MAYHEM
Deathcrush (EP)

Etichetta: Posercorpse (recensita la ristampa Deathlike Silence del 1993)
Anno: 1987
Durata: 19 min
Genere: death/black metal


Dopo la pubblicazione di "Pure Fucking Armageddon" (1986), i Mayhem si rimisero al lavoro su nuove canzoni. Il principale handicap al quale far fronte era l'assenza di un cantante vero e proprio. La scelta ricadde su Eirik Nordheim, meglio conosciuto come Messiah. Sin dall'inizio il cantante non dimostrò un eccessivo interesse nei confronti della band. I suoi gusti musicali erano differenti tant'è che limitò il suo ruolo a quello di session man.
Dopo qualche mese, di comune accordo con gli altri musicisti, Messiah decise di porre fine alla sua collaborazione con i Mayhem. Rimase comunque in contatto con la band, disponibile a dare una mano in caso di necessità. Allo stesso tempo, si distaccò dal black quasi definitivamente grazie alla sua nuova hardcore band, i Within' Range.
Sven-Erik Kristiansen, in arte Maniac, fu il suo pronto sostituto. Individuo magrissimo e pallido, dotato di una voce acuta e malata, possedeva tutte le caratteristiche per essere considerato un frontman ideale. In futuro Euronymous lo etichetterà come session man ma il ruolo che egli giocò fu ben più importante. Il suo contributo infatti non si limitò alle esibizioni dietro al microfono ma fu decisivo anche in fase di songwriting. A tal proposito, è illuminante quanto affermato da Manheim in un'intervista: "Considero Maniac come uno dei membri fondatori. Era un cantante temporaneo, ma senza di lui "Deathcrush" avrebbe finito coll'essere differente". Tra l'altro, nota non da poco, Maniac è anche l'autore del logo storico della band.
Per incrementare la propria esperienza e l'intesa col nuovo cantante, i Mayhem tennero un concerto a Lillehammer (immortalato nel bootleg "Dawn Of The Black Hearts"). Niente brani originali, solo cover di Celtic Frost e Venom. Proprio i nomi di queste due band storiche rendono opportuna una breve digressione. L'estremismo che caratterizzerà gli anni futuri è ancora di là a venire. Nel 1986 Mayhem si limitavano a suonare la musica dei loro idoli e a divertirsi. I tre musicisti si consideravano, all'epoca, una "total Death Metal band". Non deve stupire questa definizione. La distinzione tra i vari generi non era ancora ben definita. Con death metal si tendeva ad indicare la frangia più estrema del thrash, la cui violenza esecutiva e testuale esercitava un grande fascino sui giovani Mayhem. In particolare, la scena estrema europea a loro contemporanea si dimostrò una ricca fonte d'ispirazione. Celtic Frost, Bathory, Sodom e Destruction (fra i tanti) contribuirono all'evoluzione del suono della band, andandosi ad affiancare a Cronos e soci ed agli Hellhammer.
I Mayhem erano un caso particolare. A parte loro, solo una band chiamata Vomit poteva considerarsi veramente estrema. In Norvegia questo genere pareva attirare l'attenzione di pochi amatori. Per fortuna della band, uno tra loro era Metalion (Jon Kristiansen), mastermind della fanzine "Slayer". Particolari su questo incontro possono essere trovati nella mia recensione di "Pure Fucking Armageddon". Grazie agli articoli della fanzine e al passaparola degli amici, il nome Mayhem cominciava ad essere conosciuto. Non c'erano alternative in quell'ambito musicale e questo fu un vantaggio per la band. Alcune copie di "Pure Fucking Armageddon" erano ancora in circolazione quando i Mayhem si ritrovarono in studio per incidere il nuovo lavoro, questa volta con una line-up completa: "Deathcrush".
Registrato ai Creative Studios di Kolbotn (tra l'altro, la città di origine dei DarkThrone) tra febbraio e marzo del 1987, "Deathcrush" venne stampato in 1000 copie dall'etichetta Posercorpse. In futuro, verrà ristampato come EP dalla Deathlike Silence (sia in CD che in vinile) nel 1993. Un'altra ritampa del 1998, della Posercorpse Music Inc. è ora un'interessante pezzo da collezione: il picture disc è limitato a 1000 copie.
La copertina vede stampato il logo dei Mayhem in nero su sfondo rosso. Sopra la scritta Deathcrush c'è l'immagine di due mani mozzate legate ad una trave. Le note la descrivono come una foto originaria della Mauritania. In pratica si tratta dell'esibizione degli arti tagliati, penso, ad un ladro secondo le leggi in vigore nel paese africano. La foto è in bianco e nero, è giusto quindi ritenere che sia un'immagine piuttosto datata.
Ci sono poi le immagini dei vari musicisti, indicative di una diversa attitudine rispetto a quella per cui i Mayhem passeranno alla storia. Non c'è traccia di corpsepaint e i membri della band sono atteggiati in pose semiserie. Si veda ad esempio Euronymous che suona un ramo a mò di chitarra. Oppure Necro Butcher (sì, è scritto staccato nella copertina) che sembra in preda alla furia più completa, con tanto di capelli sudati sulla faccia. Le altre foto vedono Manheim che si accende una sigaretta vicino a un lampione, Maniac davanti ai microfoni e Messiah che strilla (sotto la sua foto vi è scritto "session").
"Deathcrush" è dedicato a Metalion.
L'edizione della Deathlike Silence (da ora DSP) è interessante anche per altre caratteristiche della copertina. Innanzitutto il famoso marchio anti-Scott Burns con i quattro dettami "no fun, no core, no mosh, no trends". Ricordo che nel 1993, data della ristampa, i Mayhem erano ormai un'istituzione. Concettualmente, si collocavano anni luce di distanza da com'erano nel 1987. In secondo luogo, vi è anche il catalogo dell'etichetta di Euronymous. Come si sa, molte delle uscite indicate come "coming soon" non vedranno la luce se non dopo la morte del chitarrista dei Mayhem.
Dalla copertina viene eliminata l'immagine di una mucca, presente invece nell'edizione della Posercorpse. La sua immagine stonava con l'alone di cattiveria che doveva circondare la band di Oslo. Per lo stesso motivo, nell'edizione per la DSP verrà eliminata l'outro. Ne scriverò più avanti.
"Deathcrush" si apre con l'introduzione "Silvester Anfang". Questa curiosa composizione per percussioni sintetiche, dai toni marziali e ritoccata in studio, è stata composta per la band da Conrad Schnitzler dei Tangerine Dreams. Euronymous e Manheim erano infatti grandi fan della band tedesca e di Schnitzler stesso, autore di alcuni album solisti sperimentali. I loro interessi extra metal non devono sorprendere: ricordo che i due avevano messo su un side-project di musica sperimentale chiamato L.E.G.O. (vedere recensione di "Pure Fucking Armageddon").
Euronymous aveva alcuni contatti con Conrad Schnitzler. Gli mandò le sue canzoni, chiedendogli di scrivere un'introduzione per "Deathcrush" ed egli accettò. L'autore spiegherà alla band che "Silvester Anfang" è l'impressione che ha tratto della musica dei Mayhem espressa tramite il suo stile musicale.
Terminata l'introduzione, ecco la prima vera canzone: la title-track. Brano molto famoso, è aperto da un riff memorabile. Il songwriting è maturato rispetto a "Pure Fucking Armageddon", pur mantenendo un alone di caos estremamente attraente. Al riff marcato e nitido si sostituisce un assalto sonoro scoordinato e violentissimo. Manheim picchia sui tamburi in maniera disordinata ma efficace. La voce di Maniac è uno strillo acuto, isterico e disturbante. Non si può ancora parlare di black metal tout-court: "Deathcrush" è una canzone thrash/death molto rozza e primitiva. Proprio questi difetti rendono il brano, e tutto il resto del lavoro, affascinante e selvaggio. In ogni nota si respira passione e libertà espressive, unite alla mancanza di fronzoli dei Venom, degli Hellhammer o dei primi Sodom. "Deathcrush" diventerà un classico della band anche in sede live.
E' interessante sottolineare che i testi dell'album non sono satanici, ma parlano perlopiù di perversioni e sangue.
La terza traccia dell'album (nella versione in vinile chiude il lato A) è "Chainsaw Gutsfuck". Le prime battute sono piuttosto lente, quasi doom nel loro succedersi. L'influenza più evidente è quella dei Celtic Frost di "Morbid Tales". A metà del brano, per poche battute, la band si lascia andare a un'accelerazione caotica, totalmente free.
Con la successiva "Witching Hour" i Mayhem saldano il conto con i Venom. L'originale si trova nell'album "Welcome To Hell". Questa cover accelerata allo spasimo vede Messiah alla voce e Maniac alle backing vocals. Il brano è convulso, malato e senza compromessi.
"Necrolust" inizia in maniera cadenzata, per poi aprirsi sul solito bagno di sangue. L'assolo di Euronymous è casuale. La grinta con cui la band suona è molta, lontana dai tecnicismi classici del metal. L'attitudine dei Mayhem è più punk che heavy metal, si sente nel totale nichilismo che la loro musica ispira.
Una breve introduzione per pianoforte scordato "(Weird) Manheim" è posta in apertura di un brano composto proprio dal batterista, "Pure Fucking Armageddon". La versione è più violenta rispetto ai demo precedenti, e sicuramente più casinosa. Rimarrà comunque uno dei classici ai quali i fan rimarranno più affezionati, col quale la band chiuderà i suoi concerti.
Assente nella versione della DSP, l'outro non è altro che un divertissement dei vari musicisti. Si sentono infatti i vari musicisti che canticchiano una canzone per bambini con fare sempre più isterico. Le parole si commentano da sole: "All the little flowers are singing / all the little birdies too / they are very happy / and we hope you are too!". L'idea di inciderla era stata presa di comune accordo dalla band. La canzone è tratta da un disco che Manheim portava in sala prove per farsi due risate con gli amici.
Come abbiamo detto, verrà eliminata da Euronymous perché rovinava l'immagine seria e satanica della band.
"Deathcrush", nella sua ingenuità e col suo scarso valore qualitativo, rappresenta un momento cardine nella storia del black metal. Infatti, grazie ad esso la band diventerà sempre più nota, diventando il riferimento per tutta una scena musicale. Sarà per anni la loro unica incisione ufficiale. Pur essendo un death metal rozzo, racchiude in sé il caos e il riffing semplice che diventeranno così comuni nel black del futuro. Artisticamente, si tratta di in lavoro trascurabile. Storicamente, la sua importanza è cruciale.
Una volta pubblicate, le 1000 copie in vinile del lavoro vennero vendute quasi subito. Questo a testimonianza del rispetto crescente che i Mayhem stavano guadagnando nell'underground. Poco tempo dopo, Maniac decise di abbandonare la band per seguire i propri interessi musicali. A breve fu seguito da uno dei membri fondatori, Manheim. Le sue idee infatti non coincidevano più con quelle dei compagni. La risposta di vendite di "Deathcrush" incoraggiò infatti Euronymous e Necrobutcher a prendere sul serio l'idea di una carriera musicale. Manheim aveva altri progetti: voleva sposarsi e mantenere la musica come un divertimento. L'abbandono avvenne in termini amichevoli. In futuro Euronymous rilascerà dichiarazioni poco felici nei confronti dell'ex compagno di band. Questo a testimonianza dei cambiamenti psicologici che spingeranno il chitarrista a diventare una vittima dell'immagine che si era creato.
Manheim e Maniac furono sostituiti da Kittil Kittilsen (voce) e Tørben Grue (batteria), ex membri dei disciolti Vomit. I Mayhem si rivolsero a loro perché era l'unica altra band di musica estrema allora in circolazione. Purtroppo la collaborazione non andò a buon fine, per incomprensioni sia musicali che caratteriali. I due musicisti se ne andarono dopo pochi mesi fondando i misconosciuto Bløg Or Bløderne, mentre Euronymous e Necrobutcher si ritrovarono costretti a trovare nuovi elementi per la band. Anche a costo di cercarli fuori dalla Norvegia o tramite inserzioni sui giornali.
Nel 1988 le due persone vennero trovate: il cantante svedese Per Yngwe Ohlin e il batterista norvegese Jan Axel Blomberg. Rispettivamente Dead e Hellhammer. A partire da quest'anno la storia dei Mayhem sarà caratterizzata da una serie di eventi sempre più drammatici, di cui spero di poter scrivere prossimamente.
(Hellvis - Luglio 2003)

Voto: 8



Questo disco fa parte di un universo completamente diverso da quello che contiene il famosissimo "De Mysteriis". "Deathcrush" e' qualcosa di unico, dalla distorsione eccezionalmente favolosa, zanzarosa e gracchiante. Una vera pietra miliare per tutto il movimento estremo. Da avere sicuramente.
(gg - Luglio 2003)

Voto: 10



Secondo me "Deathcrush" non è poi così fondamentale come si dice. In fondo all'epoca i Mayhem, ed in primis Euronymous, cercavano di emulare i maestri Venom, Bathory, Destruction, Possessed, etc. senza realmente suonare qualcosa di mai sentito prima, come sarà invece per "De Mysteriis Dom. Sathanas". Ciò non toglie che in questo disco ci siano brani memorabili, che rimarranno per sempre nella storia del metal estremo.
(Randolph Carter - Maggio 2004)

Voto: 8



Secondo me "Deathcrush" inizia splendidamente, con tre canzoni (compresa l'intro) davvero ottime, morbose e molto trascinanti. Il resto è un po' inferiore, mentre "Pure Fucking Armageddon" non mi è mai piaciuta più di tanto (ecco, l'ho detto), è troppo caotica, mi dà l'idea delle imitazioni che fanno quelli che non ascoltano Metal pensando ad un metallaro. Visto che le copertine provocatorie come questa mi hanno sempre affascinato un casino, aggiungo mezzo punto al voto finale.
(BRN - Settembre 2004)

Voto: 8.5