MAYHEM
Live In Leipzig
(live)
Etichetta: Obscure Plasma Records (recensita la ristampa su CD della Avantgarde del 1996)
Anno: 1993
Durata: 46 min
Genere: Black Metal
Grazie al buon successo di "Deathcrush" i Mayhem non erano più degli sconosciuti. La loro fama oscura si stava diffondendo velocemente. Con lo scioglimento dei Vomit, la band di Euronymous e Necrobutcher rimaneva l'unico punto di riferimento per la musica estrema norvegese. Ricorda Bard Eithun, noto come "Faust" degli Emperor, che "i Mayhem erano la band di cui tutti avevano sentito parlare, ma che nessuno aveva sentito suonare. Io sono stato fortunato perché conoscevo Maniac. Aveva delle copie riservate del mini-LP "Deathcrush", che ricordo essere molto brutale... probabilmente la musica più brutale che avessi mai sentito".
Purtroppo, alla notorietà non corrispondevano né rilevanti entrate monetarie né un clima di stabilità. Anzi! Prima l'abbandono di Maniac e di Manheim, poi la fallimentare esperienza con gli ex Vomit Kittil e Thørsen avevano portato la band ad una fase di stallo. Euronymous e Necrobutcher erano alla costante ricerca di nuovi musicisti. Jon Kristiansen "Metalion", redattore della fanzine "Slayer" e grande fan della band, seguiva da vicino questo loro momento difficile. Grazie alla sua attività, si ricordò che un anno prima aveva conosciuto il talentuoso cantante della band svedese Morbid. Il suo nome era Per Yngve Ohlin, detto Pelle e comunemente conosciuto col suo pseudonimo Dead. L'incontro era avvenuto durante le sessioni di registrazione del demo "December Moon". Saputo che i Morbid stavano per sciogliersi, Metalion contattò Dead proponendogli di cantare per la band norvegese. Alla sua risposta affermativa, il redattore di "Slayer" lo mise subito in contatto con Euronymous. In breve, Dead divenne il nuovo cantante dei Mayhem. Per quanto riguarda i Morbid, essi si sciolsero dopo aver inciso un secondo demo, intitolato "The Last Supper". In seguito, due elementi di questa band fonderanno i Nihilist, più tardi conosciuti come Entombed. I loro nomi sono Ulf Cederlund e Lars-Göran Petrov.
Per Yngve Ohlin era un individuo tutto particolare. Timido e molto introverso, mostrava un grande fascino per il macabro e l'occulto. Spesso affermava di non sentirsi umano e di avere avuto esperienze che l'hanno portato vicino alla morte. Sin dai tempi dei Morbid amava nascondere il suo volto dietro un make-up cadaverico. Voleva apparire come un morto, durante i concerti. La scelta di Dead come pseudonimo è la coerente conseguenza di questo suo immaginario oscuro.
Poche settimane dopo, alcuni amici comuni presentarono un batterista ad Euronymous. Il suo nome era Jan Axel Blomberg. Bastò l'ascolto di una cassetta che il batterista aveva registrato per farlo entrare nei ranghi dei Mayhem. Ispirandosi alla cult band svizzera, Jan Axel scelse Hellhammer come suo pseudonimo.
A questo punto, i Mayhem erano al completo. La band viveva e provava a Ski, una località appena fuori Oslo. Nuove canzoni erano pronte, di stampo death, delle quali ora non rimane più traccia. Dalla fanzine Morbid (n.8) si possono conoscere alcuni titoli: "Behind The Liver", "Sliced Facemuscles", "A Perfection Of Decomposition", ecc.
Qualcosa però stava cambiando. In particolare, il modo di pensare e l'atteggiamento di Euronymous. La veloce vendita delle 1000 copie di "Deathcrush" e la consapevolezza di essere il prime-mover della scena estrema norvegese, lo riempirono d'orgoglio. Il suo carattere assumeva tratti sempre più egocentrici. Poco importava che Necrobutcher fosse un membro fondatore della band a suo pari. Il carisma lo spingeva ad essere un leader, ad oscurare chiunque gli fosse vicino. Sentiva il bisogno di crearsi un'immagine sempre più estrema e la conoscenza di un individuo come Dead non fece altro che accelerare questo processo. Il fascino delle tenebre, di satana e dell'occulto stimolarono nel chitarrista sentimenti di rancore verso la scena death a lui contemporanea. I testi politicizzati (vedi Napalm Death) e l'abbigliamento di queste band furono tra le prime e più evidenti cause di attrito. Nel suo immaginario, il vero metallaro death doveva vestire di nero, portare borchie, scrivere testi che parlassero del male. Ecco quindi che da "total death band" i Mayhem diventarono la black metal band per eccellenza. Oltre alle caratteristiche sopracitate, il make-up cadaverico, o corpsepaint, divenne una regola. Sebbene non fosse un'idea del tutto nuova (vedi Alice Cooper, Kiss, Mercyful Fate), Euronymous mutuò questa usanza in modo del tutto personale. In particolare, era ossessionato dalla band brasiliana Sarcofago, che nel retro del suo CD "I.N.R.I." (1987) sfoggiava trucchi ed abbigliamenti molto inquietanti. L'arrivo di Dead eliminò gli ultimi dubbi sulla questione.
Pur vivendo nelle ristrettezze, Euronymous decise di fondare un'etichetta discografica per promuovere le band estreme. La chiamò Deathlike Silence Productions. Il chitarrista non si sentiva più semplicemente un musicista. Si considerava il capostipite di una scena. Voleva assumere il controllo dell'underground musicale.
Cambiata la direzione musicale, i Mayhem passavano gran parte del tempo provando nuove e vecchie canzoni. Contemporaneamente, erano alla costante ricerca di un posto dove stare, di una sala prove nuova e di qualcosa da mangiare.
In questo periodo, attorno al 1989, Euronymous acquisì una curiosa mentalità politica. Si iscrisse ad una frangia oltranzista del partito comunista. I suoi modelli di comunismo erano rappresentati dall'Albania, dalla Cambogia e dalla Corea del Nord. Naturalmente, le sue ideologie erano incredibilmente superficiali. E' importante però sottolineare come riuscisse a cadere spesso in preda a facili entusiasmi. Soprattutto, riusciva a rendere credibili agli altri le sue convinzioni più infantili e ambigue.
Tra i fatti più importanti del 1989 vanno segnalati la prima uscita per la sua etichetta ("The Awakening" dei Merciless) e un concerto a Jessheim. Sempre nello stesso anno, durante un concerto degli Anthrax, Euronymous incontrò Bard Faust mentre stava gestendo uno stand.
Il 1990 è un anno fondamentale per la band e per il black metal moderno. Il sempre attivo Metalion decide di organizzare un grande concerto black nella sua città, Sarpsborg. Grazie ad esso, la fama maledetta dei Mayhem si accrescerà in maniera incredibile. Anziché lo spandex e i lustrini dei primi Venom, Dead teorizzava atmosfere plumbee, alberi morti, catene e teschi. Una scenografia del genere era naturalmente troppo costosa. Pertanto si limitò a trovare delle soluzioni personali, in linea con la sua immagine. La sua richiesta principale, per il concerto di Sarpsborg, fu quella di trovare delle teste mozze di maiale da lanciare sul pubblico. Prima del concerto, volle seppellire i suoi vestiti di modo che puzzassero di putrefazione e si riempissero di larve. In un sacchetto di plastica teneva nascosto il cadavere di un corvo. Per prepararsi alle canzoni, lo apriva ed inalava le esalazioni: lo scopo era quello di "assimilare l'odore di morte". Inutile dire che il concerto impressionò moltissimo i metal kids presenti.
Tra la folla, quel giorno, c'erano i membri di tante altre band destinate a diventare famose in futuro (DarkThrone, Immortal, Emperor, ecc.). Per rendere la sua esibizione ancora più estrema, si tagliò sulle braccia per schizzare il sangue sugli ascoltatori. Diventerà particolarmente famoso per questo. In una esibizione a sorpresa al Bootleg di Oslo, i tagli furono così profondi che al termine dell'esibizione dovette essere trasportato all'ospedale.
Ma il concerto di Sarpsborg non fu importante solo dal punto di vista dell'immagine. Anche musicalmente non è da sminuire. Le nuove composizioni della band erano un esempio di ciò che sarebbe stato il black metal moderno. Sono tutti dei classici: "Funeral Fog", "The Freezing Moon", "Buried By Time And Dust" e "Pagan Fears". La seconda di queste, più il vecchio hit "Carnage", comparvero nella compilation della C.B.R. "Projections Of A Stained Mind". Sono le uniche incisioni in sala con la line-up classica.
Verso la fine del 1990, i Mayhem partirono per un tour in Turchia e in Germania Est. Il "Live In Leipzig", che recensirò a seguire, è tratto da questa serie di concerti.
A dicembre, come regalo di Natale, Dead riceve dei pallettoni per fucile a pompa, più dei detonatori e pallottole varie. L'autore di questo presente era un ragazzino arrivato l'anno prima da Bergen, tale Kristian Vikernes. In futuro noto come Conte Grishnack, giocherà anch'egli un ruolo fondamentale nella storia del black norvegese. Questo suo amore per le armi sembra racchiudere in sé lo spettro dei fatti di cronaca che accadranno in seguito.
Nel 1991 lo status dei Mayhem era in continua ascesa ma il loro modo di vivere sacrificato non cambiava più di tanto. Dall'inizio dell'anno precedente si erano trasferiti a Krakstad, in una casa isolata. Lì potevano provare ma la carenza di denaro rendeva la situazione problematica. Spesso Hellhammer spariva per andare a vivere un po' con la famiglia. Euronymous era sempre più preso con la sua etichetta e passava ore a battere a macchina. Dead, depresso come non mai, si chiudeva a chiave nella sua camera e non si faceva vivo per giornate intere. Tra l'altro, il rapporto tra il cantante e il chitarrista si faceva sempre più teso, dando luogo a violente litigate.
L'8 aprile del 1991 Dead decise di farla finita. Si tagliò i polsi e, dopo aver lasciato un biglietto con su scritto: "Scusate il sangue", si sparò in bocca con gli stessi pallettoni regalatigli da Vikernes. Al suo ritorno Euronymous, scoperto il cadavere, si fece dare un passaggio fino in città per comprare un rullino fotografico. Rincasato nuovamente, scattò alcune foto di Dead. Dopodichè chiamo Hellhammer e la polizia. La leggenda vuole che abbia preso dei pezzi di osso e di cervello. Con i primi ne fece delle catenelle. I pezzi di cervello li gettò in uno stufato per poterli mangiare e proclamarsi cannibale.
Inutile dire che la morte del cantante ebbe una vasta risonanza. Euronymous si ritrovò al centro dell'attenzione e fece di tutto per aumentare l'alone di oscurità su di lui. Non confermo né negò tutti i pettegolezzi. I Mayhem potevano ora essere etichettati come una band maledetta.
Necrobutcher, stufo di tante cose e scioccato per la perdita dell'amico, decise di lasciare la band. Hellhammer e Euronymous lo sostituirono con Stian Johansen detto Occultus (o Culto Culus). La collaborazione durò poco, perché il cantante e bassista se ne andò in maniera non proprio amichevole. Il leader dei Mayhem, assieme al Conte Grishnack, decise di fargliela pagare devastandogli la casa e minacciandolo di morte, tramite una croce fiammeggiante da loro impiantata nel suo giardino.
Euronymous e questo ragazzo di Bergen diventarono sempre più amici e cominciarono a collaborare. Ma questa è un'altra storia, di cui parleremo nella recensione di "De Mysteriis Dom. Sathanas".
La presenza di Dead nei Mayhem è stata fondamentale per gli sviluppi futuri del black. Senza di lui, forse la psiche di Euronymous non sarebbe stata influenzata così pesantemente dall'oscurità e dal satanismo. La sua morte, sebbene abbia impedito ai Mayhem di incidere un vero e proprio album con la formazione classica, è stato il trampolino di lancio definitivo della band. Bootleg a parte, il "Live In Leipzig" è l'unica testimonianza ufficiale dei veri Mayhem. E' anche il primo live ufficiale di black metal moderno.
Registrato all'Eiskeller di Lipsia il 26 novembre del 1990, vede Dead alla voce, Euronymous alla chitarra, Necrobutcher al basso e Hellhammer alla batteria. La qualità di registrazione è pessima. L'edizione originale è quella della Obscure Plasma del 1993 (ne sono uscite due, una limitata). Ad essa sono seguite quella della Hellion e della Avantgarde nel 1994. Sempre l'Avantgarde l'ha ristampato nel 1996, mentre la Last Episode ha edito un picture disc limitato nel 1997.
Il live si apre con "Deathcrush", uno dei brani preferiti dai fan. E' difficile discernere bene gli strumenti ma l'incisione conserva una sorta di fascino grezzo. L'esecuzione non è impeccabile ma la resa è soddisfacente. I Mayhem suonano con passione e spirito selvaggio, ergendosi a veri principi dell'underground. La voce di Dead è qui aggressiva e tormentata. Il suo tono è più ruvido e basso rispetto a Maniac.
Il brano che segue è "Necrolust", suonata molto bene. Se in "Deathcrush" si poteva notare un po' di inibizione, nella seconda traccia la band tira fuori tutta la sua violenza. Molto rumorosi, non concedono il minimo compromesso. Queste due tracce, tratte dal mini-LP di esordio, vengono qui caricate di feeling nero. Lo spirito è quello di chi ha adottato il black come modello di vita.
Ma è con la successiva "Funeral Fog" che il black metal esplode in tutta la sua virulenza. Fonte di ispirazione per tantissime band, questa come tutte le tracce che finiranno su "De Mysteriis Dom. Sathanas", rappresenta il black nel suo stadio più puro e primitivo. Più lunga e complessa dei brani precedenti, parte come un vero e proprio assalto frontale. La successione dei riff si fa meno marcata: si preferisce creare una lunga successione di passaggi melodici. Al contrario, Hellhammer si scatena nel più furioso dei blastbeat, punto di riferimento per le band a venire. Dead si fa cantore di morte. I suoi testi sono più maturi rispetto al satanismo da quattro soldi di "Pure Fucking Armageddon" o allo splatter di "Deathcrush". In esso ci sono visioni paurose, inquietanti, che parlano direttamente al cuore.
Altro caposaldo del black, questa volta più atmosferico, è la successiva "The Freezing Moon". Alternando parti più lente e funeree ad altre velocissime, presenta una complessità del tutto nuova per la band. Anche qui l'esecuzione lascia un po' il tempo che trova. Spesso Hellhammer perde il tempo e l'assolo di Euronymous è penoso. Ma è il concetto che conta e penso che ci siano poche canzoni black evocative come questa.
Ad essa segue "Carnage" che, come "Freezing Moon", era apparsa nella compilation della C.B.R. Questo brano death/thrash iperaccelerato rappresenta al meglio l'elemento caotico del black.
Si ritorna a respirare aria di novità con le seguenti "Buried By Time And Dust" e "Pagan Fears". Queste due canzoni esemplificano il black degli anni '90. In un modo o nell'altro, tutte le band nate successivamente si sono ritrovate debitrici di questo tipo di sonorità. La Svezia, in particolare, non è stata insensibile a questo genere di musica super celere (vedi Marduk e Dark Funeral).
Il live si conclude con "Chainsaw Gutsfuck", tributo ai Celtic Frost, e con la vecchissima "Pure Fucking Armageddon". In ambedue i casi la violenza di esecuzione è spropositata.
Ascoltando il "Live In Leipzig" si capisce cosa distingue e rende unico il black rispetto alle altre forme del metal. Non importa la preparazione tecnica della band o la qualità intrinseca delle canzoni. E' una questione di sensazioni, di feeling che nasce spontaneamente. E' la parte animale che sta in noi che si vuole liberare e urla, si dimena.
"Live In Leipzig" è una pietra miliare del black metal moderno. Un tributo ad una delle figure più curiose e influenti dell'intero genere: Dead.
(Hellvis - Luglio 2003)
Voto: 10
Il capolavoro dei MayheM è il loro unico live ufficiale registrato nel 1990 e pubblicato solo nel 1993, anche se come
registrazione è peggio di un bootleg (che per questo gruppo
abbondano... ma diffidate). Almeno sappiamo che è un live esente da
ritocchi, sovraincisioni e altre impurità del genere, eheheh!
I pezzi suonati si possono dividere tra quelli "motosega" di
"Deathcrush" (più la chicca "Carnage", ancora precedente) e quelli
leggermente più "poetici", se mi concedete il termine, che
successivamente troveremo nel primo full-lenght "De Mysteriis Dom
Sathanas" (con la vena teatrale accentuata dal cantato
particolarissimo di Attila); nonostante questo tutti i brani si
amalgano piuttosto bene.
Alla voce c'è il leggendario Dead, che rimpiazza il vecchio Maniac -
purtroppo "Live In Leipzig" è l'unica uscita dei MayheM dove Dead è
presente, essendosi tolto la vita prima di incidere le linee vocali
dell'album seguente. Questo ragazzo è incredibile nel suo modo
malatissimo di cantare, vomitava tutta la sua sofferenza in quel cazzo
di microfono mezzo rotto.
Vieniamo al dunque: com'è il disco? E' un concerto incredibilmente
ossessivo, marcio, claustrofobico, di una violenza scarna e ruvida,
per molti insostenibile e da star male, sotto tutti gli aspetti.
Il buono e il cattivo tempo lo fanno Dead, appunto, ed Euronymous:
chitarrista-leader geniale (purtroppo morto anch'esso), che incarnava
al meglio la caratteristica della musica di questa band ai tempi
d'oro, e cioè difficoltà d'esecuzione ridicola, ma feeling smisurato,
con quell'attitudine che molto doveva al grezzume di certo punk (da
lui esasperato). Senza per questo sminuire gli altri due componenti di
cui è stata immortalata l'esibizione: sono importanti anche
Necrobutcher, col suo basso distortissimo, catchy eppur malato, e
Manheim, con la sua batteria essenziale e pestatissima).
La prestazione dei quattro è indimenticabile; si inizia con l'ormai
leggendario riff di "Deathcrush", per l'occasione rallentato,
trasformato da incalzante a doloroso e "sick", si continua attraverso
pezzi che sono anch'essi STORIA, come "Necrolust" con quell'atmosfera
insana (altro che la "pazzia" dei gruppi pompati oggi), l'impetuosa
"Funeral Fog", l'agghiacciante "Freezing Moon", "Carnage" che è puro
headbanging, "Buried By Time And Dust", "Pagan Fears", l'elementare e
imprescindibile "Chainsaw Gutsfuck", per finire in bellezza con "Pure
Fucking Armageddon"... assatanata.
In definitiva, LIL è il miglior live che conosca in campo estremo (e
non solo, a dir la verità).
Consiglio di procurarsi, prima dell'album in questione (che ritengo il
miglior lavoro del gruppo), per ben comprenderne il valore, almeno
"Deathcrush". Se amate il Black Metal non potete non avere LIL...
(bist - Settembre 2002)
Voto: 10
"COME ON! LEIPZIG! COME ON! JOIN US!! PURE FUCKIN' ARMAGEDDON!"
Per definire questo disco e` necessaria una sola parola: CAPOLAVORO. E
non scherzo. Questo e` il black metal, il disco piu` estremo del mondo
enfatizzato al massimo dalla prestazione di quel fenomeno che era
Dead, che riusciva a riportare nel cantato delle canzoni tutto il
marciume, la morte, la putrefazione di cui necessitava la musica. Si
dice che prima dei concerti ficcasse la testa dentro un sacco
contentente animali morti, per poter respirare appunto l'odore della
morte.
La ristampa della Avantgarde e` scarna, e` un digipack senza nemmeno
un booklet con 4 foto in croce; in seconda di copertina c'e` una frase
in svedese che e` la parte centrale della canzone "Life Eternal",
l'ultimo testo scritto da Dead.
(gg - Settembre 2002)
Voto: 10
Fondamentale, l'unico vero live nella storia del black metal... quello vero, si intende!
(Randolph Carter - Maggio 2004)
Voto: 10
D'accordo con tutti: uno dei migliori live di sempre, per le sensazioni indescrivibili che sprigiona. Da avere.
(BRN - Settembre 2004)
Voto: 10