MANTRAM
Silent Steps Outside
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 47 min
Genere: crossover/rock
Nel 2001 tre compagni di scuola uniscono le loro forze e la loro voglia
di musica per dar vita al progetto Mantram, inizialmente per
coverizzare i loro gruppi preferiti e poi, con l'entrata nel gruppo di
Giovanni alla solista, per cominciare a fare le cose ancor più sul
serio e buttar giù pezzi propri.
Dal 2002 ad oggi sono diverse le esperienze in studio (due
demotape) e le numerose soddisfazioni in ambito live, come la doppia
vittoria al festival Scuola Sounds Good o la partecipazione alla festa
di Liberazione in Piazza di Porta San Giovanni a Roma. Agli inizi del
2007 i quattro entrano in studio per la registrazione del primo vero e
proprio full-length album, questo "Silent Steps Outside", prodotto da
Stefano Toni, che vede finalmente la luce nel Settembre dello stesso
anno.
Tocca a "The Torture" aprire le danze: brano potente, impetuoso,
dalle chitarre robuste e taglienti e dalla ritmica saltellante, precisa
e coinvolgente. Buone le vocals e l'interpretazione da parte di
Daniele, anche chitarrista, linee vocali nette, personali, pregne di
una carica emotiva notevole, sorretta in più di un occasione da
buonissime seconde voci e cori. Brano, questo, che si sviluppa e
concretizza in poco più di tre minuti, che però risultano esaustivi ed
esemplificativi di un modo di approcciarsi alla musica realmente
convincente.
"Help Me" e "Spitting Blood" spingono ancor più sull'acceleratore,
passando mirabilmente da cantati in puro stile rap a partiture
nu-metal, a fraseggi più propriamente rockstyle a netti e precisi
richiami metal, il tutto senza patire particolari passaggi a vuoto, ma
anzi, riuscendo in più di una occasione a rendere il tutto personale ed
ispirato. Sono così tante le influenze riscontrabili nelle sonorità dei
Mantram, che in certi frangenti diviene anche strano e difficile
riuscire a collocarli in un determinato e netto genere musicale, cosa
questa a loro deciso favore.
Una ritmica particolarmente martellante ed un ritornello che ti si
pianta veramente in testa, caratterizzano in maniera assoluta "Subborn
Society", dove le chitarre dure ed avvolgenti introducono agevolmente
brevi e netti stacchi atmosferici; la rabbia lascia quindi il posto a
cantati leggermente più pacati, sentiti e personali. Bravi.
Nette reminescenze nu-metal e crossover fuoriescono durante
l'intero ascolto di "A Day Like the Others", quinto brano in scaletta;
dove il lavoro delle chitarre si fa ancora più articolato e la
prestazione vocale di Daniele, raggiunge picchi inaspettati. Da
menzionare l'ottimo ed immenso lavoro dietro le pelli di Laura,
precisa, potente e particolarmente ispirata. Con "Wintershadows"
l'impeto e la furiosa carica live dei nostri tende ancora ad aumentare;
grazie al buonissimo lavoro delle due asce, alla ritmica ancora una
volta incalzante e scorrevole ed ai bellissimi ritornelli in crescendo,
carichi di malinconia e passione. Brano, questo, assolutamente sopra la
media.
"God=Fate", ci pone di fronte al lato prettamente più rock dei
Mantram, che pur non perdendo di vista la potenza e la carica esecutiva
sin qui dimostrata, riescono a disegnare partiture decisamente più
aperte ed orecchiabili, che tanto ricordano certo rock moderno
d'oltreoceano.
Le canzoni si susseguono incessantemente, la carica esecutiva ed
emozionale non tende a scemare, ma si pone sempre su livelli molto alti
ed al di sopra della media odierna; quasi nulle le cadute di tono ed
impercettibili i piccoli passi falsi che, pur non mancando, non
inficiano in alcun modo il lavoro dei nostri; che da par suo continuano
a sfornare pezzi godibili, avvolgenti e musicalmente azzeccati. Netti i
richiami grunge di "My Damnation" o le evidenti assonanze crossover di
"Game Over", che tanto ricordano i sempre troppo sottovalutati One
Minute Silence.
Sicuramente più vicine al metal ed all'hard-rock più sanguigno
risultano invece essere "Irrational Anger"e "Kill Me", seppur le linee
vocali, anche in questa occasione, rendano il tutto decisamente più
personale e meno catalogabile.
Eccoci infine arrivati ad "Out" e "Broken Keys", i pezzi che vanno
valorosamente a chiudere questo "Silent Steps Outside", primo lavoro
dei laziali Mantram, e lo fanno mettendo in bella mostra tutto quello
che è il repertorio del gruppo. Un repertorio fatto di chitarre
robuste, personali, decise e ben suonate; batteria e basso sempre ben
presenti, precisi, netti e dalla buonissima carica esecutiva; e dalla
voce, i cantati e le linee melodiche di Daniele, molto personali,
avvincenti e mai troppo catalogabili, che riescono a donare al tutto
quel non so che in più, capace di innalzarne paurosamente la media
finale.
Una timbrica ed un modo di cantare che riescono a rendere
veramente personale la scelta musicale dei nostri, arricchendo e
affinando tutto quello che già di per se sembra avere immenso valore.
Spero vivamente che i Mantram non risultino essere un'altra tra le
tante realtà musicali nostrane che pur avendo le possibilità
tecnico-compositive, la voglia ed il giusto spirito rimangono poi
inespresse per la noncuranza e la "disattenzione" delle label italiane.
Speriamo tutti insieme.
(Pasa - Maggio 2008)
Voto: 8
Contatti:
Mail: infomantram@virgilio.it
Sito internet: http://www.mantram.eu/