MATER MACHINA
Compendium Machinery Vibrates
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 40 min
Genere: metalcore tecnico
Valynor (voce), Lorenzo (basso), Simone (chitarra) ed Erik (batteria):
questi sono i Mater Machina. Formatisi nel 2002, ad Alessandria, nel
2003 hanno esordito col MCD "...Into Serenity". Notati dalla Hardebaran
Promotion, questo lavoro è stato distribuito in tutta Europa, ed il
gruppo si è guadagnato svariati passaggi su emittenti radiofoniche
internazionali.
Messi sotto contratto dalla Urlo Music, i Mater Machina si sono
dedicati alla registrazione di un full-length. Purtroppo, come spesso
succede nel nostro bel paese, l'etichetta ha chiuso i battenti nel
maggio del 2004. Ciò nonostante, il quartetto è andato avanti con le
registrazioni e, nell'ottobre 2004, "Compendium Machinery Vibrates" è
pronto per essere distribuito ai vari media.
Attualmente, i Mater Machina sono ancora alla ricerca di una label
seria, che sia disposta a promuovere e distribuire questo loro lavoro.
La copia promozionale che ci è stata spedita è un semplice CD-r.
Per l'artwork, posso solo fare riferimento ad un'illustrazione presente
sui fogli informativi. E' un disegno particolare, astratto, ma dai
forti connotati futuristici.
Passiamo quindi al commento dell'album.
"Lead Me" è subito un pugno in pieno volto: chitarra, basso e
batteria, unite al gutturale violentissimo della voce, suonano riff
ritmici estremamente potenti e precisi. L'impatto è sicuro: le note
colpiscono come colpi d'ascia; il suono esplode come mille cariche di
dinamite. Questa sezione del brano reca impresso sulla propria pelle il
marchio dei Meshuggah. In seguito, il tutto si modifica. Pur restando
la complessità ritmica, il suono si ammorbidisce ed anche le vocals si
fanno pulite e melodiche. Il volto umano dei Mater Machina è mostrato
per qualche minuto, prima di tornare al riffing ritmico distruttivo di
inizio brano. La precisione dei musicisti è impressionante, soprattutto
nelle fasi in poliritmia; la qualità di registrazione è molto buona,
considerato il fatto che si tratta di un'autoproduzione.
"Whole World Hush" non è da meno della precedente, in quanto a
potenza devastante. Le coordinate musicali sono simili, sebbene la
struttura di questa canzone sia più agile. La voce, questa volta, si
esibisce anche in screaming. Il gruppo dimostra un'ottima abilità in
fase di arrangiamento: i loro strumenti non vengono solo picchiati, ma
anche accarezzati, di modo da ottenere la maggior gamma espressiva.
Assolutamente senza compromessi.
L'onnipresente poliritmia caratterizza le battute iniziali di
"Phenomenon Ex Noumenon". Insomma, è una delle peculiarità del gruppo
di Alessandria, ed in questo breve brano è utilizzata con la consueta
perizia. Purtroppo, questa tecnica risulta essere un'arma a doppio
taglio, perché il modo in cui essa è espressa non può che richiamarsi
ai già citati maestri svedesi. Nonostante alcune differenze, talvolta
anche molto evidenti, è probabile che la maggior parte delle persone,
ascoltandoli per la prima volta, possa dire: "Bravi! Suonano proprio
tipo i Meshuggah!". Si tratta di un complimento, ma anche della riprova
che bisognerebbe lavorare alla ricerca di uno stile maggiormente
personale. La successiva "Smackdown", ad esempio, è già più particolare
con quel suo incedere oscuro. Peccato che, durando solo un minuto e
mezzo, sembri più un abbozzo che una canzone vera e propria. Poteva
essere sviluppata, alla ricerca di qualcosa di nuovo.
"Sea Of Skin" è più focalizzata in una direzione metalcore, con un
sovrapporsi di voci distorte e pulite. Le esplosioni sonore non ne
intaccano l'impatto "umano": tra le migliori canzoni del CD. In questa
occasione i Mater Machine fondono bene le influenze con idee personali.
Rappresenta un passo nella giusta direzione.
La traccia successiva si intitola "Guinea Pig Part I: I'm The Guinea
Pig" (scommetto che questi titoli sono tratti dai falsi snuff "Za
Ginnipiggu"!). Si tratta di una composizione violentissima ed
allucinata. Una delle canzoni più dure dell'intero CD. Solo alcuni
vocalizzi melodici ammorbidiscono, per pochi istanti, l'attacco.
Bellissimo l'attacco di "Guinea Pig Part II: Revived". Questa canzone
vede i Mater Machina inoltrarsi in territori più morbidi (beh, più o
meno) e psichedelico-progressivi. Secondo me, se il gruppo di
Alessandria approfondisse le intuizioni espresse in questa
composizione, potrebbe veramente ritagliarsi uno spazio importante in
Italia. Sarebbe una scelta meno d'impatto, ma che stuzzicherebbe chi
ami le scelte di arrangiamento intelligenti e raffinate.
Il songwriting torna a farsi più sanguigno con "Anger/Angel", dove si
sentono anche dei coretti urlati. Le costanti stilistiche dei Mater
Machina non vengono meno, quindi si può passare al commento del brano
successivo. "Mater" è una composizione in linea con le tracce
d'apertura. Riff ritmici molto potenti e precisi, basso e batteria
perfetti, voce di una cattiveria vorace. L'arrangiamento è arricchito
da vocalizzi puliti e da una certa propensione per la melodia. Vale la
pensa segnalare anche i buoni assoli di chitarra, relativamente a tutto
il CD e non solo a questo brano. "Mater" è una traccia molto
coinvolgente, sebbene derivativa. Mi ha però messo la voglia di vederli
dal vivo, eheh!
L'album si conclude con la vigorosa "High-Resolution Pain",
traccia in linea con le coordinate musicali di "Compendium Machinery
Vibrates". La ritmica è molto agile, e la struttura del brano è ardita,
parecchio tecnica. Dopo una breve sezione più rilassata, la canzone
ritorna a picchiare, fino alla repentina conclusione.
I Mater Machina dimostrano di avere carattere e potenza da
vendere. Come album d'esordio, "Compendium Machinery Vibrates" merita
un buon voto. Molte soluzioni sono ancora derivative, e questo
rappresenta il limite principale del quartetto di Alessandria. Ma, come
il lettore avrà notato leggendo questa recensione, alcune intuizione
promettono molto bene per il futuro della band. Consiglio alle
etichette serie di metterli sotto contratto, così che possano farsi
conoscere ed incrementare il loro bagaglio di esperienza. Sollecito
inoltre i lettori a visitare il sito del gruppo, per scaricare mp3 e
per entrare in contatto con i Mater Machina. Tra l'altro, per chi fosse
interessato, sono ancora disponibili delle copie del MCD d'esordio
"...Into Serenity".
(Hellvis - Settembre 2005)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail: info@matermachina.com
Sito internet: http://www.matermachina.com/