MAYHEM
Wolf's Lair Abyss (EP)

Etichetta: Misanthropy Records
Anno: 1997
Durata: 24 min
Genere: Black Metal


L'omicidio di Euronymous e il conseguente arresto del suo assassino, il Conte Grishnackh, avevano assestato un colpo non da poco alla scena black norvegese. La scomparsa dei due leader di spicco sembrava aver fatto aprire gli occhi ai loro numerosi seguaci. I roghi di chiese parevano ormai tanto puerili quanto inutili. Le convincenti parole di Euronymous apparivano tutto d'un tratto utopiche e contraddittorie. Inoltre la pressione delle forze dell'ordine aveva castrato sul nascere qualunque velleità di resuscitare l'Inner Circle.
Date le circostanze, molte band si ritrovarono a dover fare mente locale. In particolare quelle che erano legate in modo particolare al defunto leader dei Mayhem. Gruppi quali gli Enslaved, gli Abruptum ed i Sigh erano infatti sotto contratto con la sua etichetta Deathlike Silence. Altre band quali Monumentum o Mysticum si stavano invece organizzando per una prossima collaborazione. Ovvio che la morte di Euronymous aveva fatto saltare tutto.
Nessuno, ovviamente, prendeva in considerazione un eventuale resurrezione dei Mayhem. L'idea stessa della band senza Euronymous suonava come una bestemmia. Eppure, ancor prima che "De Mysteriis Dom. Sathanas" venisse pubblicato, qualcuno stava già pensando a riorganizzare il gruppo. Si trattava di Jan Axel Blomberg, alias Hellhammer: il batterista più rispettato della scena black. Da membro interno della band, non sentiva quell'alone di leggenda che infiammava gli animi dei fan. Considerava i Mayhem come il suo primo vero amore musicale. Non riusciva a capacitarsi che il discorso musicale intrapreso della band potesse interrompersi così bruscamente. Inoltre i Mayhem erano sopravvissuti alla morte di un mito quale Dead. Non vedeva quindi il dopo-Euronymous come una battaglia persa in partenza.
Il primo a cui si rivolse per attuare questo progetto fu Snorre Ruch. Noto come Blackthorn, aveva suonato nei Thorns ed era stato complice del Conte Grishnack nell'omicidio di Euronymous. La scelta era più che naturale visto che il chitarrista aveva preso parte alle sessioni di registrazione di "De Mysteriis Dom. Sathanas". Purtroppo la sua condanna si rivelò più lunga del previsto così Hellhammer dovette cercare qualcun altro.
Va segnalato che all'epoca il batterista non era completamente inattivo. Oltre che con gli Arcturus, assieme ai quali era impegnato nella realizzazione dell'EP "Constellation", la sua collaborazione si estendeva anche ai neonati Mysticum. Affascinato dai loro demo "Wintermass" e "Medusa's Tears" (pubblicati però sotto il nome di Sabazios) decise di suonare con loro perché, a suo avviso, una vera batteria rendeva le loro composizioni più efficaci.
Vista l'indisponibilità di Blackthorn, girò la proposta ai suoi compagni dei Mysticum. La risposta dei musicisti fu negativa seppur con qualche tentennamento. Credevano nella loro band e non se la sentivano di addossarsi le responsabilità che il nome Mayhem comportava.
Hellhammer decise quindi di provarci con gli ex membri del gruppo. La necessità di far rinascere la band diventava sempre più pressante mano a mano che il tempo passava. Inoltre era stanco di vedere i bootleg spuntare come funghi e desiderava riprendere in mano la situazione. Necrobutcher fu il primo ad accettare. Il bassista se n'era andato dopo la morte di Dead ma evidentemente il tempo non aveva cancellato la sua passione. Anche Maniac non negò il suo contributo. Sebbene fosse sempre stato considerato un session man, è risaputo che il suo contributo si estendeva anche a livello compositivo. Per maggiori informazioni sui due musicisti, rimando ai capitoli precedenti della discografia dei Mayhem.
Trovati il bassista e il cantante, occorreva un chitarrista. Si trattava del ruolo più delicato, quello mantenuto saldamente per anni da Euronymous. La scelta ricadde su Rune Erikson, detto Blasphemer, già in forza agli Aura Noir. Hellhammer lo conosceva, qualche volta avevano suonato assieme. Rune sembrava proprio il tipo ideale date le sue capacità musicali e la sua filosofia di vita.
I Mayhem erano finalmente pronti a ripartire.
La ricerca dei musicisti aveva spaziato dal 1994 al 1995. Nel frattempo Hellhammer aveva abbandonato i Mysticum. Non riusciva a trovare il tempo di dedicarsi seriamente alla band, pieno com'era di impegni. Tanto per fare un esempio, dopo l'arresto di Faust il batterista ne aveva rilevato il ruolo negli Emperor. Anche in questo caso però sapeva che non poteva durare. I suoi primi pensieri rimanevano infatti i Mayhem e gli Arcturus. Proprio con questi ultimi Hellhammer aveva pubblicato, nel 1994, il buon EP "Constellation". Oltre a rappresentare un passo in avanti nel songwriting del gruppo, è indice del miglioramento tecnico del batterista.
Sempre nello stesso anno il mai domo Jan Axel Blomberg si è unito agli Immortal per alcuni concerti. Infatti Abbath e Demonaz avevano cacciato Grim (accasatosi nei Gorgoroth) e si ritrovavano senza batterista. Tra i concerti più interessanti spicca quello di spalla ai Morbid Angel. E' rimasta anche una testimonianza della collaborazione tra i tre musicisti: la videocassetta "Masters Of Nebular Frost". Tra l'altro il rapporto tra il batterista e gli Immortal andava a gonfie vele. Solo i problemi legati alla distanza hanno impedito che il connubio si concretizzasse in qualcosa di duraturo.
Come si può vedere Jan Alex Blomberg era un individuo attivo, inquieto e ricco di passione per la musica (e lo è tuttora). In un'intervista dell'epoca affermava di aver suonato complessivamente in venticinque band. Sappiamo bene che questo suo vagabondaggio musicale non si è certo arrestato lì. Come facesse a star dietro a tutti questi impegni musicali e al suo lavoro di infermiere, rimane un mistero...
Nel 1996 vengono pubblicate due uscite ufficiali dei Mayhem che però ripescano vecchie incisioni con Dead ed Euronymous. Che siano tributi od operazioni nostalgia poco importa, mi limito a segnalarle. Si tratta di due picture disc: "Out From The Dark" (vinile rosso: 800 copie; vinile dorato: 1000 copie) e "Freezing Moon" (limitato a 1000 copie). Ambedue sono usciti per l'etichetta Black Metal Records. Nel primo sono raccolte sette registrazioni di prova che verranno poi ristampate nel bootleg "In Memorium". Nel secondo riappaiono le due tracce incise originariamente per la compilation della CBR "Projections Of A Stained Mind" del 1991.
Il 1997 è l'anno del gran ritorno. Tra l'attesa generale esce l'EP "Wolf's Lair Abyss". Naturalmente le reazioni sono state contrastanti. Certamente tanti anni di attesa avevano elevato le aspettative e l'uscita non fu accolta con grandissimo entusiasmo. Molti scuotevano la testa paragonando i "nuovi Mayhem" con quelli di Dead ed Euronymous. Sembrava quasi che "Wolf's Lair Abyss" venisse bollato a priori come un'operazione atta a campare sulle gesta dei due illustri deceduti.
L'entusiasmo invece non mancò nel corso della lunga serie di concerti successiva alla pubblicazione dell'EP. Le varie esibizioni furono positive e per la prima volta la band norvegese fece un mini-tour oltreoceano, toccando Stati Uniti e Messico. Va ricordato che, a partire dal tour "Mayhem Invades England", Nordgaren dei Fleurety entrò in pianta stabile nei Mayhem come secondo chitarrista in sede live. La collaborazione cesserà un anno dopo quando Nordgaren andrà a vivere nel Regno Unito.
Passiamo ora al commento prettamente musicale di "Wolf's Lair Abyss". Questo lavoro esce sia in versione CD che in vinile per la Misanthropy Records. La stessa etichetta lo ristamperà l'anno successivo su picture disk in edizione limitata a 500 copie. La copertina del digipack è molto semplice: reca il logo dei Mayhem (o "The True Mayhem") ed il titolo dell'album in argento su sfondo nero. All'interno è rappresentato un teschio con due ossa. Nel retro, oltre alla tracklist, vi è la foto di una decorazione (un portone forse) con un teschio scolpito. Le copertine del vinile e del promo invece ritraggono il muso di un lupo.
Questo EP contiene cinque tracce. In futuro esse andranno considerate come la prima parte di un lavoro in tre atti, dei quali gli ultimi due saranno presenti in "Grand Declaration of War" del 2000.
"Wolf's Lair Abyss" si apre con l'introduzione "The Vortex Void Of Inhumanity", non inclusa nel promo. Tra i tanti suoni elettronici si sente nella distanza una tromba che suona una fanfara. Nel vortice sonoro si fa strada la voce narrante di Maniac.
Le rullate di batteria aprono la prima vera canzone: "I Am Thy Labyrinth". Si tratta di un brano malvagio fino al midollo, anche se non eccezionale da un punto di vista compositivo. La qualità di registrazione è funzionale. Molti la trovano scadente, a mio avviso invece dona quel tanto di rozzezza che non fa male ad una musica così aggressiva. La prima parte della canzone è molto veloce, con Hellhammer che picchia come un forsennato. Compositivamente lo stile non è molto diverso dalle tracce più tirate di "De Mysteriis Dom. Sathanas". La successione armonica è cupa e la struttura molto semplice. Maniac tiene fede al suo pseudonimo con delle vocals vomitate ed incomprensibili. Certamente fanno la loro bella figura, non capita spesso di sentire un cantante torturarsi a questo modo. La seconda parte, quella centrale, è più lenta rispetto alla precedente. Qui Maniac dimostra di essere più duttile rispetto ai tempi di "Deathcrush". Il cantante infatti sottolinea i suoi strilli con una melodia gregoriana. Anche in questo caso la scelta vocale si dimostra azzeccata e interessante. "I Am Thy Labyrinth" ritorna a far male nella sua parte finale. Tra la violenza è facile rilevare qualche breve spunto melodico.
I testi, tutti scritti da Maniac, sono molto evocativi e carichi di riferimenti all'occultismo. Sono diversi da quelli celebri di Dead e, tutto sommato, superiori da un punto di vista artistico. Il cantante dà sfoggio di notevoli qualità, le quali trovano la massima espressione negli spettacoli dal vivo. In un'intervista Necrobutcher ha detto di lui: "(Maniac) è molto magro e molto pallido ed è ricoperto ovunque di ferite. Solo una persona su diecimila può incidersi in quella maniera e noi abbiamo avuto ben due cantanti che potevano farlo. E' veramente incredibile quando ci pensi!".
"Fall Of Seraphs" inizia come un mid-tempo strisciante. La chitarra di Blasphemer sembra lasciare tracce a spirale sulla pelle degli ascoltatori. Il cantante declama, in un crescendo, la sua natura avversaria e tentatrice culminante con l'affermazione di essere il "Serpente di Eva". Da questo momento la canzone diventa veloce, vorticosa e vede la band destreggiarsi tra facili cambi di riff, tenuta per mano dal notevole lavoro di Hellhammer. La terza parte è aperta da un'esplosione ed un riff degno di "De Mysteriis Dom. Sathanas". Non mi stupirei se per questo EP fosse stato riciclato qualche vecchio riff di Euronymous o di Blackthorn.
"Ancient Skin" presenta una qualità di registrazione inferiore rispetto alle due canzoni precedenti. La ritmica è molto veloce e serrata. Il suono della band è compatto come una macchina da guerra. La sequenza di accordi è così semplice che rende questo brano un esempio puro di black metal norvegese. Molto evocativi i passaggi armonici di Blasphemer e Necrobutcher a metà del brano, mentre le sovraincisioni di Maniac rendono il tutto molto malato e strano. Si susseguono linee melodiche così minimali che potrebbero ricordare i DarkThrone dei tempi d'oro. "Ancient Skin" è un episodio musicale di grande intensità, diretto e senza fronzoli.
"Symbols Of Blood Swords" ha un inizio particolare dato dalle vocals pulite di Maniac. Blasphemer suona lunghe note con la sua chitarra, mentre Necrobutcher e Hellhammer sembrano avere il diavolo in corpo. Improvvisamente, in maniera del tutto inaspettata c'è un breve break dotato di una ritmica complessa, al quale segue una sezione con un riff d'antologia. Maniac vomita lunghe note di odio. La velocità di esecuzione diminuisce, lasciando spazio ad un finale sempre più lento e atmosferico, inquietante. Quest'ultima traccia si affievolisce a poco a poco. Globalmente non è un brutto brano anche se, a onor del vero, è poco coeso e poteva essere strutturato meglio.
Qualche considerazione finale. Se "Wolf's Lair Abyss" non fosse un lavoro dei Mayhem, sarebbe stato apprezzato sicuramente di più. A mio avviso è ingiustamente sottovalutato. Un monicker del genere, con la sua storia maledetta e con le suggestioni che evoca, porterà sempre a dei paragoni con il passato. Hellhammer ha dato poco peso al fatto che i Mayhem siano stati un gruppo il cui fascino è sempre stato superiore rispetto al valore artistico effettivo. Di conseguenza, anche se la sua "nuova" band avesse inciso l'album tecnicamente più valido dell'intera scena black, qualcuno avrebbe accusato i Mayhem di non trasmettere più quelle sensazioni, quell'intensità di quando Euronymous era in vita. E' un processo psicologico scontato ma fondamentale.
Obiettivamente parlando, "Wolf's Lair Abyss" non è un capolavoro ma è ingiusto considerarlo trascurabile. Spero che ora i tempi siano maturi per una sua rivalutazione e per quella del suo successore. Ma di questo parleremo nella recensione di "Grand Declaration Of War".
(Hellvis - Settembre 2003)

Voto: 7



Questo mini mi è piaciuto, nonostante il netto distacco con il passato. Forse anche la sua brevità ha contribuito a renderlo più facilmente assimilabile. La voce di Maniac è incomprensibile, ma in quest'occasione mi sembra si intoni bene col resto. Non ci sono alti e bassi, tutto il disco viaggia su livelli più che buoni.
(BRN - Settembre 2004)

Voto: 8