LUNATIC GODS
Mythus

Etichetta: Hrom Records
Anno: 2004
Durata: 49 min
Genere: avantgarde death/black


"Mythus" è il quarto album degli slovacchi Lunatic Gods, invito chi non li conoscesse a leggere le rece dei lavori precedenti prima di questa. Questo lavoro era stato registrato nel 2003, poi il gruppo l'aveva proposto ad un po' di etichette senza trovare un contratto, così alla fine Hirax (capoccia del gruppo) ha deciso di pubblicarlo per la propria etichetta, la Hrom Records. La line-up è rimasta la stessa di "The Wilderness", con l'aggiunta di Luboslav alla chitarra ritmica e alla programmazione. Alle registrazioni hanno partecipato anche 7 ospiti, che hanno contribuito alle voci o con l'uso di strumenti acustici tradizionali.
Lo stile del gruppo è sempre riconoscibile, chi ha sentito i lavori precedenti del gruppo non avrà problemi a riconoscerli dopo pochi secondi. Come al solito però non sono stati fermi, ed hanno cercato di fare qualche passo in avanti. Nella definizione del genere ho scritto "avantgarde death/black", più che altro per tradizione e perché non sapevo che altro scrivere. Le radici death e black sono sempre presenti, ma ormai i Lunatic Gods hanno creato un loro stile proprio, in cui confluiscono molte altre influenze. Già nei lavori precedenti c'erano molte melodie e varie influenze folk ed arabe, ora questo lato è stato accentuato. "Mythus" è il lavoro più melodico del gruppo, le tastiere e gli assoli di chitarra hanno il ruolo principale. Rispetto al passato ci sono anche delle novità, tra cui qualche passaggio doom e gothic. Per il resto, la sezione ritmica è la cosa più violenta, la batteria è spesso in blast-beat, ed il basso plettrato martella in continuazione. Le voci sono varie, i due cantanti si dividono le parti gridate e quelle pulite, inoltre c'è la voce femminile ospite.
Il CD comprende 11 tracce, di cui una ("Visions Collide") è una strumentale, ed altre due ("A Beautiful City" e "Mourning The Blessed One") sono intermezzi strumentali. L'album è un concept basato su un mito (credo creato dal gruppo stesso) che parla del conflitto tra un popolo di umani che adorano il Sole, ed un popolo di "vermi" che vivono sottoterra. Nelle prime pagine del libretto c'è la spiegazione della storia, per ulteriori approfondimenti vi rimando a quella. L'album è tutto giocato sulla contrapposizione tra parti aggressive e melodie cupe, che sottolineano i vari passaggi della storia.
La produzione è buona, si seguono tutti gli strumenti per bene ed i suoni sono belli definiti. La cosa che non mi piace è la resa della batteria, troppo plasticosa, ma ormai è una cosa tipica di ogni loro lavoro... La confezione è molto bella, è tutto stampato su cartoncino bianco, e le stampe della copertina sono in rilievo. Molto suggestiva. Nel CD c'è anche una traccia ROM con i video di "Nation Of The Blind" e "For More Glory" (questa in versione edit, visto che completa dura oltre 9 minuti).
Dare un giudizio a questo album è piuttosto difficile. All'inizio devo ammettere che ero rimasto deluso, mi sembrava un netto passo indietro rispetto a "The Wilderness", lo trovavo un lavoro troppo slegato e con vari alti e bassi. Poi però, a furia di ascoltarlo leggendo i testi, l'ho rivalutato, ed ora lo trovo molto buono. Ci sono un sacco di idee, e quelle che all'inizio sembrano riuscite male poi cominciano a decollare. Dopo una ventina di ascolti l'ho rivalutato sì, ma lo reputo inferiore al primo ed al terzo album. Se già conoscete il gruppo allora potete andare sicuri con l'acquisto. Se invece non li conoscete, vi consiglio di partire dal primo "Inhuman & Insensible", che ora è stato ristampato con l'aggiunta dell'EP "Cuckoo". Li potete ordinare direttamente dal gruppo ad un prezzo vantaggioso.
(teonzo - Agosto 2004)

Voto: 8.5


Contatti:
Sito Lunatic Gods: http://www.lunaticgods.sk/
Sito Hrom Records: http://www.hromrecords.sk/




Nella sua recensione il teonzo ha messo a confronto questo "Mythus" col suo predecessore "The Wilderness". E' un buon termine di paragone. "The Wilderness" è un album più omogeneo, "Mythus" più eterogeneo. Infatti i Lunatic Gods danno sfogo a tutta la loro creatività lasciando da parte quel senso di unità stilistica tipica di "The Wilderness". Meglio così, oppure questo si può considerare un passo indietro? E' difficile da dirsi, tutto dipende dai gusti. "Mythus" è un gran bell'album, pieno di spunti sorprendenti e di sfaccettature riscontrabili soltanto ad un ascolto approfondito. Ecco, forse "The Wilderness" era più d'impatto e quindi più coinvolgente per l'ascoltatore. Riusciva in maniera sublime a non essere dispersivo. Forse "Mythus" si concede qualche piccola divagazione di troppo ragion per cui, chi lo ascolta, viene coinvolto poco a poco. Tutte queste sono comunque riflessioni oziose. Chi ha apprezzato i precedenti lavori dei Lunatic Gods apprezzerà anche quest'ultimo album.
(Hellvis - Settembre 2004)

Voto: 8.5