MARTYRIUM
Withering In Voluptuous Embrace
Etichetta: American Line Prods.
Anno: 2002
Durata: 56 min
Genere: black metal con tastiere
I Martyrium sono un sestetto formato da Moloch (voce), Vangblod e Count Mortem (chitarre), Martyr (basso), Satanas Excelsior (batteria) e Necro Paedophile (tastiere). Alle registrazioni di quest'album hanno partecipato anche tre cantanti femminili in qualità di session.
Come avrete intuito già dai nomi il black metal dei Martyrium è fatto di immagini vampiresche e teatrali, sulla scia di gruppi ben noti che hanno fatto di queste tematiche la loro ragione d'essere. Immagino abbiate capito a chi mi sto riferendo. Atteggiamenti del genere, ormai, lasciano il tempo che trovano. In questa circostanza, poi, si arriva davvero a sfiorare il ridicolo: basti dare un'occhiata alla copertina orrenda e alle foto contenute nel libretto per rendersene conto. Capisco che possano mancare le risorse per creare una veste grafica più curata, ma almeno si potrebbero evitare atteggiamenti puerili e fotomontaggi amatoriali, se non altro per non dare l'idea di presa per il culo.
Musicalmente le cose vanno un po' meglio, quanto meno. Voglio dire, il genere dei Martyrium non propone assolutamente nulla di nuovo, ma almeno "Withering In Voluptous Embrace" è suonato e registrato decentemente.
Questo CD contiene otto canzoni mediamente molto lunghe ed atmosferiche, dalle sfumature sinfoniche ed abbastanza pompose. Le tastiere sono onnipresenti e rivestono un ruolo centrale. Solo in rare occasoni fungono da semplice accompagnamento, con lunghe note. Quasi sempre sono lì a tessere una ragnatela di melodie che costituiscono l'ossatura vera e propria delle canzoni. Altro elemento cardine è l'alternarsi di voci maschili e femminili. Le prime spaziano da uno screaming acutissimo ad un growl effettato, ma non manca neppure il cantato pulito. Il resto si assesta in un clamoroso anonimato. La pochezza di idee è lampante, visto quanto poco i Martyrium ci mettano del loro. Stilisticamente sono una fotocopia perfetta dei gruppi che vanno per la maggiore. Questi sei ragazzi non riescono a distinguersi neanche tecnicamente, a parte il tastierista e la cantante Lisa Micallef Grimaud.
Si tratta di un album che trasmette sostanzialmente noia. Da un lato le composizioni sono eccessivamente prolisse, dall'altra mancano della benché minima aggressività. Solo "Restreat In Demunic Gyves" si salva. La band si dilunga troppo spesso in sequenze strumentali prive d'interesse. Passaggi puramente tastieristici ed aperture ariose quanto soporifere sono fin troppo ripetitive. Momenti di assoluta stasi, come gli inizi di "Eden (The Divine Entrap)" e "Promises" oppure l'intera "Tears From The Demented Heart" (otto minuti quasi esclusivamente strumentali di noia assoluta), non dicono proprio nulla. Togliendoli, l'album ne avrebbe quanto meno guadagnato in immediatezza.
Insomma, "Withering In Voluptous Embrace" non ha incontrato i miei favori. Come detto in apertura la registrazione è dignitosa e, seppur non spettacolare, è forse la cosa migliore. Le chitarre sono però molto basse e nascoste dal resto, in particolare voce e tastiere, il che non fa certo onore ad un gruppo metal. Immagino che qualche amante del genere possa trovarci qualcosa di buono ma, oggettivamente, mi sembra una proposta musicale povera e sostanzialmente priva d'interesse e personalità.
(BRN - Febbraio 2005)
Voto: 5.5
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