LUCTUS + ARGHARUS
Sonitus Caeli Ardentis

Etichetta: Ledo Takas Productions
Anno: 2007
Durata: 46 min
Genere Luctus: black metal
Genere Argharus: black metal


La Ledo Takas Records si è sempre dimostrata un'etichetta attenta nello scovare gruppi talentuosi provenienti dall'underground lituano -ovvero di casa, per chi non la conoscesse-, promuovendoli adeguatamente a livello internazionale. Eccola dunque proporci altre due interessanti realtà, unite in uno split CD limitato a 1313 copie, al quale farà seguito anche una versione in vinile.
La prima parte dello split è riservata alle sei canzoni dei Luctus, in pratica un progetto del bassista/chitarrista/cantante Simonas "Luctus", nell'occasione coadiuvato dai session Sergejus (batteria) e Justinas (basso). Il gruppo ha alle spalle un paio di demo e il MCD "Ad Arma!".
Simonas ha trascorso buona parte della sua vita proprio qui in Italia, a Roma per la precisione, e difatti ha deciso di registrare le canzoni ai The Lair Studio, nella capitale. Giovane ma già maturo e dotato di una certa verve, è fautore di un black metal per certi versi tradizionale, proposto in chiave attuale soprattutto per merito di una registrazione potente e di un tasso tecnico sopra la media. "World Of Blades", "Filthy Blood, Guts And Shit", "Už Lietuvą!", "Don't Sign The Armistice", "Age Of Decadence" e "No Future [For Your Future]" sono brani furiosi, tirati, permeati di uno spirito belligerante. La guerra sembra infatti uno dei temi più approfonditi: l'intro di "World Of Blades" e l'inizio di "Už Lietuvą!", ad esempio, sono scanditi da rullate marziali, "Don't Sign The Armistice" parte con una marcia, seguita a breve da una sirena d'allarme e alcune scariche di mitra, e il finale di "No Future [For Your Future]" consiste in un arpeggio di chitarra accompagnato da tristi note di tastiera, con uno scenario di guerra sullo sfondo. L'effetto, in questo caso, è davvero
caratteristico, da ascoltare.
Musicalmente, le sei canzoni di Luctus si basano su riff aggressivi, una sezione ritmica infaticabile, precisissima e devastante, e un cantato carismatico e aggressivo. Ci sono numerosi cambi, che denotano del talento a livello compositivo, e alcune trovate personali. I riff sono vari, ce ne sono di dirompenti così come di rocciosi e altri dotati di una particolare melodia, ma sempre carichi di tensione.
Quasi sempre sono presenti due chitarre, una ritmica e una, per così dire, solista (anche se in realtà c'è solo un assolo vero e proprio, su "Už Lietuvą!"), caratterizzata da un suono nitido, molto meno distorto. Questa seconda chitarra certe volte tende ad essere in netto primo piano. E' forse questo l'unico neo di una produzione comunque da incorniciare, potente, cristallina e perfettamente equilibrata, azzeccatissima per la musica.
Nel complesso, Luctus si dimostra un gruppo estremamente valido, capace di comporre canzoni brucianti e letali, ma talvolta anche d'effetto. Ci sono molte idee in questo split, per cui non aspettatevi pezzi monotoni e uguali tra loro. Ottima prova, non c'è che dire.
Passiamo allora la palla agli Argharus, un quartetto giovanissimo che debutta proprio con questo "Sonitus Caeli Ardentis". Il gruppo si è formato nel 2004 e si è fatto conoscere grazie ad alcune prestazioni live di rilievo. La band ha registrato del materiale ai Phoenix Studio in Lettonia e, tra le varie proposte, ha deciso di firmare per la Ledo Takas e inserire quattro canzoni in questo split.
Lo stile del gruppo è più vicino al black tradizionale rispetto ai Luctus, sia per come le canzoni sono concepite (meno cambi improvvisi, cantato in scream basso piuttosto usuale, chitarre più grezze e riff legati alla scuola black di metà anni '90), sia per la registrazione.
Troviamo dunque riff basati sui classici bicordi, momenti d'atmosfera, accelerazioni e mid tempo che si alternano in maniera piuttosto naturale e spontanea. C'é meno varietà nelle canzoni degli Argharus, ma comunque anche questo gruppo dimostra di sapere il fatto suo. Non ci sono cali di tensione evidenti, il riffing è spesso di qualità e non manca qualche spunto personale. I passaggi che si fanno notare fin dal primo ascolto sono meno, però qualcuno è davvero intrigante, come ad esempio il finale di "Niekšas". L'esecuzione, anche in questo caso, è precisa e la qualità del suono sicuramente buona, visto il genere proposto (è la riprova che i Phoenix Studio sono una garanzia per i gruppi baltici).
A conti fatti, "Sonitus Caeli Ardentis" è un gran bello split. Le forze in gioco sono notevoli, ma ritengo che i Luctus vincano il confronto per merito di una maggiore personalità, mentre agli Argharus manca ancora qualcosa.
Da un punto di vista strettamente musicale, verrebbe da dire che i punti di contatto tra i due gruppi non sono molti, ciascuno suona black metal alla propria maniera, ma non siamo neanche agli antipodi, com'è logico che sia per uno split.
Insomma, in questo CD sono racchiuse due band che meritano di fare strada. Si tratta di un acquisto assolutamente consigliato, anche perché, oltre a tre quarti d'ora di black ben fatto, c'è anche un libretto di sedici pagine ricco di foto, immagini e comprendente tutti i testi.
Bella mossa della Ledo Takas, non c'è che dire.
(BRN - Settembre 2007)

Voto Luctus: 8
Voto Argharus: 7



Contatti:
Mail Luctus: info@luctus.net
Sito Luctus: http://www.luctus.net/

Mail Argharus: info@argharus.net
Sito Argharus: http://www.argharus.net/

Sito Ledo Takas Records: http://www.ledotakas.net/