MALEVOLENCE
Dominium
Etichetta: Danger
Anno: 1996
Durata: 50 min (esclusa la ghost track)
Genere: death/gothic
"Dominium" è il primo album dei Malevolence, un quartetto all'epoca composto da Rui Capitão (basso), Carlos Cariano (voce, chitarra ritmica e principale compositore), Nelson Agostinho (batteria) e Luis Lacerda (chitarra solista). Questo gruppo provenie dal Portogallo, uno stato che non ci ha mai regalato un gran numero di gruppi, anzi. Vedere un gruppo metal venire da là è sempre una mezza sorpresa.
Lo stile di questo album è un death/gothic con varie altre influenze. Le ritmiche sono quasi tutte di stampo death metal, idem per la voce in growl. I tempi però spesso sono lenti, qua e là emergono vari spunti doom, e le atmosfere sono molto cupe ma non violente. Insomma, se la base death metal è innegabile, va detto che non si tratta del classico album che evoca sangue e violenza, ma di un album che evoca tristezza, odio e rassegnazione.
Il CD contiene 10 tracce, di cui la prima è una breve intro. Alla fine ci sono dei minuti di silenzio seguiti da una ghost track composta da voci e percussioni (nacchere e altro), nulla di che. I Malevolence cercano di fare qualcosa di originale nelle loro canzoni, inserendo qualche elemento atipico qua e là. Ci sono delle tastiere, delle voci effettate e qualche soluzione stilistica strana, come l'uso di alcune melodie arabe. In vari punti alle ritmiche cupe e distorte viene affiancata una chitarra meno pesante e melodica, non si tratta di veri assoli, ma di melodie di accompagnamento. Fin qui può sembrare tutto ok, ma non è così. Il problema è che alla fine le canzoni risultano piatte. La voglia dei Malevolence di fare qualcosa di personale è apprezzabile, il problema è che falliscono nelle cose basilari, ossia nelle ritmiche. Buona parte dei riff sa di già sentito, e la batteria è veramente monotona. Il risultato è che la base delle canzoni fa quasi addormentare, così quando arrivano le soluzioni interessanti non si ha l'attenzione necessaria per apprezzarle in pieno.
Anche la produzione ha il suo peso. I suoni sono veramente mosci e spenti, non riescono ad incidere. La confezione è carina, con un buon disegno di copertina. Il libretto contiene i testi nella parte in bianco e nero, mentre nella parte a colori risulta praticamente illeggibile, coi caratteri gialli su sfondo verde... bah.
Insomma, questo album lascia l'amaro in bocca. Ci sono varie cose interessanti, ma tutto finisce per cadere nella mediocrità grazie a delle ritmiche e a dei suoni modello valium. Peccato, le idee per fare qualcosa di buono c'erano, ma il risultato finale fa finire questo CD nella pila del dimenticatoio. E' veramente difficile ascoltare questo album senza perdere l'attenzione. Non fa cacare, fa semplicemente addormentare.
(teonzo - Giugno 2004)
Voto: 6