MARTYR
Hopeless Hopes
Etichetta: autoprodotto
Anno: 1997
Durata: 51 min
Genere: techno-death
Questo è il primo album autoprodotto dei canadesi (del Quebec per la precisione) Martyr, da non confondere con un'altra band omonima che girava negli anni '80 (quelli erano olandesi). Il genere proposto è un puro techno-death, sulla scia dei DEATH di "Individual Thought Patterns" e "Symbolic", difatti tra gli appassionati del genere i Martyr vengono sempre citati come il gruppo che più si è avvicinato come stile a quello di Chuck Schuldiner. Io ci aggiungo che lo stile è molto simile, ma il risultato finale non arriva ai livelli dei DEATH, manca la poesia che ha reso unica quella band.
In questo album sono comprese 9 canzoni, tutte di ottimo livello sia compositivo che esecutivo: la loro struttura è molto intricata, grazie ai molti cambi di tempo, ai soliti intrecci di chitarra e ad una sezione ritmica molto varia, ed il tutto scorre via liscio sia perché gli arrangiamenti sono molto curati, sia perché tutte le parti sono suonate con estrema precisione. La voce è un buon growl, non molto cupo, ma nemmeno tendente allo screaming. Formalmente è un album quasi perfetto, in cui tutto è incastrato al posto giusto, ogni riff è studiato a perfezione, ogni assolo si lega per bene col resto della canzone, e c'è pure una bella varietà tra le varie canzoni, non si ha mai la sensazione che stiano riscaldando la minestra. Sicuramente è un gruppo molto affiatato, ed a quanto mi dicono dal vivo spaccano che è un piacere.
La produzione è molto buona e curata, se poi teniamo conto che è un album indipendente allora siamo su livelli ottimi, visto che i suoni sono belli puliti e corposi, soprattutto a me piace come è stato reso il basso. La confezione è carina ma nulla di più... l'immagine di copertina la trovo un po' infantile, potevano sceglierne sicuramente una migliore. Però il libretto è curato e contiene anche tutti i testi, quindi meglio non lamentarsi.
Insomma, se è suonato, composto e registrato ottimamente, perché gli ho dato solo 8.5? Semplice, perché faccio sempre fatica ad arrivare alla fine dell'album. Ho sempre la sensazione che a queste canzoni manchi qualcosa, manchi quel pizzico di passione e di fascino che mi farebbero esaltare al loro ascolto. Formalmente non ho nulla da dire contro questo album, tanto di cappello ai Martyr per come sanno suonare. Però io sono viziato dai DEATH, e mi aspetto canzoni che sappiano comunicarmi anche qualcosa a livello emotivo, e queste non ci riescono. Quindi se cercate qualcuno che stilisticamente si avvicini ai DEATH allora l'avete trovato. Io consiglio di andare sul loro sito e scaricarsi qualche mp3 di assaggio prima di comprare i loro album. Se gli mp3 vi ispirano e volete fare vostro questo "Hopeless Hopes", allora vi conviene ordinarlo dal mailorder canadese MetalMania (trovate la pagina relativa nella sezione Mailorder), lì lo fanno pagare molto meno rispetto a quello che chiede il gruppo (il che mi fa un po' incazzare ad essere sincero, perché all'epoca comprai i due album dal gruppo pagandoli 20 dollari l'uno porca troia!!!).
(teonzo - Ottobre 2002)
Voto: 8.5
Contatti:
Sito internet: http://pages.infinit.net/martyr/
Ai canadesi non devono piacere molto i luoghi comuni. Sono numerose infatti
le band che scelgono strade poco battute, proposte ostiche ma intelligenti,
e che con coraggio portano avanti uno stile nient'affatto ordinario, anche
se li costringerà in aeternum alla gavetta. I Martyr non mi sbugiardano,
andando a costruire una macchina efficiente e ben performante, su cui grava
un unico problema: il confronto con i Death (una faccenda mooolto spinosa
insomma). Più precisamente, il dilemma si gioca nell'accoppiata
forma/contenuto: da una parte vi è una forma ben calibrata in ogni sua
parte, dall'altra ci sono i contenuti, sensibilmente artefatti, tanto da non
permettere al disco di decollare, trascinandosi per il collo l'ascoltatore.
Un ottimo contorno insomma, se la portata principale prevede qualche pezzo a
caso di Chuck.
(Orion - Novembre 2002)
Voto: 8