MAD DRAGZTER
Strong Mind
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2003
Durata: 71 min
Genere: power thrash
Gli intenti spiccatamente thrash dei Mad Dragtzer, dichiarati da brevi inserti tra le righe dei testi, trovano sfogo in un songwriting che preferisce dedicarsi a melodia e groove, piuttosto che produrre le ritmiche spaccaossa del genere. I mid-tempo, praticamente costanti lungo tutto il disco, su cui poggiano riff dalla costruzione simile agli ultimi In Flames per armonia e incedere, esaltano lo stile compositivo del gruppo anche grazie ad una produzione perssoché perfetta nel bilanciare i suoni e nel pompare per bene le chitarre e il growl panteroso del cantato. Non mancano delle robuste grattuggiate di sano thrash, accostabile agli Exodus più recenti, che consentono con "New Times", "Unknown" e soprattutto "Mad Dragzter" di dare un'accostamento più estremo al genere proposto, bilanciando la matrice di stampo classico (Iron Maiden) che anima l'ispirazione compositiva.
L'aspetto curioso è che i Mad Dragzter, a dispetto delle influenze, sono un quartetto do Brasil pentacampeao; i cognomi di due componenti tradiscono l'origine italiana, ma difficilmente avrei accostato le sonorità di "Strong Mind" ad una band latina. L'unica componente che riconduce a questa caratteristica è lo stampo sociale delle liriche, di retaggio dei Sepultura di "Chaos A.D.", nelle quali troviamo sia scontate invettive contro lo stato delle cose attuali, ma anche tre pezzi espressamente dedicati a tragedie, dall'11 settembre ("Day Of Sadness") allo schianto di un Boeing in Jabaquara ("402").
L'efficacia delle soluzioni semplici adottate dai Mad Dragtzer, ovvero l'alternare dinamicamente riff elementari ma carichi di groove, porta alla costruzione di pezzi formalmente impeccabili, suonati benissimo e capaci di trascinare e coinvolgere in buona misura, ma incompleti per incisività. L'impressione che ho di "Strong Mind" è quella di un disco in cui ci si accontenta di trovare un paio o più spunti per brano, spremendoli per bene per confezionare pezzi sì ottimi, ma limitando l'inventiva agli assoli o alle parti di collegamento tra le sezioni del brano. La pecca è quella di creare musica onesta ed inappuntabile, ma senza apportare una decisa dose di aggressività e cattiveria dove servirebbe, presentando un disco che fila via benissimo, ma che a conti fatti non graffia sempre e come dovrebbe.
A contraddirmi in parte ci sono una manciata di song davvero belle (cito "New Times" e "Raging City") e la presenza, in ogni singola canzone, di uno o più spunti interessanti tali da mantenere il livello qualitativo sempre su livelli medio-alti. Dalle cadenze ritmiche alla melodia incisiva c'è da divertirsi parecchio fino alla fine del disco, ma la ripetitività di fondo delle strutture e soluzioni risalta chiaramente dopo qualche ascolto, percezione incrementata dalla lunga durata del disco.
Probabilmente è il sottoscritto ad essere troppo esigente, ma non voglio sminuire le qualità del gruppo, in grado di intrattenere magnificamente l'ascoltatore con un prodotto davvero privo di pecche e pretese; se amate le sonorità del death melodico recente alla In Flames con "Strong Mind" potete andare tranquillamente a nozze.
(Melix - Marzo 2004)
Voto: 7.5
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Sito internet: http://www.maddragzter.com.br/