LUST OF DECAY
Kingdom Of Corpses

Etichetta: Comatose Music
Anno: 2004
Durata: 35 min
Genere: brutal death metal


Le radici dei Lust Of Decay affondano sino al lontano 1996, anche se all'epoca si chiamavano Pure Hate. Anche lo stile musicale era differente. La loro musica si ispirava ai Pantera ed agli Slayer. La formazione di questo giovane gruppo vedeva Steve Green alla chitarra e alla voce, Duane Short alla chitarra, Flounder al basso e Brent Williams alla batteria. Nel 1998 Flounder se n'è andato lasciando il posto ad Aaron Brown. Nello stesso anno i Pure Hate si sono sciolti e dalle loro ceneri sono nati i Mindkill. La nuova band si è subito dedicata al lato più brutale del death metal, traendo ispirazione da Deicide e Cannibal Corpse. Oltre a Steve ed Aaron, la line-up dei Mindkill includeva anche Jay Barnes al microfono ed il chitarrista Pete Stroupe. A causa di problemi personali, Aaron è stato allontanato e al suo posto sono arrivati Tommy McGuirt prima e Robert McFarland dopo. Presto si è scoperto che anche un'altra band si chiamava Mindkill, così il quartetto ha deciso di modificare il proprio nome in Dissent. Sfortunatamente si è ripresentata la stessa situazione. La soluzione giusta è stata trovata quindi con Lust Of Decay. Con questo nuovo monicker, la band ha inciso il demo "Rest In Hell" nel 2000. Gli anni seguenti hanno decretato un buon successo sul palco dei Lust Of Decay ed un'estenuante serie di insuccessi in ambito discografico. Da tempo infatti il gruppo stava promuovendo il suo primo full-length autoprodotto, all'epoca intitolato "Stricken With Disease", ma nessuna etichetta sembrava interessata. Nel 2002 Brent e Robert se ne sono andati, forse delusi dalle continue sfortune. Al posto di Brent è arrivato il talentuoso batterista Jordan Varela, che ha dato subito nuovi stimoli al gruppo. Ecco che quindi il trio è entrato in studio per registrare nuovamente l'album di debutto, intitolato questa volta "Infesting The Exhumed". Il CD è stato pubblicato dalla giovane etichetta Comatose Music, di proprietà dello stesso Steve Green. In ottobre Pete ha abbandonato i Lust Of Decay per motivi personali. A partire da quel momento la band americana ha subito una serie di cambi impressionante. Pete è stato sostituito da James Sain e Derek Haymore è stato scelto come bassista. Questi è stato in seguito rimpiazzato da Joe Payne mentre James ha lasciato il posto a Ryan Manino. Pochi mesi e anche Ryan ha abbandonato baracca e burattini.
Dopo tutti questi stravolgimenti, i Lust Of Decay hanno avuto la forza di entrare in studio e di registrare il loro secondo sforzo: "Kingdom Of Corpses". La formazione che ha inciso questo lavoro vede Steve Green alle chitarre, Jay Barnes alle vocals, Joe Payne al basso e Jordan Varela alla batteria. L'album è stato registrato allo Studio Gray di Charlotte, North Carolina, tra gennaio e febbraio 2004.
"Intenso" mi sembra l'aggettivo più indicato per descrivere questo lavoro. I Lust Of Decay hanno dato vita ad un album solido, avvincente dalla prima all'ultima nota. Anni di fedele servizio al brutal sono confluiti nei 35 minuti di questo CD e l'esperienza si sente. I musicisti sono infatti molto preparati, impeccabili dal punto di vista esecutivo. Ma non solo. Ogni strumentista ce la mette tutta ed ogni riff è carico di grinta e sudore. Anche le vocals di Jay sono di ottima fattura: il suo growling è brutale, profondissimo anche se un po' monotono. Il brutal dei Lust Of Decay è, come ho scritto, molto intenso, ma non vorrei che questo aggettivo portasse il lettore a trarre conclusioni errate. Non si tratta di un assalto a testa bassa, ma ognuna delle dieci canzoni presenti è ben distinguibile e tecnicamente intelligente. La tecnica riveste, tra l'altro, un ruolo di primo piano nella poetica musicale degli americani, e non c'è traccia che non presenti bizzarrie ritmiche o vertiginose mitragliate di riff. Jordan Varela è inoltre un batterista formidabile: ho già avuto modo di sentirlo con i Debodified, e devo dire che anche con i Lust Of Decay dimostra di possedere una marcia in più. Tecnica e violenza sono piegate al songwriting e questo può essere un tratto caratteristico del combo.
E' difficile indicare il brano migliore dell'album, anche se "Arachnid Anal Infestation", "Predatory Instinct", "Cognitive Decimation" e la title-track sembrano avere una marcia in più. La cover dei Deicide "Lunatic Of God's Creation" (dal primo album) è una sorpresa gradita. "Kingdom Of Corpses" è un CD di buon valore, ideale per chi vuole placare la propria brama di sangue. Le dieci canzoni presenti non danno tregua all'ascoltatore.
Se l'instabilità della line-up non continuerà ad affliggere i Lust Of Decay, sono più che convinto che questa band potrà dire la sua in futuro. Perché già ora si è dimostrata valida. Ah, è appena stato pubblicato uno split di questa band con i Despise. Se volete saperne di più, visitate il sito ufficiale dei Lust Of Decay.
(Hellvis - Dicembre 2004)

Voto: 7.5


Contatti:
Lust Of Decay
c/o Steve Green
P.O. Box 1518
Kings Mountain, NC 28086
USA
Mail Lust Of Decay: hatemachine@carolina.rr.com
Sito Lust Of Decay: http://www.lustofdecay.com/

Sito Comatose Music: http://www.comatosemusic.com/