MARDUK
Nightwing

Etichetta: Osmose Prod.
Anno: 1998
Durata: 47 min
Genere: black svedese


Si apre con questo ottimo lavoro la trilogia con la quale i Marduk hanno voluto omaggiare i padri dell'intero movimento black odierno: prende il via quindi con il concept sul sangue il trittico Blood Fire Death (noto album dei Bathory - ndr). Il disco, ottimamente prodotto e registrato nei celeberrimi Abyss Studios del genio di Peter Tagtgren,si apre con un intro a base di effetti audio e strumenti classicheggianti che sembrano preannunciare l'arrivo imminente di una tempesta. Tempesta che arriva poco dopo, con la song di apertura "Bloodtide xxx" (dove xxx sta per "three crosses" e non è un risultato calcistico!! - ndr):batterie veloci e tiratissime e un riffing di chitarra decisamente martellante per farci fare un tuffo direttamente nell'oscurità. Il testo descrive egregiamente la situazione che già la musica ci comunica: una valle nebbiosa,un'oscura forestae degli adepti che invocano arcane divinità da un altare di pietra con tanto di sacrifici umani. Il tutto naturalmente patrocinato dall'occhio di satana ,ben presente in tutta la prima parte dell'album. Il viaggio nell'incubo prosegue dagli strascichi di questa song direttamente con l'intro violentissimo di Of Hell's Fire, canzone veloce potente ed estremamente impetuosa, quasi a sottolineare il concetto del testo. Quale? Ma la sudditanza al diavolo naturalmente! Citando la traduzione letterale del testo, "del fuoco dell'inferno/io desidero dolore e tortura/lasciate che le fiamme diventino più grandi/e leccate il regno del nazareno menzognero" e avanti così in una vera e propria cavalcata contro la cristianità in pieno stile Marduk. Ma il vero gioiello dell'anticristianità è la splendida Slay The Nazarene, che si apre con un discorso in stile registrazione anni venti (sembra addirittura uno di quei comizi registrati in era fascista) seguito a nemmeno una battuta dall'incessante martellare del buon Fredrik Andersson. Per quanto riguarda le liriche, se era umanamente possibile superare la blasfemia di Of Hell's Fire, ci sono riusciti: un rigurgito di violenza che pare far uscire dalle casse dello stereo un'orda di satanassi infernali, il tutto accomapagnato da riff di chitarra alla velocità della luce e da una sezione ritmica davvero incredibile. Come conclusione alla prima parte, Nightwing è forse la calma dopo la tempesta, con riff iniziali sobri e decisamente lenti accompagnati da una batteria basilare, che si evolvono poi in ritmiche sempre più complesse ma "addolcite" in qualche modo dallo stesso riff iniziale.
Subito dopo un contocimento chitarristico del buon Morgan ci catapulta nella Romania del '400 alla corte di Vlad III Tepes Dracul, agli inizi della sua carriera di re ed efferato assassino,quando con il fratello Radu (che diverrà presto l'amante favorito del sultano) viene abbandonato come "garanzia" di fedeltà presso i turchi dal padre Vlad II. L'aspetto musicale di questa song è complesso, più lento delle altre, più pesante ed oscuro quasi a voler evidenziare i sentimenti di odio che imperavano nella mente del giovane Dracula al susseguirsi della morte del padre e dell'amato fratello Mircea. Direttamente dalle note finali di questa splendida melodia nasce e prende vita Dracole Wayda, con batterie più ritmate e un cantato incalzante e potente. Emblematico è il ritornello: "un servo di dio in combutta con satana/un crociato cristiano che ha fatto piangere gli angeli/un difensore della morale e della fede la cui natura è generata dalla progenie dell'inferno/come guidato dalle forze dei demoni le sue armate distruggono musulmani e cristiani", chiara dimostrazione dell'evoluzione in corso nella mente del conte che ambisce al trono: pare davvero che il ritmo e le voci di questa song vadano di pari passo con le ambizioni di Dracula, sempre più alte. E' quindi la volta della canzone più violenta nella serie dedicata al principe dei vampiri: Kaziklu Bey. Le ritmiche portanti sembrano di nuovo quelle della prima parte, tirate, veloci e violentissime, le chitarre sono lanciate alla velocità del lampo e il tutto rende quasi visibile la selva di corpi impalati fuori delle mura di Brasov. Una canzone davvero crudele che non lascia tempo ad altri pensieri che le carneficine. Quindi si passa a quella che forse è la song più particolare dell'intero album. Basso decisamente più presente, batteria inizialmente lenta e chitarra quasi di sottofondo alternati a ritmiche velocissime, urla furibonde di Legion e chitarre distorte rendono perfettamente il concetto del testo: la veloce caduta dell'impero di Dracula. Il crollo è ormai imminente, ma ancora i momenti di inaudita violenza sono lì a ricordare al mondo la sua presenza. L'ultima canzone del cd è davvero toccante. Una batteria molto presente con un ritmo militaresco e le chitarre appena percettibili, il cantato cadenzato e le liriche funeree del tradimento e della morte del Conte Vampiro, lasciano tuttavia un interrogativo sulla effettiva morte dell' uomo più temuto della storia. Il disco si chiude con pochi secondi di musiche quasi liriche che fanno davvero chinare il capo in lutto. Un album scritto e realizzato ottimamente, mai noioso e che rende in pieno il concetto che deve esprimere: SANGUEEEEE!!!!!
(Samhain - Marzo 2002)

Voto: 9



Una versione estremamente velocizzata e ben prodotta del "De Mysteriis...", come al solito. Chiaramente nessun lavoro di questo tipo può sperare di raggiungere le vette dell'originale, per feeling e onestà artistica (diciamo così va), ma qui ci sono dei buoni pezzi che mi hanno tenuto compagnia in svariate occasioni, con la loro attitudine "facciamo bordello uh yeah" (eggià io la vedo così, altro che fiamme dell'inferno). Molto accattivante "Of Hell's Fire", interessante la lenta "Dreams of Blood and Iron" e "Kaziklu Bey" sarebbe una buona cover di "De Mysteriis..." dei MayheM, ma che non ce la spaccino come canzone loro!! Eheh.
(bist - Marzo 2002)

Voto: 7