MAYHEM
Chimera

Etichetta: Season Of Mist / Audioglobe
Anno: 2004
Durata: 44 min
Genere: black metal


Dopo i giudizi negativi, a mio avviso non giustificati, raccolti da "Grand Declaration Of War" e l'uscita dei superflui live ("European" e "U.S. Legions") sembrava proprio che i Mayhem fossero giunti al canto del cigno. In effetti, per un breve periodo la band si è anche sciolta. Eppure la parola fine sembra non esistere per questa band norvegese che torna, a tre anni di distanza dall'album precedente, con "Chimera". Un lavoro che, a detta del gruppo, avrebbe dovuto segnare un ritorno alle sonorità più dirette e violente. Cosa che è vera solo in parte, come vedremo nel corso della recensione.
Prima di passare al commento del CD, invito il lettore a leggere l'intervista che Blasphemer ha rilasciato a Shapeless. In essa si possono trovare tanti particolari interessanti sulla gestazione e la registrazione dell'album, nonché sullo spirito che lo permea.
La copertina di "Chimera" ritrae una figura demoniaca. I colori dominanti sono il nero e il blu. Essendo in possesso del promo, non posso scrivere nulla riguardo al libretto. L'album è stato registrato in uno studio mobile in Norvegia. La qualità di registrazione è ottima: potente e nitida.
"Chimera" si apre con una sfuriata intitolata "Whore". La ripetizione insistente di una nota crea un clima di tensione insopportabile. La chitarra si concede ben poche divagazioni dal tema dominante e le sporadiche variazioni sono appena percettibili. La batteria è in costante blastbeat come da più pura tradizione black. E' un brano corto, diretto e rabbioso. Sebbene singolarmente non possa essere considerata una composizione eccezionale, all'interno di "Chimera" svolge bene il suo ruolo di opener.
"Dark Night Of The Soul" è una traccia testarda, strutturata su una costante accelerazione ritmica. L'arrangiamento, complesso e particolareggiato, riporta alla mente l'esperienza di "Grand Declaration Of War". Blasphemer dimostra di essere un chitarrista veramente creativo. La voce vomitata di Maniac è accompagnata dal costante pulsare del basso di Necrobutcher. La canzone avanza tra passaggi tecnici e pause in maniera decisa e costante. Hellhammer accelera progressivamente il suo drumming sino a raggiungere vertici di velocità impossibili nel finale. Con "Dark Night Of The Soul" i Mayhem dimostrano di non aver affatto rinnegato l'esperienza del discusso album precedente. Gli elementi d'avanguardia presenti in "Grand Declaration Of War" sono stati inseriti in un contesto più tradizionale, creando una musica intrigante.
"Rape Humanity With Pride" si apre come il più classico dei brani black: assalto sonoro fatto di accordi inquietanti e blastbeat. La struttura appare piuttosto semplice, fatta eccezione per qualche controllatissima anomalia ritmica. La traccia si dimostra essere vagamente più melodica delle precedenti, soprattutto grazie alla prestazione del chitarrista. Un lavoro coraggioso il suo, visto che non teme a contaminare i suoi riff con richiami al death. Si tratta veramente di una gran bella canzone, forte dell'ottima prestazione di tutti i musicisti. Chi credeva che i Mayhem fossero morti, ascoltando questo brano dovrebbe ricredersi!
"My Death" è un mid-tempo tesissimo. La voce di Maniac è più malata del solito. L'effetto inquietante è garantito dalle sibilanti sovraincisioni in sottofondo. Anche questa traccia è giocata tra variazioni sul tempo o sul riff, con una melodia strisciante carica di disperazione. Verso il finale c'è spazio per una sorta di canto gregoriano. In "My Death", un clima di attesa snerva l'incauto ascoltatore. Sembra che debba risolversi in qualcosa che alla fine non ci sarà. Ma, ed è una caratteristica di "Chimera", è l'insistenza con cui ripete una data nota, o una figura musicale, che rende il tutto così ossessivo e cupo.
"You Must Fall" è un nuovo assalto all'arma bianca. La melodia è tanto semplice quanto efficace. Maniac continua a scagliare anatemi contro la nostra nullità con i suoi strilli a dire il vero più vari rispetto agli album precedenti. Questo brano è privo di fronzoli e recupera la tradizione con intelligenza. Non c'è molto altro da dire.
Dopo un inizio ritmicamente complesso, "Slaughter Of Dreams" si apre su una violenta melodia black di qualità. I musicisti danno prova di affiatamento. Rispetto alla traccia precedente l'effetto globale di questa composizione è più oscuro, severo. Da tempo Hellhammer non suonava in maniera così spontanea. Anche Blasphemer sembra aver lasciato in disparte le sue mire d'avanguardia, preferendo uno stile asciutto e che più diretto non si può.
In "Impious Devious Leper Lord", aperta dal nervoso basso di Necrobutcher, le cadenze death si fanno ancora più evidenti. I Mayhem non hanno però deciso di cambiare stile, anzi. Presto la traccia riprende il classico riffing black e l'atmosfera ritorna ad essere più nera della pece. Nonostante il quartetto norvegese abbia per svariato tempo sbandierato la rinnovata semplicità del suo sound, in realtà non è del tutto così. Più volte i musicisti danno prova dei maturi mezzi tecnici a loro disposizione. Questa composizione, paragonabile a "Dark Night Of The Soul" per complessità, suggerisce nuove evoluzioni nel suono della band.
Non c'è uno stacco tra "Impious Devious Leper Lord" e la title-track. Lenta e pesante, avanza in maniera spietata concedendosi repentine e brevissime accelerazioni che ne alterano l'incedere costante. E' un grande esempio di tenebra fatta musica. Maniac varia la sua voce dagli strilli vomitati alla classica declamazione. Improvvisamente il brano si fa vorticoso, nonostante la furia della batteria sembra essere frenata dai rigidi passaggi della chitarra. Si prosegue così, tra microvariazioni e cambi di ritmo, sino alla fine dell'album. Una stancante marcia verso la distruzione.
In conclusione, "Chimera" dovrebbe anche soddisfare chi non ha gradito il black d'avanguardia di "Grand Declaration Of War". Certamente, se qualcuno si aspetta che la band suoni come ai tempi di Euronymous, ne resterà deluso. "Chimera" è infatti l'immagine dei nuovi Mayhem. Un gruppo che va valutato indipendentemente dal proprio passato. Non ci sono più i presupposti perché questa band ritorni a suonare come undici anni fa, né questa cosa avrebbe senso. I Mayhem non devono dimostrare nulla a nessuno. E, mi sia permesso di dirlo senza che questo suoni come una bestemmia, Blasphemer è la vera carta vincente del gruppo. La musica suona fresca e sentita proprio perché lui l'ha composta in totale libertà, senza essere condizionato da un passato che non gli appartiene. "Chimera" è una prova di forza, insperata dai più. In un modo o nell'altro, i Mayhem vanno avanti per la loro strada.
(Hellvis - Marzo 2004)

Voto: 8


Contatti:
Sito Mayhem: http://www.thetruemayhem.com/
Sito Season Of Mist: http://www.season-of-mist.com/




Mah, prima di andare a vedere i Mayhem dal vivo la scorsa primavera, avevo dato un ascolto veloce a questo disco ed ero contento che fossero tornati verso le sonorità di "Wolf's Lair Abyss". Ora, però, dopo una serie di ascolti più attenti, la mia impressione è cambiata. Ovviamente è arduo dare un giudizio oggettivo a questo disco. Pur non volendo fare paragoni con i lavori che li hanno resi celebri, devo dire che queste canzoni, seppur velocissime, non sono tanto coinvolgenti, ma non hanno neppure quel tocco gelido alla Thorns, per capirci. Mi danno un'impressione di distacco e basta. Musicalmente, comunque, non mi dispiacciono, alcune idee sono buone, invece altre non mi dicono molto. Trovo che "My Death" sia veramente una bella canzone, molto lugubre e ricca di fascino, soprattutto nel finale, e pure "Slaughter Of Dreams" si difende. Se continuassero su questa strada non mi dispiacerebbe affatto, a patto che tappino la bocca a Maniac! La sua voce è davvero ridicola; dal vivo non mi aveva fatto questa impressione, forse perché si sentiva meno. Le altre canzoni sono sostanzialmente anonime, non certo all'altezza. Un album da avere nella propria collezione per completezza, dato che farà parlare di sé, vista la fama dei Mayhem, ma di sicuro ne escono tanti di migliori ogni mese.
(BRN - Settembre 2004)

Voto: 6.5