MANIMAL
Eros & Thanatos

Etichetta: Jerkov Musiques
Anno: 2004
Durata: 45 min
Genere: thrash/death metal


Questo interessante gruppo francese riunisce in sé membri di altre band dedite ad altro genere: gli Psykup ed i Leden. I cinque ragazzi ci tengono a mettere bene in chiaro come, pur suonando un buon connubio tra death, thrash e hardcore, non utilizzino nei loro testi esplicita violenza fine a se stessa e temi tratti da estreme ideologie. Questo fa loro onore.
"Take Me" apre il lavoro. Ci troviamo innanzi ad un buon thrash moderno, senza arte ne parte, con le chitarre pesanti e molto secche e con l'interessante alternarsi tra le vocals pulite e le screaming ruvide.
Chitarre leggermente più cadenzate introducono "Les Alles", dove bei cambi d'intensità tra la strofa ed i bridge melodici , numerosi stacchi, parti più dissonanti ed altre atmosferiche, mettono in risalto la notevole capacità tecnica dei nostri; in primo piano la grande versatilità di Ju alla voce, che riesce benissimo a miscelare le parti più aggressive con quelle più calme e melodiche. Particolare inoltre, e da me sempre apprezzato, l'utilizzo della lingua madre, il francese che, devo dire con enorme sincerità, ben si adatta alle metriche dei brani, non risultando ostico ad un primo ascolto e donando poi una strana melodia ai finali di frase e strofa, seguendo più volte gli stessi accenti musicali. Davvero un buon pezzo.
"Dead Meat" è un pezzo molto più tirato ed aggressivo rispetto ai precedenti, che sviluppandosi risulta articolato e dalle molte facce; break, bridge melodici lasciati al basso e notevoli balzi d'atmosfera, dove, grazie anche alla voce tornano in mente i grandi Faith No More; anche in questo caso escono fuori prepotentemente le doti tecniche e compositive dei cinque francesi. A tal proposito grandi i chitarristi sul break centrale, fautori di ritmiche precise, accurate ed allo stesso tempo tirate ed aggressive, così come buona la performance del batterista, Brice, con i suoi tempi ricercati e sincopati.
"Lu Et Approuvé" è un altro buon brano thrash/death , ancora più veloce e brutale, e dove le ritmiche ancora una volta risultano articolate e spazzate.
L' aggressività quindi cede un po' il passo, lasciando via libera ad una certa voglia di sperimentazione in "Break". Soprattutto in appoggio ai cantati puliti, dove le ritmiche si fanno, in più occasioni, pacate e ricercate; tutto questo sino a metà pezzo, quando poi il tutto riesplode e riacquista energia . Particolare.
"Eros & Thanatos" è il sesto pezzo e la title-track. Un lieve solo di chitarra con arpeggi in appoggio, apre il brano, che poi va a sfociare nuovamente in un assalto thrash. Particolare e suggestivo il netto contrasto tra le strofe leggere, suadenti, rette da buoni arpeggi ed i successivi bridge e ritornelli, lasciati in balia della furia e della veemenza, sempre e comunque molto controllate e ben congeniate.
"Talk" e "Né Pour Tuer" sono due buoni brani, tirati, potenti, talvolta cadenzati e dal lento incedere. Scorrono entrambi molto velocemente, senza lasciar traccia, ma anche senza risultare noiosi o fuori contesto. In qualche occasione il timbro vocale di Ju stucca un po', forse per la sua eccessiva voglia di giocare su note alte e ficcanti.
Veniamo quindi ad uno dei pezzi più belli di questo lavoro, "Die Hard". Le strofe sono stupende, ritmicamente intricate e molto particolari, così come le parti più dure dove non si perde mai il tiro ed il piglio. A livello ritmico tutto il brano risulta decisamente difficile ed intricato, grazie anche e soprattutto alla buonissima prova di Brice.
"Je Te Saigne" non fa altro che proseguire il discorso intrapreso in precedenza, aggiungendo al tutto cambi improvvisi e tecnicamente ineccepibili. In questo caso la voce viene di nuovo un po' a mancare. Sottigliezze.
Chiude questo pregevole lavoro dei Manimal "The Dark Half"; inizialmente le ritmiche sono quasi death, poi l'atmosfera cambia radicalmente, il cantato è ai limiti del rap, anche se tirato all'inverosimile, risultando quindi monocorde e perdendo profondità. Da segnalare il break centrale,acustico e molto intenso. Le chitarre in questo ultimo pezzo sembrano essere molto più pesanti che in altre occasioni e si ha, a parer mio, un'eccessiva ricerca di cantati dalle tonalità alte ed acute che non fanno altro che rendere il tutto un po' pacchiano.
Sono rimasto piacevolmente colpito dai Manimal e dal loro primo lavoro in studio, un gruppo tecnicamente sopra la media, dove non spicca nessun strumento in particolare ma si cerca di far fuoriuscire il gruppo tutto. Le canzoni pur essendo di difficile approccio e bisognose di più ascolti, non sono però fini a sè stesse, riuscendo ad essere in più occasioni melodiche e facilmente memorizzabili. Talvolta è proprio questa enorme voglia di non risultare ruffiani che complica loro un po' la vita, spingendoli ad una continua ricerca del particolare che in taluni momenti fa perdere loro il filo della matassa. Comunque bravi e meritevoli di assoluto ascolto.
(Pasa - Maggio 2006)

Voto: 7


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