MAEL MÓRDHA
Gealtacht Mael Mórdha

Etichetta: Grau Records / Prophecy Prod.
Anno: 2007
Durata: 45 min
Genere: doom metal con influenze folk e epic


Giusto qualche mese fa avevo avuto modo di recensire gli irlandesi Mael Mórdha, autori di un doom metal dalle tinte folk che la band chiamava 'gaelic metal'. Il disco, "Cluain Tarbh", consisteva in una sorta di raccolta che sintetizzava la carriera del gruppo, attraverso le migliori canzoni tratte dai vari MCD pubblicati negli anni. In questa prima uscita ufficiale i Mael Mórdha si erano dimostrati una band interessante e degna di essere tenuta d'occhio, sebbene ancora con qualche acerbitą che impediva il definitivo salto di qualitą.
Arriva adesso, quindi, il momento di testare nuovamente lo stato di salute del gruppo, dato che, dopo aver stipulato un contratto con la Grau Records (una costola della Prophecy Productions), gli irlandesi tornano sul mercato con un vero e proprio full-length, che costituisce il loro debutto ufficiale.
Innanzitutto bisogna dire che l'etichetta tedesca ha fatto un buon lavoro, da parte sua, confezionando un lavoro appetitoso sotto ogni aspetto. La copertina e la grafica sono curate con attenzione e riportano un'immagine fantasy/mitologica, con un minotauro come soggetto e i colori freddi a farla da padrone. Allo stesso modo anche il suono č potente e chiaro, pur senza mai scadere nel patinato e nel laccato. Insomma, un packaging professionale sotto tutti i punti.
Arriviamo quindi alla proposta musicale della band che, in generale, non si discosta da quanto visto per la precedente uscita. I Mael Mórdha con questo CD si limitano a consolidare le loro caratteristiche specifiche, suggellando cosģ quello che č il loro stile.
L'apertura del disco č la perfetta esemplificazione di questo: "Atlas Of Sorrow" č un lungo brano di dieci minuti che irrompe in tutto il suo epico vigore a tracciare un solco verso l'affermazione di questa promettente realtą. Il pezzo viene inizialmente anticipato da una breve marcia guerresca giocata sul flauto di Roibéard Ó Bogail, che si occupa anche della voce e del pianoforte; poi perņ esplode in una deflagrazione di chitarre pesanti e di atmosfere nordiche. Decisamente uno dei pezzi migliori del disco.
A parte questa lunghissima apertura, i brani si assestano tutti intorno ai cinque, sei minuti e continuano a bilanciare elementi provenienti dalle diverse anime della band: da una parte, quindi, lo spirito guerriero e pagano della tradizione celtica e dall'altra l'oppressivo incedere plumbeo dei ritmi doom. Talvolta č la prima caratteristica a prendere il sopravvento, dando ai brani un taglio pił veloce e metallico: č il caso della pregevole "Curse Of The Bard" e della violenta "Godless Commune Of Sodom", due cavalcate guidate dalle voce di Ó Bogail, che alterna momenti pił puliti ad altri scanditi dal suo ruggito, simile per certi versi al Darren White di "Pentecost III" (parliamo degli Anathema, ovviamente).
In altre occasioni, invece, a dominare sono i momenti pił scuri e cupi, come nel caso di "The Struggle Eternal" e "Minions Of Mannamąn". Nella prima ritmiche malinconiche e meditative si mescolano a passaggi bucolici e naturalisti in cui, ancora una volta, domina il flauto, mentre nella seconda si fa molto pił presente lo spettro dei Black Sabbath e dei My Dying Bride per uno dei momenti pił soffocanti del CD.
Con "Gealtacht Mael Mórdha", quindi, il gruppo irlandese č riuscito a consolidare quelle premesse che si facevano sentire gią in "Cluain Tarbh". Magari non sono ancora riusciti a creare un disco davvero epocale e forse le mie aspettative erano fin troppo alte, ma le fondamenta per una carriera splendente ci sono tutte, quindi non ci resta che vedere come si evolveranno le cose.
(Danny Boodman - Febbraio 2007)

Voto: 8


Contatti:
Mail Mael Mórdha: maelmordha@gmail.com
Sito Mael Mórdha: http://www.mael-mordha.com/

Sito Grau Records: http://www.grau.cd/label