MANOWAR
The Triumph Of Steel
Etichetta: Atlantic
Anno: 1992
Durata: 79 min
Genere: Heavy Metal
Dopo "Kings Of Metal", RossTheBoss ha lasciato i ManowaR per rifarsi una vita nuova con i suoi ex Dictators. Contemporaneamente Scott Columbus e` obbligato a lasciare per poter accudire al proprio figlio, gravemente malato di nonsisacosa. Prendono il loro posto 2 sconosciuti nel mondo dell'Heavy Metal: David Shankle alla chitarra e Rhino alla batteria. Il primo purtroppo mi e` sempre sembrato un po' uno scarpone: su disco e` perfetto, ma dal vivo sono piu` le stecche che le robe giuste che azzecca, ma per questo vi rimando alle rece dei bootleg. Il secondo invece si rivela un vero portento, una delle colonne principali di questo disco.
Ma cominciamo a parlare del disco: tutto il songwriting ora e` in mano a Joey che, in 4 lunghi anni di lavoro, ha preparato delle belle sorprese. Infatti in questo TTOS c'e` una lunghissima canzone/concept incentrata sulla vita di Achille: la canzone dura 28 minuti ed e` un grande contenitore per 8 pezzi collegati l'un l'altro. Il lavoro e` apocalittico, ma il risultato e` una bomba! Di questi 8 capitoli 3 sono strumentali, uno dei quali e` il solito assolo sbrodolone di Joey, uno un pezzetto lento (la marcia funebre di Patroclo) e uno e` un F-A-N-T-A-S-T-I-C-O assolo di Rhino! Geniale! Favolosooooo!!! I soliti spaccaminchia eretici e disertori dicono che questo assolo e` una merda e bla bla bla bla... non credetegli! E` di una potenza allucinante, ogni volta che lo ascolto mi viene la pelle d'oca! Rhino e` veramente un signor strumentista che si fa rimpiangere oggigiorno che e` tornato Scott. In totale questa suite e` veramente un gran bel pezzo di canzone (la mia parte preferita e` l'ultima, "The Glory Of Achilles") e basterebbe solo questa per fare un ottimo album. Ma in questi 4 lunghi anni di attesa i ManowaR non ne hanno scritta solo una di canzone buona. Quasi tutto il disco si mantiene su livelli altissimi.
Nel disco c'e` la mitica "Metal Warriors", vero urlo di battaglia generazionale contro tutti i fottuti piagnucoloni e fighette del mondo del metal. "Whimps and posers, LEAVE THE HALL!!". Peccato che questo favoloso pezzo sia stato nelle scalette dal vivo solo per il tour di TOS... davvero un peccato! Stesso destino e` capitato a uno dei pezzi migliori del disco, "Ride The Dragon", dove sembrerebbe che Shankle sia il dio della chitarra incarnato in un pacioccone metallaro.
Fortunatamente "Spirit Horse Of The Cherockee", dedicata agli amici Indiani d'America, e` stata ripescata per il tour appena conclusosi. Questa e` la classica canzone da far cantare al pubblico in sede live, visto che e` un pezzo principalmente per batterista e cantante.
Fra un pezzo ottimo e uno fantastico troviamo una appena appena sufficiente "Burning", una canzone cupa e leeenta e peeesante, al limite del dupallic metal. E` uno dei pezzi dei MR che mi piace di meno.
Sappiamo che i finali dei dischi sono sempre in crescendo, e infatti troviamo come terzultima canzone "The Power Of Thy Sword", dove l'epicita` ritrova piede nelle storie alla JoeyDiMaio. Questo pezzo favoloso sfocia in un'altra canzone al limite della perfezione: "The Demon's Whip". Qui la rabbia si fa spazio in tutto l'universo musicale portato nello stereo da questi 4 americanacci. Veramente un pezzo unico, mi sarebbe piaciuto vederlo dal vivo, ma penso non l'abbiano mai proposta per evitare cadaveri nel pogo. La mia fanciullezza pensava ora che ci sarebbe stato un pezzo supermegafavoloso, come solito nei finali dei ManowaR. La delusione e` stata altissima quando al posto di ascoltare chitarre fumanti e batterie schiacciasassi sento solo una chitarrina acustica che accompagna un dolcissimo Eric Adams. Povero gigi... "Master Of The Wind" di per se` e` carino, ha un testo veramente azzeccato incentrato sulla mitologia nordica (il "Master of the Wind" sarebbe Odino)... ma lascia l'amaro in bocca, e l'amaro non e` il liquore.
Ascoltate il disco e non ve ne pentirete. E vi lascio con un pezzetto di "Metal Warriors":
IF YOU'RE NOT INTO METAL, YOU'RE NOT MY FRIEND!
HEAVY METAL OR NO METAL AT ALL!
WHIMPS AND POSERS, LEAVE THE HALL!!!
(gg - Gennaio 2003)
Voto: 10
Il disco piu' difficile e duro realizzato dai nostri Re. Ho faticato
abbastanza per assimilarlo, ma a un certo punto ha cominciato a
piacermi. La suite di Achille e' stata per mesi la colonna sonora
delle mie docce mattutine, e la batteria di Rhino ha fatto scrostare
l'intonaco del mio bagno. Questo disco e' per i Manowar quello che
"Invictus" e' per i Virgin Steele: epic metal duro e incazzato come
il granito.
Un album ostico, ripeto, ma da rivalutare.
(Mork - Gennaio 2003)
Voto: s.v.
Incredibile ma vero! Dopo un disco che ha avuto un grande successo commerciale in virtù di canzonette facili e di un atteggiamento 'esagerato' (a tratti ridicolo), per chissà quale motivo i Manowar sono riusciti nuovamente ad equilibrare 'le troppe cazzate dette' con 'tanta musica di qualità'. Se è vero che "Kings Of Metal" dopo alcuni ascolti inizia ad annoiare e provocare sbadigli (parlo per me... ma non solo...), lo stesso non è stato per questo disco. Degli album più recenti è quello che ha meno polvere nello scaffale, segno che mi esalta un sacco e che adoro ancora ascoltarlo! Finalmente di nuovo canzoni Epiche, non come nel passato, ma il risultato è notevole! Rhino è eccelso (Scott poteva pure rimanere in prigione se sono vere le voci che ho sentito... non l'avrei rimpianto), questo è il disco più potente e 'Speed' dei Manowar, il più Epico dopo "Sign Of The Hammer". Purtroppo è stato anche il 'canto del cigno', l'ultima dimostrazione di stile. Concordo su alcuni brani un po' noiosi... per questo motivo non gli darei mai un dieci!
(Muad'Dib - Febbraio 2003)
Voto: 9
Questo album mi è piaciuto a metà, infatti la suite di Achille non mi ha per niente convinto ed entusiasmato, per fortuna che le altre canzoni hanno risollevato la qualità del disco.
(metalchurch - Febbraio 2003)
Voto: 7