quali mi occupai qualche giorno fa. Quindi mi aspettavo già un prodotto di più o meno un anno fa... E invece, vado a controllare, e scopro che questo "The Force", album di esordio dei Maze Of Torment, risale addirittura al 1996! Wow! 8 anni!! Che stavo facendo io nel 1996?! Dovrei ripercorrere a ritroso la mia esperienza di ascoltatore e vedere se all'epoca questo album dei Maze Of Torment avrebbe avuto un peso maggiore, oppure devo affrontarlo con gli strumenti che possiedo oggi, novembre 2004? Non lo so, ci penserò quando sarà troppo tardi, eheheh!
Osservando questo disco autoprodotto, prima ancora di metterlo nel lettore, la prima impressione che ricevo è quella di avere a che fare con un gruppo in qualche modo succube dei Morbid Angel degli esordi... "Maze Of Torment" non vi dice nulla?! Allora spegnete il computer e andate a raccogliere fiorellini, bestie!! L'artwork è un dipinto di Tony Olsson, con soggetti ameni quali mari di sangue, corpi che si contorcono, edifici tombali in decadenza, figure demoniache, e via dicendo, neanche fosse un opuscolo dei Testimoni di Geova. Nel retro del booklet c'è anche una foto della band: capelloni, giacconi, stivaloni, cinturoni, e braccialoni borchiatoni.
Tenendo conto di ciò che vedo e di ciò che so già, cioè che sono svedesi ed oggi hanno a che fare con un reduce della No Fashion Records, penso che un'altra influenza importante, oltre che quella dei Morbid Angel, potrebbe essere stata quella di un gruppo come quei magnifici scellerati dei Merciless! Poi il booklet lo apro e, a fianco di testi a base di vampiri, stregoni, lupi, ghiacciai ed angeli stuprati, ci trovo le note di realizzazione che mi rivelano che 'sto disco è stato registrato negli studi Unisound, con Dan Swanö, e che costui ha addirittura suonato chitarra e tastiere in un paio di pezzi. Ora, non so cosa ci sia scritto nel vostro vocabolario, ma nel mio alla voce Dan Swanö c'è un rimando: vedi 'Genio Inesauribile'. Che vorrà dire? Mah, non so, non ho tempo di scartabellare nel dizionario, devo scrivere una recensione!
Ora, tutto quello che ho scritto l'ho scritto senza avere sentito una nota, quindi in pratica non ho scritto un cazzo di serio. Vediamo se ascoltando esce fuori che l'abito fa il monaco oppure no. Un ottimo stratagemma per sottolineare la suspence sarebbe stato un fruscio di vinile, ma il laser purtroppo non produce lo stesso suono...
Il primo brano, intitolato "Shapeless In The Dark" (sarà riferito a noi, teonzo?!), parte con qualche feedback chitarroso che fa sempre bene, per poi sfociare in un assalto up-tempo che in effetti fa molto Morbid Angel dei tempi del disco zero: "Abominations Of Desolation". Poi, come se nulla fosse, ci sono passaggi da metallone headbangerone col cinturone, cose a metà strada tra Merciless e Sentenced, se mai si fossero incrociati. Il resto dei brani non è affatto dissimile, e gli elementi costanti sono: tempi velocissimi alternati con passaggi heavy piuttosto classici, doppia cassa, voce in scream riverberata ed un suono freddino che fa un po' black (ma solo un po'). Potrebbe essere la musica che avrebbero fatto gli Iron Maiden nei primi anni '80 se fossero stati licantropi. In certi punti fa la sua apparizione una chitarra classica arpeggiata, come negli incipit di "Dream Of Blood" e "The Force", che mi rievoca ricordi degli indimenticati ed indimenticabili Necrophagia di "Season Of The Dead". Ah... Nutella... Ehm, mi ricompongo, dicevo del brano "The Force", che poi dopo un arpeggio riparte con un riff mozzafiato che mi fa un po' pensare ad un black agreste à la Enslaved ma che, per il suo ricorrere di clichés metal classico, mi riporta alla mente anche i primi Rotting Christ.
Peccato che i miei momenti di entusiasmo si smorzino sempre subito... Per esempio l'esaltante riffone à la Mayhem che si trova nell'inizio di "The Last Candle" dura per pochi istanti, passando a questo heavy classico che alla lunga m'ingrossa un po' lo scroto. Per cui mi resta l'impressione di un disco che ha dei buoni momenti, ma che secondo me non riesce ad organizzarli come si deve, lasciando campo alla monotonia ed alla ripetitività. Chissà se nel 1996 mi sarei fatto un'opinione diversa, ma oggi, 2004, questo disco si merita un 7.
(MoonFish - Novembre 2004)

Voto: 7


Contatti:
Sito Maze Of Torment: http://www.mazeoftorment.com/

Mail Iron Fist Productions: ironfistrec@hotmail.com