MASSEPORZ
Der Wald Stinkt

Etichetta: Il Male Production
Anno: 2004
Durata: 27 min
Genere: black metal


Masseporz è uno dei tanti progetti provocatori nati dalla mente di Pòrz, leader dei Malnàtt (vedi recensioni su Shapeless) e proprietario della Il Male Production. Il pretesto della sua esistenza è quello di rispondere a qualche affermazione ottusa tipica dei forum black metal. Masseporz ha mosso i primi passi come realtà musicale quando Helkor, già nei Tod e nei Cold Corrosion, si è unito al progetto. Proprio quest'ultimo ha deciso di rispolverare vecchie canzoni composte tra il 1996 e il 1999 e di riarrangiarle per l'occasione. Queste tracce daranno vita al debut-album "Der Wald Stinkt".
Poco prima delle registrazioni del detto CD, Lord Sanguinarian Fetus dei Satan (di cui ho recensito "In Nomine Hirci" qualche tempo fa) si è aggregato alla band. Le registrazioni hanno avuto nell'aprile del 2004 nella misteriosa Gloomy Hall Of Sorrow. La line-up definitiva vede Pòrz alle vocals, Helkor al basso e alla chitarra e Lord Sanguinarian Fetus alla batteria. Il monicker Masseporz è la parodia di "Massemord" che in tedesco significa "omicidio di massa" e che è anche il nome di un gruppo norvegese.
La grafica della copertina è in puro stile black metal. Sullo sfondo vi è la foto di una foresta, in rigoroso bianco e nero. Sovraincisa vi è l'immagine di un volto in corpsepaint la cui espressione è una via di mezzo tra la follia e l'idiotismo. L'individuo impugna un coltello che sa tanto di lippa sarda o del più classico degli Opinel.
L'introduzione consiste in un passo del "Così Parlò Zarathustra" di F.W. Nietzsche recitato da Pòrz. In sottofondo si può ascoltare l'incipit dell'omonimo poema sinfonico di Richard Strauss. La prima traccia, "Tears Of Blood", è un brano piuttosto semplice e ben fatto. Black metal ortodosso nella più pura accezione del termine. Il testo è l'unico del CD ad essere scritto in inglese. E' pieno di clichè black metal. Riff di ottima fattura, seppure derivativi, sono suonati con passione e bravura dai musicisti. La qualità di registrazione è scarsa, alla DarkThrone degli ultimi anni per intenderci.
"(W)übermensch", il cui titolo è un divertito gioco di parole, è un'altra buona traccia. I riff sono interessanti e molto melodici. Helkor dimostra il proprio talento compositivo anche in questa occasione. Il growling di Pòrz è basso ed evocativo. Saranno anche ironici ma la musica di questi Masseporz è veramente valida. Mi chiedo perché Helkor abbia tenuto nel cassetto tutte queste belle composizioni. Forse ai Tod (leggetevi la recensione del loro demo nell'archivio della webzine!) riserva il meglio del meglio del suo talento. Beh, se è così non c'è che da fargli i complimenti. Molte black metal band scarse farebbero carte false per poter scrivere almeno un riff come i suoi. Testualmente, "(W)übermensch" è un'adesione assoluta all'ideale di uomo superiore.
Dopo un breve intermezzo per chitarra, ecco partire la title-track il cui titolo è tradotto in italiano: "La Foresta Puzza". Musicalmente, ripercorre le stesse linee stilistiche dei brani precedenti. Le atmosfere sono sempre cupe e deprimenti; i riff pregni di tristezza cosmica. Il testo esprime il lamento della foresta, stanca di essere depredata dall'uomo. Tra i versi c'è anche un omaggio al buon vecchio Varg Vikernes: "Non ha chiesto di essere delle chiese di legno / bruciate da un biondo idiota super viziato". Eheh!
"L'inferno Per Me", in possesso del testo più visionario e dissacrante, è purtroppo vittima dei riff più deboli dei Masseporz. E' un viaggio nelle immagini più oscure della mente umana. La musica insistente ed ossessiva rende ancora più claustrofobico il viaggio dell'ascoltatore nel "corridoio buio" evocato dal testo di Pòrz. Solo nel finale i versi assumono un tono demenziale: "E il santone col cappello fa volare tutti in aria / poi getta le carcasse nel fossato del tuo campo / ed il mago col cilindro li raccoglie tutti assieme / poi li fa precipitare tutti in fila nel tuo culo". Insomma, per citare Mughini in un famoso film di Nanni Moretti: "La volgarità vince sempre!".
Nell'ultima traccia, "Io Sono L'Anticristo", la musica di Helkor e il testo di Pòrz sono sovraincisi alla voce di Diamanda Galas. L'effetto è veramente straniante. "Io sono l'anticristo / Io sono l'antibuddha / Io sono l'antiodino / Io sono l'antisatana" sono versi da antologia!
Mi sento di consigliare i Masseporz agli amanti del black più puro a patto che questi abbiano un minimo di senso dell'umorismo. La musica è ben suonata, il feeling è oscuro e le composizioni sono valide. Farsi scoraggiare dai testi sarebbe un po' meschino. Tanto spesso l'ambiente del black non riesce ad apprezzare l'ironia, quasi che il "No Fun" del compianto Euronymous sia un dogma imprescindibile. Invece sorridere è liberatorio. Chi si prende troppo sul serio finisce col rendersi ridicolo.
(Hellvis - Agosto 2004)

Voto: 7


Contatti:
Mail Masseporz: estinzioneumana@libero.it
Sito Masseporz: http://www.masseporz.tk/
Sito Il Male Production: http://www.ilmaleproduction.com/