MAYHEM
Mediolanum Capta Est (live)

Etichetta: Avantgarde Music
Anno: 1999
Durata: 55 min
Genere: Black Metal


Dopo il controverso "Wolf's Lair Abyss" Hellhammer e soci si imbarcarono in una lunga serie di tour. Nonostante la scelta di riesumare i Mayhem avesse sollevato non poche perplessità, il pubblico rispose ai concerti con entusiasmo. Che amassero veramente la musica della band norvegese o che fossero attratti solo dalle sanguinose vicende storiche, poco importa. Il concerto tenutosi all'East Club di Bischofswerda (Germania) il 21 giugno 1997 confortò la band a continuare per la propria strada. Si trattava della prima esibizione fuori dalla Norvegia dai tempi del mitico tour in Germania Est del 1991. L'occasione è stata immortalata nella prima videocassetta ufficiale dei Mayhem (Misanthropy, 1998) ed il pubblico non aveva fatto mancare il suo apprezzamento. Il biglietto costava 50 marchi tedeschi, una cifra piuttosto elevata: un eventuale fallimento avrebbe inibito sul nascere ulteriori esibizioni.
Da quella data in poi i Mayhem hanno calcato il palco svariate volte raccogliendo sempre buoni consensi. Tra le tappe più rappresentative vanno ricordate quella in Inghilterra (con Nordgaren dei Fleurety come secondo chitarrista) e quelle negli Stati Uniti e Messico. Anche il Wacken del 1999 ha potuto contare sulla presenza del quartetto norvegese. Una tappa a Marsiglia nel 2000 ha fruttato la seconda VHS ufficiale "European Legions" (Season Of Mist, 2001) e l'album "Live In Marseille 2000". Altri concerti sono stati registrati nei CD ufficiali "European Legions" (sempre Season Of Mist, 2001) e "U.S. Legions" (Renegade Records, 2001).
La ragione di tutte queste uscite live è la risposta all'incontrollato proliferare dei bootleg, secondo quanto affermato dai musicisti. Questa è anche una delle ragioni per le quali, a distanza di due anni da "Wolf's Lair Abyss" (1997), i Mayhem si erano ripresentati ai fan con "Mediolanum Capta Est".
Registrato il 2 novembre 1998, il CD riproduce un concerto tenutosi al Rainbow Club di Milano. L'esibizione era stata organizzata dal personale di Sound Cave, il negozio collegato all'etichetta Avantgarde Music. Essi erano in contatto con i Mayhem sin dai tempi del "Live In Leipzig". La label all'epoca era molto più piccola e portava il nome di Obscure Plasma.
Vista la buona qualità di registrazione, venne proposto al quartetto di trarne un live ufficiale. La proposta piacque oltre che per le ragioni citate anche per un motivo simbolico. Com'è vero che il "Live In Leipzig" ha funto da spartiacque tra i primi Mayhem di "Deathcrush" e quelli più evoluti di "De Mysteriis Dom. Sathanas", venne reputato appropriato pubblicare un live dopo "Wolf's Lair Abyss". Infatti era già in corso la composizione di "Grand Declaration Of War" (che sarà pubblicato l'anno dopo) e Hellhammer & Co. già sapevano che sarebbe stato diversissimo da qualunque cosa la band avesse mai fatto in precedenza.
Per fugare qualunque dubbio sull'ufficialità di "Mediolanum Capta Est" è stata posta molta cura sull'aspetto grafico del CD. Il logo della band è stampato in argento sulla custodia di plastica. Il libretto è di otto pagine tutte a colori ritraenti i membri dei Mayhem. Come scritto in precedenza, la qualità di registrazione è veramente nitida e potente. Il mixaggio è stato effettuato da Strype Audio ad Oslo direttamente da Necrobutcher.
L'Avantgarde ha anche pubblicato una versione senza logo sulla custodia, un picture disk e un LP in edizione limitata a 666 copie. Nel 2000 il CD è stato ristampato per la Dwell Records.
Il concerto dei Mayhem viene aperto da "Silvester Anfang", la famosa intro di "Deathcrush". Mentre la band si sistema sul palco, già si sente il vociare del pubblico entusiasta. Qualunque tocco di Hellhammer sulla batteria o carezza di Necrobutcher sulle corde scatena tutta una serie di acclamazioni.
Appena l'introduzione termina, i Mayhem danno fuoco alle polveri con una buona versione di "Deathcrush". E' il tripudio. La canzone è uno dei brani favoriti dai fan da lungo tempo e tra fischi ed applausi si conclude in trionfo. Se Maniac se l'è cavata egregiamente a vomitare dietro al microfono, dimostra di essere anche un buon frontman. Sicuramente è più loquace di Dead!
Dopo aver parlato al pubblico della morte di dio e della caduta degli angeli, eccolo annunciare la seguente "Fall Of Seraphs". Si tratta di una delle tracce più recenti ed è suonata con una grinta invidiabile. Hellhammer sembra impazzito: il suo drumming velocissimo e potente non è un qualcosa di umano. Blasphemer e Necrobutcher svolgono il loro sporco lavoro con la necessaria cattiveria. Peccato che il mixaggio metta un po' troppo in primo piano la batteria. Maniac invece riesce ad esibirsi in tutta la sua gamma espressiva. Passa con perizia da un inedito registro grave al cantato pulito e al solito rigurgitare prolungato.
Neanche il tempo di riprendersi ed ecco partire la selvaggia "Carnage". Penso che questa sia la versione migliore della canzone sia come registrazione che come esecuzione. Inoltre, nonostante la sua semplicità, la traccia gode di una marcia in più grazie alla tecnica di Blasphemer, senza dubbio superiore a quella di Euronymous. Non manca però di omaggiare il "principe della morte" con un assolo che lo ricorda molto da vicino.
Sempre da "Deathcrush" è tratta la seguente "Necrolust". Questa volta è il basso fangoso di Necrobutcher a risaltare. Nonostante gli indubbi miglioramenti tecnici dei musicisti, in questo caso vengono lasciati alle spalle a favore di un'esecuzione istintiva. Si ascolti la batteria di Hellhammer: è così spontanea e libera che presenta spesso imperfezioni. E' così però che dev'essere: un'esecuzione troppo leccata dei Mayhem ne sancirebbe immediatamente la morte. Ci vanno soprattutto carica e feeling, nel più puro spirito black.
Maniac continua ad arringare la folla con discorsi belligeranti (l'aveva già fatto in occasione di "Carnage") ed annuncia "Ancient Skin". La versione qui presente è superiore a quella di "Wolf's Lair Abyss". E' molto più violenta ed aggressiva. I Mayhem dimostrano di saper essere una macchina da guerra nel vero senso della parola.
Acclamata a gran voce dal pubblico, ecco il classico dei classici: "Freezing Moon". Certo è un po' triste ascoltarla senza la voce di Dead. Ma è inutile pensare al passato. I nuovi Mayhem la suonano con la reverenza che si deve ad un oggetto sacro.
Dopo questa pietra miliare del black Maniac annuncia al pubblico una canzone più recente: "Symbols Of Bloodswords". Anche in questo caso, come per "Ancient Skin", la versione è sicuramente più convincente che nell'EP. I musicisti sono in gran spolvero e lo dimostrano.
Ed ecco ora la grande sorpresa. C'è un ospite: Attila Csihar, il session-vocalist di "De Mysteriis Dom. Sathanas". Proprio lui, assieme a Maniac, si lancia in una versione assatanata di "From The Dark Past". Il risultato è estremo e convincente. Anche la voce di Attila è migliore rispetto alla sua prova precedente con la band. Il suo timbro cavernoso ben si amalgama con gli strilli del cantante ufficiale.
Uscito di scena Attila ecco partire "Chainsaw Gutsfuck", che Maniac dedica al papa. La versione è tenebrosa e gasa il pubblico come non mai. Sentendo le reazioni si nota un maggior entusiasmo per i classici del passato rispetto alle nuove composizioni.
"I Am Thy Labyrinth" fa dimenticare la lentezza strisciante del brano precedente con un vortice di violenza sonora. C'è da domandarsi come facciano le pelli a non spaccarsi sotto l'impeto di Hellhammer. Purtroppo la voce di Maniac è un po' coperta dal casino degli altri strumenti.
L'esibizione sembra conclusa ma c'è ancora tempo per una canzone. I membri della band tornano sul palco per una versione ultra-abbreviata di "Pure Fucking Armageddon" che penso abbia più deluso i fan che esaltarli. Peccato, un concerto del genere meritava un finale migliore.
"Mediolanum Capta Est" è in conclusione un live valido con una qualità sonora molto buona. In alcuni frangenti può sembrare un po' nostalgico ma è carico di grinta. Non è un disco fondamentale dei Mayhem ma è l'ideale per chi vuole ascoltare un po' di vecchie canzoni della band registrate in maniera dignitosa.
(Hellvis - Settembre 2003)

Voto: 7



A me questo live non piace, troppo artefatto, con la batteria di Hellhammer troppo alta, e con lui stesso esagerato in molte parti. Sì, sappiamo che sei bravo, ma non è che ci devi rompere i coglioni con continui cambi di tempo anche su pezzi semplici come "Deathcrush"!!! Ah, poi, penosa la prestazione vocale di Maniac su "From The Dark Past"... meno male che c'è Attila! Tra questo e "Live In Leipzig" non c'è proprio paragone, purtroppo anche i Mayhem si son venduti...
(Randolph Carter - Maggio 2004)

Voto: 5



A me questo live è piaciuto in fin dei conti, nonostante tanti lati negativi (il suono della batteria, la distorsione eccessiva del basso, la pessima prova di Maniac). Di quel feeling che si respirava in "Live In Leipzig", però, qui non c'è neanche l'ombra. La voce di Attila è da infarto, almeno quella! Da sola "From The Dark Past" vale l'acquisto di questo live. Pensateci bene prima di comprare questo disco, comunque, potreste stancarvene presto o non digerirlo affatto.
(BRN - Settembre 2004)

Voto: 7.5