LUNARSEA
Hydrodynamic Wave
Etichetta: Burning Star Records
Anno: 2006
Durata: 47 min
Genere: death metal melodico
I Lunarsea si sono formati nel 2003, a seguito dello scioglimento della
prog metal band Hollowearth. Con il nuovo nome, il gruppo ha pubblicato
dapprima il promo "Evolution Plan.txt", seguito qualche tempo dopo da
"Bio Ashes Halo". La musica proposta nei due promo ha convinto
l'etichetta greca Burning Star Records a metterli sotto contratto, e
questo incontro si è concretizzato in "Hydrodynamic Wave", l'album di
debutto dei Lunarsea.
La copertina del promo in mio possesso raffigura la luna,
sovrapposta all'immagine di un feto. Lo sfondo è decorato da ciminiere
fumanti. Molto suggestiva.
La formazione vede Angelo Musumeci alla voce, Fabiano Romagnoli
alla chitarra e sintetizzatori, Christian Antolini al basso ed alla
voce, Claudio Testini alla batteria ed Emiliano Pacioni all'altra
chitarra.
Passiamo quindi al commento di questo album.
I Lunarsea suonano death metal melodico di matrice svedese. Sono in
possesso di un'ottima tecnica individuale, di un tiro invidiabile, di
una qualità di arrangiamento superiore alla media, di un'ottima
espressività che garantisce tante sfaccettature al loro suono. La
struttura delle composizioni è complessa; i cambi di tempo non si
contano, così come le anomalie ritmiche. Basso e batteria formano una
sezione ritmica terremotante, sebbene all'occorrenza i musicisti siano
in grado di accarezzare i loro strumenti. Le due chitarre svolgono un
gran lavoro, cesellando riff di tutto rispetto e liberandosi in assoli
di qualità. Anche in fase ritmica fanno la loro bella figura. La
qualità di registrazione non è "pompata" e nitida come in altre
produzioni legate a questo genere musicale, ma non disturba. Ogni
strumento è messo nel giusto rilievo, e l'insieme funziona
discretamente bene. La voce si esibisce bene su più registri: azzeccata
l'alternanza tra vocals distorte e pulite. I Lunarsea dimostrano una
certa maturità componendo canzoni equlibrate. La tecnica è messa al
servizio della canzone, ma si sente che la padronanza degli strumenti
sia sicura e convinta.
Il gruppo sa il fatto suo, tratta la materia del death metal melodico
con perizia e passione. Non c'è da stupirsi che i Lunarsea stiano
emergendo: hanno tutte le carte in regola per far breccia tra gli
ascoltatori di un genere che ha riscosso molto successo nel nostro bel
paese. Con in più una ricchezza timbrica che li distingue tra tanti
gruppi mediocri.
OK, questi sono i lati positivi, innegabili, dei Lunarsea e del loro debut-album "Hydrodynamic Wave".
Passiamo ora al rovescio della medaglia, vale a dire la
prevedibilità compositiva che ridimensiona il valore della band. Ma non
si tratta di un difetto esclusivo dei Lunarsea. Il problema è insito
nel genere proposto da questo e dai tanti altri gruppi che suonino
death metal melodico di stampo svedese. Da troppo tempo infatti questo
stile musicale sta mostrando la corda, e nel 2006 non si contano più le
uscite tutte uguali. Sì, c'è il gruppo più tradizionalista, quello
invece che ami sperimentare di più; c'è la band più tecnica e quella
più casinosa, ma... insomma, se non è zuppa, è pan bagnato! I riff
tendono a somigliarsi tutti, le successioni di accordi risultano simili
in maniera preoccupante. Idem per gli inserimenti della voce, per le
cavalcate di batteria, eccetera eccetera.
Ascoltando "Hydrodynamic Wave", in molte occasione sapevo già dove
sarebbe andata a parare una canzone, prima ancora di averla ascoltata
nella sua interezza. E negli ascolti successivi, mi si perdoni questa
considerazione forse un po' troppo legata ai miei gusti personali, la
cosa ha teso ad annoiarmi. E mi rattrista il fatto che tanto talento,
tanta tecnica, tanto tiro, vengano penalizzati da questa prevedibilità,
da questa adesione totale ad uno stile che ha ormai fatto il suo tempo.
Non mi fraintendino i lettori. Non credo che la formula death
metal + melodia abbia necessariamente detto tutto ciò che aveva da
dire. Bisogna però metterci una buona dose di personalità.
Spesso ho risposto ai detrattori del pop che, talvolta, è più
difficile scrivere una bella melodia piuttosto che scrivere un brano
tecnicamente complicato. Si tratta di due concezioni estetiche diverse,
ma che presentano ambedue le loro difficoltà. Comporre una melodia
bella è una cosa terribilmente difficile. Lo scrivo per esperienza
diretta, ma anche per considerazioni nate dopo anni di ascolti. La
ripetitività dei gruppi death metal melodici attuali, quelli ispirati
alla "scuola svedese" (ma sì, chiamiamola così), avvalora questa mia
affermazione. Le melodie sempre simili, i giri di accordi tutti uguali
saranno anche un marchio di fabbrica ma... che brutto marchio!
Limitarsi a seguire certi canoni estetici, limitarsi a riproporre
quanto hanno fatto le copie delle copie dei gruppi fondatori, penso sia
estremamente autocastrante. I Lunarsea hanno talento da vendere, che
purtroppo hanno imbrigliato nelle pericolose trame della ragnatela
targata Gotheborg.
Come concludere questa recensione? Sicuramente i Lunarsea hanno molti
ammiratori, e quindi seguano la strada a loro più congeniale e
conveniente. In effetti, se otterranno il successo suonando il loro
genere preferito (e credo sia alla loro portata), che se ne fottano
delle mie parole. Se invece volessero fare qualcosa che rimanga nel
tempo, se volessero incidere qualcosa che suoni solo ed esclusivamente
alla Lunarsea, se volessero esprimere al massimo il loro talento...
beh, allora sarebbe d'obbligo rivedere qualcosa.
P.S. - Ah, nel CD è presente anche il video della canzone "Beside The Driver".
(Hellvis - Novembre 2006)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Lunarsea: info@lunarsea.it
Sito Lunarsea: http://www.lunarsea.it/
Sito Burning Star Records: http://www.burning-star.net/