MATER MACHINA
[.Compendium Machinery Vibrates.] (Ristampa)

Etichetta: UK Division Records / Alkemist Fanatix
Anno: 2008
Durata: 40 min
Genere: metalcore tecnico


Ricordo di aver recensito questo album sulle pagine di Shapeless nel lontano settembre 2005. All'epoca i Mater Machina, attivi da tre anni circa, erano alla ricerca di un'etichetta che li mettesse sotto contratto. In tutta sincerità, non so come siano andate a finire le vicende, ma ecco che ora mi ritrovo fra le mani nuovamente una copia di "[.Compendium Machinery Vibrates.]", pubblicato questa volta dalla UK Division Records e distribuito dalla Alkemist Fanatix. L'artwork attuale non è molto diverso da quello precedente, ma all'interno del libretto di due pagine troviamo anche i ringraziamenti a Shapeless Zine, a testimonianza di un rapporto professionale avvenuto in precedenza. Di conseguenza, è facile notare come siano passati degli anni ma i Mater Machina non abbiano raccolto quanto seminato (una cosa ingiusta), tanto da riproporre nuovamente questo disco, probabilmente in una veste più "ufficiale" della precedente. Le note presenti nel libretto fanno però riferimento ad un sito internet non più funzionante, e le informazioni relative alla registrazione ci confermano che il materiale presente nel CD, sia proprio quello registrato originariamente nel 2004, senza ritocchi o rimasterizzazioni di sorta. Spinto dalla curiosità a visitare il sito di MySpace della band, sono stato colpito da un frase sfuggente, accennata brevemente ma non riportata in maniera ufficiale nella biografia del gruppo: "...ci siamo sciolti, non esistiamo più...". Una frase semplice e raggelante al tempo stesso. Ma come? Com'è possibile che un gruppo valido e promettente come i Mater Machina si sia sciolto? Ora, non so se tale informazione sia ufficiale, o se si tratti soltanto di uno sfogo di qualche membro della band. In caso contrario, sarò lieto di informarne i nostri lettori. Allo stato attuale, comunque, mi ritrovo in una situazione particolare, ovvero quella di recensire un disco che ho già recensito tempo fa. Infatti, la recensione dettagliata, traccia per traccia, di questo ottimo disco la potrete trovare, accompagnata tra l'altro da alcune notizie biografiche, nell'archivio recensioni Album di Shapeless Zine. Ragion per cui, non posso che limitarmi ad un commento. Non me ne voglia nè la band, nè l'etichetta, nè l'agenzia di distribuzione per questo.
Dunque, riascoltato a quattro anni di distanza circa, "[.Compendium Machinery Vibrates.]" stupisce ancora per la sua freschezza compositiva e per la bontà della proposta. Confermo a grandi linee quanto ho scritto nella mia recensione precedente: i Mater Machina sono davvero bravi e tecnici, anche se in alcuni frangenti si dimostrano derivativi. Lo spettro dei Meshuggah è sempre evidente, soprattutto in sede ritmica, il che non è comunque un difetto così accentuato. Anzi, è una garanzia sul valore tecnico dei musicisti. Rileggendo però la recensione del 2005, mi sono reso conto di non aver citato altri gruppi che, in qualche modo, potrebbero aver influenzato il songwriting dei piemontesi: alcune sezioni più ipnotiche ad esempio, potrebbero portare in mente i Tool; in altre occasioni, ecco spuntare sezioni dinamiche alla Fear Factory, o sfuriate alla Strapping Yound Lad. Ecco, la miscela dei Mater Machina è sicuramente moderna, con un occhio di riguardo per le atmosfere futuristiche. Ma è proprio il riuscito connubio tra violenza cieca (ma ragionata) e capacità evocativa a rendere [.Compendium Machinery Vibrates.] un disco validissimo anche a tre anni dalla sua pubblicazione. Qualcuno potrebbe pensare che la cosa sia ovvia, e che tre anni non siano tanti, ma credetemi, ci sono dischi e demo che si esauriscono nel giro di un mese. Vale a dire che intrattengono, sì, ma che rimangono comunque legati al suono di moda in quel momento, o le cui idee sono così blande che ad un secondo ascolto già suscitano noia e fastidio. [.Compendium Machinery Vibrates.] invece no. E' un bel disco. Magari non eccezionale: non lo era allora, non lo è oggi. Però è onesto e ben realizzato. E nel 2005 era davvero un'uscita promettente. Quando l'ho recensito, dentro di me pensavo: "Questo gruppo ha un potenziale immenso, dovrebbe solo svilupparlo al meglio". Ora, non so cosa sia successo in questi anni. Sicuramente, nulla di realmente positivo, se no i Mater Machina ci avrebbero sorpreso con qualcosa di nuovo ed intrigante. Mi auguro davvero che la band non si sia sciolta, e che il futuro ci riservi una nuova uscita targata Mater Machina. Ma la crudeltà della scena musicale, e le disillusioni che ogni giorno accompagnano sia gli artisti che noi scribacchini, è ben nota. Si lotta costantemente per ottenere un minimo, si suda, si soffre. E le cose non procedono. Poi si vede il primo cretino che, senza sforzo, ottiene il triplo, il quadruplo, il centuplo di noi, pur avendo meno qualità o talento. E' chiaro che allora le illusioni svaniscono, i sogni tramontano e tutto giunge ad un punto di stasi. A questo punto, o si ricomincia da zero, o si stringono i denti e si ingoia il rospo, a costo di sguazzare per sempre nel fango, senza mai risalire sull'asciutto. Scrivo questo sentitamente, perchè è una sensazione che provo a più riprese, praticamente da sempre. Io spero vivamente che il percorso dei Mater Machina non sia finito, e che se anche lo fosse, magari possa ripartire con più vigore in futuro.
Comunque sia, per chi se lo fosse perso nel 2005, ecco ora questo [.Compendium Machinery Vibrates.], un disco violento, potente e valido, capace ancora oggi di farsi ammirare e di piacere. Per i dettagli, ricordo ancora una volta, vi indirizzo alla mia recensione del disco presente in questa zine, nell'archivio delle recensioni degli album.
(Hellvis - Marzo 2009)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito Mater Machina: http://www.myspace.com/matermachina

Sito UK Division Records: http://www.myspace.com/ukdivision

Sito Alkemist Fanatix: http://www.alkemist-fanatix.com/