MAJESTIC DOWNFALL + ANSIA
Split
Etichetta: Solitude Prod.
Anno: 2008
Durata: 58 min
Genere Majestic Downfall: doom/death metal
Genere Ansia: funeral doom
Nel corso degli anni, l'etichetta russa Solitude si è guadagnata una
discreta fama tra gli amanti del doom metal, con una predilezione per
le sue sfaccettature più deprimenti. Una fama più che giustificata,
visto il valore delle sue pubblicazioni. Io stesso ne ho commentate in
gran numero, e giuro di non averne ascoltata una che potesse
considerarsi trascurabile.
E' quindi con soddisfazione che mi sono apprestato agli ascolti di
questo split, tra i messicani Majestic Downfall e gli italiani Ansia:
due gruppi che interpretano in maniera profondamente differente il
medesimo genere.
La copertina di questo CD è astratta, giocata su tutta una serie
di colori, con una predominanza del rosso. Il libretto di otto pagine
contiene tutti i testi, e le informazioni relative ai gruppi ed alle
registrazioni. Come di consueto, quando si ha a che fare con la
Solitude, ci troviamo di fronte ad un artwork professionale, senza
difetti.
La prima parte dello split spetta ai Majestic Downfall. In realtà,
ho usato il plurale a sproposito in quanto si tratta di una
one-man-band. La mente di questo progetto è Jacobo Cordova, di
Queretaro in Messico, già attivo per dieci anni con gli Antiqua, e al
lavoro con Ticket To Hell. Majestic Downfall ha mosso i suoi primi
passi nell'agosto del 2006, e nel 2007 ha pubblicato il demo "The First
Abyss", e a seguire questo split con gli Ansia.
Jacobo Cordova fa tutto, ma proprio tutto, nei Majestic Downfall.
Si occupa di voce, chitarra, basso, batteria e tastiere. Solo i testi
li ha scritti un tale Mauricio Ramirez.
La sua parte di split è stata registrata ai Guest Room Studios,
che non so se si trovino in Messico o negli Stati Uniti. Infatti, a
quanto pare Jacobo ha formato i Majestic Downfall mentre si trovava a
Dallas, in Texas.
Sia come sia, è della musica che dobbiamo scrivere. La sezione di
questo progetto messicano è costituita da tre canzoni: "A Birds
Departure", "In An Ocean Of Fears" e "A Tear Of Understanding". Si
tratta di brani dal minutaggio limitato, considerato il genere: sette,
otto minuti per ciascuno. Quindi, niente tour-de-force interminabili
nei meandri dell'oscurità più assoluta. Ci troviamo di fronte a tre
canzoni agili, melodiche e vivaci, per quanto questi aggettivi possano
adattarsi al doom/death. Un doom/death legato alla tradizione del
genere, un po' nostalgico degli anni '90. Questo genere musicale è
interpretato da Jacobo con vero trasporto e passione, in un tripudio di
idee. Quindi niente riff interminabili che si ripetono per lunghi
minuti, e ritmiche soffocanti quanto minimali. No, qui il doom/death è
di facile ascolto, vuoi per i numerosi cambi di melodia, vuoi di ritmo,
fattori che ne rendono la struttura varia ed agevole.
La bontà della registrazione, e la professionalità dell'artista, non
fanno sembrare i Majestic Downfall una one-man-band. Le tre canzoni qui
presenti possono sembrare il prodotto di un gruppo fatto e finito, i
cui membri siano ben affiatati fra di loro. Eppure, tutto ciò che si
ascolta è stato realizzato dal solo Jacobo. Il quale si dimostra abile
a creare riff carichi di malinconia, di rendere più intense le emozioni
grazie alle note della tastiera, ed ad accompagnare il tutto con
precisione suonando basso e batteria. Il suo growling rende
comprensibili le parole dei testi, secondo me un po' privi di
significato, ma carichi di suggestione con i suoi richiami all'amore
defunto, al mare che tutto inghiotte, alle lacrime e alla desolazione.
Come ho scritto in precedenza, nonostante le tematiche funeree, il
songwriting è vivace e potrebbe venire incontro a tutti coloro che
apprezzino il doom, anche quello classico, ma che non riescano a
soffrire le interminabili dilatazioni del funeral doom, genere principe
della Solitude Prod.
Quindi, tre buone canzoni per una one-man-band nata solo nel 2006,
e quindi con tanto tempo davanti a sè per sviluppare meglio il proprio
stile (a volte un po' derivativo), ed acquisire esperienza.
La seconda parte del CD è ad opera degli italiani Ansia, da
Rimini. Il gruppo si è formato nella primavera del 2006, da un'idea di
Ruben (batteria, anche nei Black Holocaust), Steven (chitarre) e Ethere
(voce, basso, sintetizzatore). Con questa formazione, il gruppo ha
inciso le traccie presenti in questo split, con la supervisione di
Alessio Fagrelli (già session con Deinonychus), che ha aiutato il
gruppo suonando anche il piano nella prima delle tre composizioni.
Attualmente, Ethere ha lasciato il gruppo, ed al suo posto è arrivato M., già in Cervix, Sleeping Village e Blue Deers.
Per quanto riguarda le note discografiche, prima di questo split il gruppo ha realizzato un demo, "I", mai pubblicato.
Ecco, il doom proposto dagli Ansia è diametralmente opposto a quello di
Majestic Downfall. Tanto vivace, agile e quasi "catchy" il primo,
quanto lento, disturbante, interminabile e distruttivo il secondo. Le
tre composizioni degli Ansia, denominate "Part I", "Part II" e "Part
III", sono funeree e disperate. Era tempo che non mi capitava di
ascoltare musica del genere, suonata da una band italiana. E si tratta
di composizioni di prima qualità, che funzionano prese singolarmente,
ma che possono essere godute nella loro completezza solo se ascoltate
una dopo l'altra. I testi, in italiano, sono particolarmente
suggestivi, e legano con la tristezza infinita della musica,
interminabile ed implacabile. La potenza è diluita in cambi di note
sporadici, e tutto è dilatato allo spasimo: ritmo, rifferama,
vocalizzi. Come scrivo spesso quando mi trovo di fronte a questo
genere, si tratta di una musica più da vivere che da ascoltare.
Ascoltando le tre composizioni con la giusta predisposizione d'animo, e
facile lasciarsi avvolgere dall'oscurità, e farsi trascinare in un
viaggio disperato, trasportati senza potersi muovere come un cadavere
sulle onde del mare. E il funeral doom sfocia quasi nel drone,
nell'ambient più oscura e nel postcore in occasione del secondo
movimento, solo strumentale: sicuramente una delle sezioni più sinistre
e deprimenti che abbia ascoltato negli ultimi tempi.
Gli Ansia si sono lanciati in un genere difficile, però hanno
prodotto tre canzoni di livello. Suonare questo tipo di doom è una cosa
ingrata, perchè pochi sono in grado di apprezzarlo e di capirlo. Ma
certe suggestioni sono impossibili da ricreare con formule musicali
differenti. Come Majestic Downfall, anche Ansia è un gruppo giovane. A
differenza però del primo, i secondo hanno già un suono molto
personale, sebbene difficile. Ma è proprio questo il punto di partenza
per creare qualcosa di unico, che sicuramente non porterà al successo
personale, ma che potrà conquistare un posto di rilievo nella storia e
nello sviluppo del genere. Gli Ansia sono agli esordi, ma proseguendo
per questa strada potranno dar vita a lavori artisticamente di rilievo.
Dunque, questo split tra Majestic Downfall ed Ansia non ha deluso.
Naturale. Ormai si potrebbero comprare le pubblicazioni della Solitude
a scatola chiusa! Acquistando questo CD, si ha l'occasione di ascoltare
due modi diversi di intendere il doom, ma anche la riprova di quante
potenzialità abbia questo fantastico genere musicale.
(Hellvis - Maggio 2008)
Voto Majestic Downfall: 7
Voto Ansia: 7.5
Contatti:
Mail Majestic Downfall: majesticdownfall@hotmail.com
Sito Majestic Downfall: http://www.majesticdownfall.com/
Mail Ansia: ansia_band@hotmail.it/
Sito Ansia: http://www.ansia-official.it/
Sito Solitude Prod. : http://solitude-prod.com/