MAHAVATAR
Go With The No!
Etichetta: Cruz Del Sur Music
Anno: 2005
Durata: 35 min
Genere: crossover
Sono convinto che esistano due modi, all'alba del 2005, per scrivere
della musica degna di attenzione: il primo consiste nel ripetere degli
schemi già esistenti, mantenendo un livello di qualità così elevato da
risultare comunque convincenti pur senza inventare nulla; il secondo è
quello di mischiare stili ed influenze diverse, creando così una
miscela personale ed efficace.
I Mahavatar sono una band che cerca, con risultati decisamente
incoraggianti, di imporsi nel mercato musicale utilizzando proprio
quest'ultima modalità.
Iniziamo con un po' di storia: la band nasce dall'unione di due
artiste di New York, la chitarrista di origine giamaicana Karla
Williams e una cantante israeliana di nome Lizza Hayson, che si
prefiggono di scrivere musica capace di rompere ogni schema, risultando
fresca e rivoluzionaria. Dopo un paio di fortunati demo, il duo viene
notato dalla nostrana Cruz Del Sur Music che offre loro un contratto.
Risulta difficile inquadrare in maniera precisa la proposta dei
Mahavatar, che riversano nella loro musica le più disparate influenze:
la pesantezza nel riffing dello stoner e di certo metal sudista, alcune
contaminazioni derivanti dall'hardcore e dal nu-metal, degli stacchi
funk, altri tribali, un pizzico di gothic e delle melodie
mediorientali. Ecco perché, volendo cercare una definizione da inserire
alla voce 'genere' credo che il termine più adatto sia 'crossover',
inteso in senso letterale come incrocio e fusione di stili
diversissimi.
Il brano che apre il disco, "Cult", lascia ben sperare sulla
validità di questo lavoro. Si tratta infatti di un pezzo pieno di
groove, caratterizzato dal riffing aggressivo e potente di Karla
Williams e dalla voce di Lizza Hayson, che alterna parti in growl a
voci pulite suadenti ma ben lontane dall'essere dolci e melliflue.
Si continua con un'altra traccia aggressiva, "By The Numbers",
dall'incedere vagamente hardcore che si evolve improvvisamente in un
brano cadenzato e melodico, accompagnato da interventi solisti della
Williams dall'inaspettato gusto classico.
Questi bruschi campi di stile diventano ancora più palesi in
"Raw", che fonde in un'unica canzone parti graffianti, influenzate dal
nu-metal, e parti che potrebbero essere tranquillamente contenute in una
ballad acustica. Sfortunatamente sembra essere questo l'unico limite di
questo lavoro: troppo spesso il desiderio di stupire l'ascoltatore, di
rompere gli schemi, spezzetta i brani in parti diversissime che non
riescono a conciliarsi come dovrebbero. Nel caso di "Raw" sembra
davvero che si tratti di due canzoni diverse, incastrate tra di loro a
martellate. Sicuramente se chiedessimo alla Williams il perché di
questa scelta, ci risponderebbe che questo è il loro rifiuto degli
schemi, lo stesso 'no!' che la band inserisce con enfasi nel titolo
dell'album; tuttavia credo che se il duo riuscisse ad amalgamare meglio
la sua proposta, pur senza rinunciare al suo caratteristico eclettismo,
la musica ne uscirebbe rafforzata.
L'album prosegue con un brano decisamente più lineare, "Open Your
Minds", che trova il suo punto di forza nelle belle linee vocali,
seguito da "Psychos", canzone un po' sotto tono per via di una
struttura troppo semplice e priva di mordente.
Dopo la buona "Deep Cobble" arriviamo a "Anger", un altro pezzo
interessante giocato in maniera vincente sui bassi slappati e sulla
batteria tribale, capace di mostrare come la sezione ritmica composta
da session sia in grado di suonare in maniera personale,
contribuendo alla riuscita dei brani.
A chiusura del disco troviamo l'ottima "The Time Has Come": una
composizione che riesce a fondere in maniera convincente riff rocciosi,
tastiere maestose, atmosfere gotiche e melodie orientali. Le evoluzioni
vocali della Hayson ricordano artisti del mondo arabo come Nusrat Fateh
Ali Khan.
Un lavoro decisamente interessante, quindi, per una band che
mostra una buona volontà di evolversi e di rompere gli schemi: da
tenere d'occhio!
(Danny Boodman - Marzo 2005)
Voto: 7.5
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Sito Cruz Del Sur Music: http://www.cruzdelsurmusic.com/