MANES
Under Ein Blodraud Maane
Etichetta: Hammerheart Records
Anno: 1999
Durata: 73 min
Genere: Black Metal
Questo è un viaggio nell'oscurità e
nel marcio
più totale...è un CD molto ben suonato e
cantato da persone che come pochi
altri sanno trasmettere delle
sensazioni bastarde e feeling oscuri grazie
anche ad una produzione
volutamente scarna ed essenziale. E' come se in
"Transilvanian Hunger" dei Darkthrone o in "Nattens Madrigal" degli Ulver ci
fossero delle tastiere suonate in maniera aggressiva e non
utilizzate, come nel cosiddetto "Black Melodico", come semplice
sottofondo.
Il CD inizia con "Min Trone Star Til Evig Tid", un lungo
urlo campionato di Cernunnus che dopo un minuto e mezzo sfocia in un muro sonoro
di guidato dalle tastiere - non ho mai sentito delle tastiere usate in
maniera così evocativa (altro che Dimmu Borgir!) - e, dopo una breve
pausa, l'assalto continua con un bel solo di tastiera (breve, peccato) nel
mezzo. Segue poi "Maanes Natt", canzone cadenzata cantata con
sofferenza e ritmata da una batteria (quasi sempre) sparata.
La caratteristica di questo CD è che i Manes mantengono sempre
un'atmosfera molto opprimente sulla loro musica senza un attimo di
cedimento, come ad esempio nella terza canzone "Uten Liv Ligger Landet
Ode". E' difficile descrivere questo pezzo: la batteria non è
velocissima, pur essendo estremamente precisa (Cernunnus è
un
metronomo, o è parente della dea Kalì dalle otto braccia :-)))), le
chitarre invece partono veloci e poi rallentano... per poi arrivare
a "De Morke Makters Dyp", per me il loro capolavoro: una canzone
dai tempi sostenuti con le tastiere che sembrano
ora accompagnare, ora lottare con le chitarre distorte per sottolineare la
voce gracchiante e sofferente di Sargatanas.
Segue poi "Under Ein Blodraud Maane", che malgrado il titolo è
l'unica canzone col testo in inglese che mi ricorda un po' "Call
From The Grave" dei Bathory, con la differenza che questa preghiera va verso
il basso... lo stile di questa canzone e della successiva "Til Kongens Grav De
Dode Vandrer" non si discosta da quanto ascoltato
finora, pur senza annoiare, anzi sorprendendomi per la compattezza
sonora di questa opera.
Oltre ai già citati lavori di Darkthrone e
Ulver,
i paragoni che mi vengono in mente (come compattezza sonora, lo stile
musicale di questi capolavori è unico ed inimitabile) sono:
Immortal ("Pure Holocaust"
e "Battles In The North"), Enslaved ("Vikingligr Veldi's" - per me uno dei loro
migliori lavori, ne riparleremo), Burzum ("Hvis Lyset Tar Oss"), ed il
primo mitico lavoro dei Dodheimsgard ("Kronet Til Konge" - riparleremo anche di
questi due ultimi artisti che ho citato).
Alle canzoni in studio seguono 5 pezzi presi dai demo incisi negli
anni 1993, 1994 e 1995 (anche se sul retro copertina è riportato diversamente). Ci
sono 4 delle canzoni già sentite (in una versione ancora più grezza) con
l'aggiunta di "Dansen Gjennon Skuggenheim",
canzone caratterizzata dall'uso della doppia voce e accompagnata
dalle tastiere più melodiche del CD, senza però sfigurare nei confronti
degli altri pezzi presenti.
Forse non è un disco per tutti, anzi... penso che a certi ragazzini
che
portano t-shirts dei Dimmu Borgir o dei Cradle Of Filth questo lavoro
risulti parecchio indigesto...
I Manes sono, nelle prime 6 canzoni (già
pubblicate nel 1998) Sargatanas (alla voce) e Cernunnus (effetti vocali e tutti
gli
strumenti); negli altri 5 brani (presi dai demo del 93/94/95) suonano
Tom (fondatore poi dei Bloodthorn) e Skei (fondatore
poi dei Suffocation
norvegesi, poi diventati gli schizoidi Atrox).
Nel 1999 i Manes hanno
reclutato: Eivind (Atrox - chitarra), Krell
(Bloodthorn - basso), Knarr (membro di
entrambi i gruppi - batteria)
e Pilson (si dice sia un ex dei 3rd And The
Mortal - tastiere) ed hanno
iniziato a comporre l'album "Vilosophe" che uscirà
per la Code 666 (si spera nel corso del 2003).
(Equimanthorn - Settembre 2002)
Voto: 9
Sì, veramente un bellissimo CD! La cosa che ho gradito maggiormente sono
state le tastiere, usate in maniera superba, e che restituiscono un feeling gelido
e lugubre. Tutto è perfetto in questo lavoro... cazzo, questo è vero Black Metal!!!
(Randolph Carter - Novembre 2003)
Voto: 9