MANOWAR
Kings Of Metal

Etichetta: Atlantic
Anno: 1988
Durata: 42 min
Genere: Heavy Metal


Questo e` purtroppo l'ultimo album con la formazione classica: dopo di questo Ross The Boss lascia la corazzata ManowaR che ci ha accompagnati per questi 6 album e se ne tornera` all'ovile di partenza, i Dictators. Ross e` stata una di quelle persone coraggiose che ha avuto le palle di andarsene nel momento di massimo splendore della band, inteso non come qualita` (i dischi preferiti da gran parte dei Defender me compreso sono sempre i primi 4), ma in quanto a successo commerciale. Dopo il boom avuto con "Fighting The World", ora i ManowaR sono davvero i Re indiscussi del metallo, e sono entrati definitivamente nel circuito mainstream.
Non fraintendetemi, questo album non e` assolutamente una merdina o una cazzata commerciale, anzi, tutt'altro; se con questo sono saliti definitivamnte sul trono dei Re ci sara` pure un motivo: le parole d'ordine per questo disco sono come al solito casino, epicita` e furia. E proprio con la furia aggressiva delle potenti Harley Davidson si apre il disco. "Wheels Of Fire" e` una di quelle canzoni da sparare a mille mentre si sta correndo in macchina... non mi stupirei se qualche campione di F1 dicesse di ascoltare questa canzone mentre va in giro con 400 cavalli sotto il culo! Dopo di questa si passa immediatamente alla consacrazione effettiva: la title-track e` subito qui a seguire, e d'ora in avanti sara` sempre suonata live.
Dopo di questo arriva il classicone lentone che conoscono anche i muri, poserazzi compresi: "Heart Of Steel". La prima parte, suonata con il piano e con un Eric Adams particolarmente melodico, la fa sembrare una ballad strappalacrime come se ne sentono tante (e pure troppe) in giro. Fortunatamente non e` la canzone tenera che vuole la gente e ben presto si trasforma in una bella e pesante canzone nel piu` classico stile ManowaR. Molto importante anche il testo, scritto da Joey quando gli avevano detto di essere una persona con un cuore di acciaio: a tutti loro e` dedicata questa canzone, a tutti quegli scassapalle che non credono nei Re.
Arriva la sbrodolata di Joey con una rivisitazione di un famoso pezzo di classica: "Sting Of The Bumblebee" nella versione ManowaR e` stata usata anche parecchi anni fa per la pubblicita` della Golf. Prendete in mano le vostre vecchie VHS per credere.
Ma ora arriva il pezzo che ha lasciato tutto il mondo di merda, tanta e` l'epicita` che ne sgorga! "The Crown And The Ring" e` un pezzo solo per organo con tanto di lunghissimi e classicissimi cori. Ma niente e` fatto in studio, il tutto e` stato registrato niente popodimeno che nella St. Paul's Cathedral a Londra (quella dove vi sono sposati Carlo e Diana per intenderci, quindi mica ciccia e brufoli), con l'ausilio del coro originale della cattedrale. Se vedete la VHS "Secrets Of Steel" potete notare alcuni momenti salienti della registrazione, soprattutto quelli riguardanti le parti del coro, dove un fighissimo Joey in canottiera nera dirige l'elegantissimo coro in giacca e cravatta. L'epicita` non ci lascia cosi` di soppiatto ma si protende nella successiva "Kingdom Come", altra prova fantastica di Eric.
Si sa che pero` i Re sono incontentabili, e proprio in questo momento ci regalano la loro migliore perla di Saggezza, la canzone che rimarra` per sempre nella storia dell'Heavy Metal di tutti i tempi. Sono poche le parole che si possono sprecare per "Hail And Kill", che forse forse e` il loro pezzo piu` conosciuto al mondo; questa canzone si sente sulla pelle, si ascolta con i martelli protesi in aria e si vive nel cuore. Impariamo da loro.
Per chi ha la versione su CD, inizia ora la bellissima "Pleasure Slave", inno del puro maschilismo maschile. La musica non e` nulla di complicato ne` trascendentale, questa e` un'altra di quelle canzoni da mettere in pratica per tutta la vita "woman, be my slaaaaveeeeeeeee" si sente gridare per gran parte della canzone!
"Grandfather, tell me a story..." e adesso che cazzo c'entra un bambino in una canzone dei ManowaR? Niente, e infatti "The Warrior's Prayer" non e` una canzone, e` un racconto. Il bambino chiede al nonno di raccontargli una favola e lui gli racconta di quando era giovane e vide il mondo venire conquistato da 4 guerrieri venuti dai 4 angoli della Terra, ai quali le popolazioni del mondo giurarono fedelta` con la preghiera del guerriero:
Gods of War I call you
my sword is by my side
I seek a life of honor, free from all false pride
I will crack the whip with a bold mighty hail
cover me with death, if I should ever fail
Glory, Majesty, Unity
Hail, Hail, Hail.

Alla fine il bambino incauto incappa nell'errore piu` grave della sua vita e chiede al nonno: "chi erano questi 4 uomini?" "Who were they?" risponde il vecchio, "they were the Metal Kings!!"
TARANAAA TARANNAA TARANAAAA!! UUUUUAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!! BORDELLOOO!!! Si scatena cosi` l'ultima canzone, "Blood Of The Kings", un concentrato di potenza e velocita` da far accapponare la pelle! Forse il tentativo e` quello di seguire la strada di "Black Wind, Fire And Steel" dell'album precedente, visto il finale dalle lunghe distorsioni e suonato a caso da tutti quanti! Il testo non e` nient'altro che una citazione di tutte le loro piu` famose canzoni.
Conclusioni? I ManowaR sono i Re del metallo e questo disco non vi puo` mancare. Punto.
(gg - Dicembre 2002)

Voto: 9.5



Questo e' l'album con cui i guerrieri conclusero la loro lunga campagna che li porto' dritti sul trono del Metal. Fu con questo disco che divennero i nostri Re, e da allora ci governano con polso fermo e decisioni sagge. Puo' esser vero che l'intento delle canzoni qui e' piu' commerciale che non nei primi quattro dischi, ma se tanto mi da tanto... Non c'e' un pezzo che non mi piaccia in questo disco, sinceramente faccio fatica a sceglierne uno sopra tutti. Forse "Hail And Kill", che mi fa venire le lacrime agli occhi ogni volta che sento le sue note risuonare in un locale... L'effetto di questa canzone e' sempre una bolgia di sbevazzoni birraioli che si risvegliano dal loro stupore alcoolico e scattano in piedi facendo il segno del martello (e facendo rotolare rovinosamente a terra le loro donne). Mamma mia che roba!!
Un album epocale, che tutti i metallari conoscono. O lo si odia o lo si esalta.
"Gods of war I call you..."
(Mork - Dicembre 2002)

Voto: s.v.



Forse questo è l'ultimo album di valore realizzato dal gruppo, produzione ad alti livelli che rendono il suono ancora più potente e trascinante, un ottimo album.
(metalchurch - Gennaio 2003)

Voto: 9.5



Ecco qua... come al solito tocca a me fare il rompicazzo, la 'campana stonata'! Il mio è il commento di un Epic Metaller incallito ed il giudizio è puramente personale, tutto qui. Questo disco è stato fin troppo sopravvalutato, per me è autocelebrativo (cioè... se i Manowar pretendono di essere i 'Re del Metallo' non è detto che io debba crederci... ci sono tante altre band che meritano 'sto titolo prima di loro). Le liriche sfiorano in più occasioni il ridicolo ('when other bands play Manowar kills'... ma per favore...), le canzoni buone ci sono, non così tante da farne un capolavoro. Questo è forse l'album meglio riuscito di Classic Metal dei Manowar (non il migliore della Storia del Metal), non so perché ma non mi ha mai fatto impazzire nemmeno quando avevo 16 anni, a 27 ancora meno, soprattutto perché molti nuovi fan dei Manowar conoscono e 'glorificano' solo ed esclusivamente questo disco. L'Epic Metal? Cercare nelle produzioni dal 1984 in giù... qui non ce n'è ombra...
All Hail Epic Metal! Down the Poser Kings...
(Muad'Dib - Febbraio 2003)

Voto: 8.5



Considero i Manowar un gruppo di ottimi musicisti, autore negli anni di buone prove e di altre meno e lascio ad altri ogni considerazione di carattere "etico"... Bene, per me questo "Kings Of Metal" è un bellissimo disco di heavy metal dai contorni epici. Le canzoni sono mediamente tutte molto belle, sia quelle più tirate che quelle più cadenzate... per non parlare del lento (la celebre "Heart Of Steel"). Mi è sempe piaciuta poco "Kings Of Metal", ho sempre apprezzato in modo particolare - non so perché - "Kingdome Come". Chi cerca un bel disco metal con questo album avrà pane per i suoi denti. Detto da uno che per i Manowar non ha mai sbavato e che nelle lotte tra dei del metallo non ha mai riposto alcun interesse!
(Linho - Aprile 2003)

Voto: 9