MAYHEM
Dawn Of The Black Hearts (bootleg)

Etichetta: Warhammer Records 666 Hell 666
Anno: ?
Durata: 48 min
Genere: black metal


Penso che poche band abbiano fatto proliferare tanti bootleg quanto i Mayhem. Questo è dovuto allo status di culto che la band ha raggiunto sin dal suicidio di Dead. Infatti Per Yngve Ohlin è un po' la star di queste uscite clandestine. A parte i due brani incisi per la compilation "Projections Of A Stained Mind" ("Freezing Moon" e "Carnage") il cantante non era presente in nessuna prova in studio ufficiale. La sua abilità al microfono poteva essere goduta al massimo nel "Live In Leipzig".
Dopo la sua morte ecco apparire tanti CD e vinili di dubbia provenienza, spesse volte incisi da etichette fantasma. E' il caso di questo "Dawn Of The Black Hearts", uscito per la Warhammer Records 666 Hell 666. Il bootleg in questione ha raggiunto una certa fama grazie alla sua copertina infame. Infatti essa è costituita da una delle foto che Euronymous ha scattato al cadavere di Dead. Non so come essa sia arrivata ai creatori del CD, fatto sta che è lì in tutta la sua crudezza. Si vede il biondo Dead, per una volta senza corpsepaint, con la parte frontale della calotta cranica in pezzi e il cervello che penzola davanti al suo viso. Il muro è coperto di schizzi di sangue. I polsi del cantante sono tagliati. Indossa una camicia nera a maniche corte e una t-shirt bianca con scritto "I Love Transylvania". Il "love" è rappresentato da un cuore con tanto di paletto. Il fucile a pompa che gli ha fatto saltare la testa giace davanti a lui. Curiosamente, il coltello con cui si è tagliato i polsi si trova sopra il fucile anziché sotto. Questo fatto ha dato adito a tanti pettegolezzi: vuoi che sia una posa fotografica scelta da Euronymous, vuoi che sia la prova che il leader dei Mayhem abbia ucciso Dead.
All'interno del bootleg, privo di libretto, si trova un logo anti-Grishnackh che reca scritto "Kill Burzum Now".
Lasciamo ora da parte le curiosità per vedere cosa contiene "Dawn Of The Black Hearts".
Le prime otto tracce sono state registrate durante un concerto tenutosi a Sarpsborg nel 1990. La line-up dell'epoca vedeva Dead alla voce, Euronymous alla chitarra, Necrobutcher al basso e Hellhammer alla batteria. Si tratta di uno dei concerti più importanti nella storia dei Mayhem. Organizzato nella sua città da Metalion, fondatore della fanzine "Slayer", fu il primo vero, grande banco di prova per la band. Il successo di Euronymous è soci fu eccezionale ed è passato alla storia sia per le teste di maiale che volavano a destra e a sinistra sia per Dead che si infliggeva ferite su tutto il corpo. Ne ho già scritto nella recensione del "Live In Leipzig".
La qualità di registrazione è pessima e caotica. Chi non conosce le canzoni a menadito non sentirà altro che rumore. Le canzoni però sono ben suonate, con la grinta tipica della band. Le tantissime imprecisioni non stonano nel contesto ma rendono il tutto più selvaggio.
La scaletta dei brani è la seguente: "Deathcrush", "Necrolust", "Funeral Fog", "Freezing Moon", "Carnage", "Buried By Time And Dust", "Chainsaw Gutsfuck" e "Pure Fucking Armageddon". Tre di queste canzoni erano nuovissime all'epoca ed influenzeranno definitivamente lo stile di molti musicisti presenti al concerto. Si tenga conto che membri dei DarkThrone, degli Immortal e degli Emperor erano tutti lì.
Le quattro tracce che seguono il concerto di Sarpsborg sono molto più vecchie. Risalgono al lontano 1986, poco dopo l'uscita di "Pure Fucking Armageddon" (rimando all'apposita recensione). Sono tratte da un concerto tenutosi a Lillehammer. I Mayhem all'epoca erano costituiti da Maniac alla voce, Necrobutcher al basso, Euronymous alla voce e Manheim alla batteria. Il repertorio è limitato a cover dei Venom e dei Celtic Frost.
Se la qualità di registrazione prima faceva pena, questa fa letteralmente schifo.
Il concerto, tra il tripudio di ragazzini, si apre con - udite udite! - "Dance Macabre" dei Celtic Frost. Anziché una canzone, scelgono questo brano ambient per introdurre il loro show. Maniac si limita a fare dei vocalizzi sempre più isterici, molto ingenui.
Improvvisamente ecco partire "Black Metal" dei Venom. La versione è ben fatta e il cantato di Maniac tenta di imitare Cronos. Il suono va e viene, rendendo l'ascolto di questa traccia molto duro. La canzone si conclude tra il tripudio dei bambini! Subito dopo parte "Procreation Of The Wicked" dei Celtic Frost, in versione ultragrezza. In fin dei conti è abbastanza fedele all'originale, "Ouh!" alla Tom G. Warrior compresi. In conclusione ecco un altro brano dei Venom, "Welcome To Hell". Qui la qualità di registrazione si fa ancora più insopportabile.
"Dawn Of The Black Hearts" è un'uscita interessante ma in fin dei conti superflua. Le canzoni con Dead al microfono si trovano tutte sul "Live In Leipzig" e senz'altro registrate in maniera migliore. Per quanto riguarda il concerto di Lillehammer si tratta di un'interessante testimonianza. Certamente, non va oltre alla mera curiosità. La fedeltà di registrazione è troppo scadente e comunque il livello artistico è infimo.
Questo bootleg è consigliato a chi dei Mayhem vuole avere proprio tutto.
(Hellvis - Ottobre 2003)

Voto: 6.5



Non vorrei essere cosi` catastrofico come Hellvis: la registrazione della prima parte e` si` bruttina, ma non inascoltabile, e comunque e` una testimonianza di un gran concerto con Dead al microfono, oltre al favoloso "Live In Lepzig". La seconda parte, di cui la registrazione fa veramente schifo, volume bassissimo e ronzante e a tratti fastidioso, presenta delle ottime cover (anche se agli inizi difficilmente riconoscibili dato il casino) che chi non ha altri bootleg dei Mayhem non troverebbe da nessun'altra parte.
(gg - Novembre 2003)

Voto: 7.5



Bootleg abbastanza inutile: in fondo esiste già "Live In Leipzig", che cazzo me ne frega di ascoltarmi questo live qui?
(Randolph Carter - Maggio 2004)

Voto: s.v.



Effettivamente, come scrive Randolph Carter, questo bootleg è piuttosto obsoleto, comunque a me non dispiace affatto averlo. Le prime otto canzoni sono praticamente uguali a quelle di "Live In Leipzig", con una registrazione leggermente inferiore e qualche ritmica meno esasperata (vedi "Funeral Fog"). Molto meglio delle testimonianze live più recenti, ad ogni modo. Il live dell'86, invece, lo trovo assolutamente inutile, visto che non si distingue pressoché nulla. Una curiosità: confrontando la mia versione e quella di Hellvis, ne è uscito che esistono almeno due versioni di questo bootleg, visto che il mio ha un libretto di quattro pagine (non un semplice foglio fronte/retro, dunque), contenente alcune dichiarazioni rilasciate da Euronymous riguardo il suicidio di Dead. E' un bootleg da avere nella collezione solo per poter ascoltare un'altra registrazione con Dead alla voce (il che non fa mai male), oppure per la macabra copertina...
(BRN - Settembre 2004)

Voto: 7.5