LUCKY BASTARDZ
Hated For Who We Are
Etichetta: Swedmetal Records
Anno: 2009
Durata: --
Genere: rock'n'roll potente e trascinante alla Motörhead
L'idea originale di formare i Lucky Bastardz è venuta a Paco,
chitarrista dei Secret Sphere, e Geppo (attivo nei Fisheye, ed in
passato coi Triora), e si è concretizzata nel maggio del 2008. La
formazione originale, oltre ai due musicisti già citati, ha incluso il
bassista Evan L.A. ed il batterista Pippo (già con i Five Days Of
Rain). Nel giro di pochi mesi, i Lucky Bastardz hanno già tenuto alcuni
concerti sia nell'alessandrino, loro terra d'origine, che nel pavese.
E, ad agosto, i nostri hanno registrato un promo: questo lavoro è stato
distribuito durante le esibizioni dal vivo.
Qualche tempo dopo, Pippo ha deciso di lasciare i Lucky Bastardz
per dedicarsi al suo gruppo principale: è così che il ruolo di
batterista è stato ricoperto da Mr. Immorale prima, e da Mark poi.
Tra il marzo e l'aprile del 2009, il quartetto è entrato nello
studio Authoma per registrare il suo album d'esordio. L'album è stato
pubblicato successivamente, grazie all'interesse dell'ottima etichetta
Swedmetal Records.
Il promo che proprio la Swedmetal ci ha inviato, non mi permette
di apprezzare l'artwork di questo "Hated For Who We Are". Almeno la
copertina, però, possiamo vederla in buona definizione sul sito del
gruppo: ritrae una diavolessa dalle forme prosperose, vestita di un
soli slip e sandali. La sua posa è quasi da ballerina di night-club. I
colori sono caldi, con il rosso preponderante. L'immagine è sovrapposta
al logo del gruppo.
Il disco è aperto da "Devil Cum": si tratta di un brano sporco e
cattivo, dal ritmo spedito, ispirato in maniera evidente ai Motörhead.
La sezione ritmica di Evan L.A. e di Mark è molto potente e precisa; la
chitarra di Paco svolge il suo compito con diligenza e passione. La
voce di Geppo è una via di mezzo tra Lemmy e Lars Goran Petrov degli
Entombed. Una canzone ruvida tanto per scaldare l'ascoltatore.
"Bite Your Heart" ci presenta un rock fiammeggiante come già in
"Devil Cum", ma questa volta contraddistinto da un lavoro più
interessante e vario del basso di Evan L.A., e da uno stile
maggiormente influenzato anche da certo hard'n'roll americano, tradotto
ovviamente nel linguaggio musicale del quartetto alessandrino. Ottimi i
cori. La grinta è davvero ai massimi livelli.
"I'm A Rocker-Don't Blame Me" è in possesso di un ritmo davvero
coinvolgente, rock'n'roll ovviamente, e sebbene le influenze di Lemmy e
soci siano sempre evidenti, è possibile ravvisare anche qualche cadenza
glam (stile vocale del cantante a parte). Uno dei punti di forza di
questa band è proprio la naturalezza del songwriting, molto evidente
nel rallentamento e nel successivo assolo di chitarra, tradizionale
come pochi ma dannatamente convincente. Certo, i Lucky Bastardz non
inventano nulla ma, come dicono loro stessi, sono dei rocker: suonano
bene e sono trascinanti... cosa chiedere di più?
"Captain Highway" ha un'andatura cadenzata, ed un arrangiamento
tipicamente metal. A dire il vero, "Captain Highway" non mi ha fatto
impazzire più di tanto, però sta bene nell'economia del CD. Anche
l'assolo di Paco non è ai massimi livelli...
Con "Flame Rock'n'Roll" i Lucky Bastardz tornano a fare sul serio,
con una ritmica più veloce e, nella quale, evidentemente si trovano più
a proprio agio. Il gruppo è al suo meglio, e la canzone è davvero
divertente. E' difficile star fermi, quando i nostri spingono
sull'acceleratore. E complimenti al lavoro in studio: la band è
riuscita è riuscita a trasmettere ai propri brani un'immediatezza ed un
tiro quasi live. Ovvero, la dimensione ideale per la quale la musica
stessa dei Lucky Bastardz è stata concepita.
Il registro cambia completamente con "At What Time - Does My
Breath Stop?". Si tratta in pratica di una power-ballad, aperta dagli
accordi acustici di chitarra sui quali si distingue il recitativo di
Geppo, e che si sviluppa tramite un crescendo progressivo ricco di
fascino. Certo, la voce di Geppo non sembra essere l'ideale per questo
genere di canzoni, ma il risultato finale non è malaccio. Canzone di
buona caratura, sebbene prevedibile nel suo svolgimento, ma che
dimostra almeno come i Lucky Bastardz abbiano più frecce al loro arco.
"Rotten Pussy" ci riporta agli splendori di "Devil Cum", solo in
salsa un po' più heavy metal. Il ritornello però è classicamente
hard'n'roll. Brano sudato e sfacciato come al solito, non tradisce le
aspettative, ma riconferma come, nel bene e nel male, i Lucky Bastardz
abbiano le idee chiare su ciò che vogliono suonare. Bell'assolo di
chitarra, e finale concitato.
"Same Shit, Different Day" è un brano furioso, molto incazzato e
di ottimo livello, caratterizzato da un'incursione a sorpresa nel surf,
che ci fa sorridere e rende ancora più gustoso questo CD. Davvero una
bella composizione, questa "Same Shit, Different Day". Accelerazioni
brucianti e riff al vetriolo: grandi!
"Evil's Bride" è un blues, classico e basilare nella sua
struttura, sulfureo come suggestioni. Lo vedrei bene interpretato dal
Danzig del primo album, eheh. In realtà, anche in questa canzone si
sente la benedizione del signor Kilmister.
"Another LBZ Nite" è in possesso di atmosfere noir ed hard-boiled:
molto curiosa, e ben interpretata da Geppo. Un perfetto intermezzo
acustico tanto per rendere più vivace questo "Hated For Who We Are".
Simpatici.
"Cafè Racer" ci riporta ai Motörhead più violenti e incazzati, o
ai Sodom di "Stalinorgel", eheh! Non è che sia molto da scrivere su
questa canzone! Veloce, aggressiva e da headbanging forsennato. Molto
carina.
Ma non è finita. Il tripudio di velocità e passione continua con
"LBZ Truth". Devastante e devastata, continua nella sua opera di
massacro, iniettando benzina nelle vene degli ascoltatori e dandogli
fuoco. Come si fa a non amare una musica così?
Chiusura rozza con "Reborn Again", vero e proprio tributo ai Motörhead.
Ora, devo mettere da parte il mio spirito da fan e da rocker, ed
indossare la maschera seriosa del recensore. Io amo questo tipo di
musica, mi piace proprio tanto. I Lucky Bastardz mi piacciono davvero,
e li trovo molto divertenti. Mi sono simpatici. E' però vero che, da un
punto di vista strettamente musicale, il debito del quartetto con i
Motörhead è davvero pesante. Le similitudini sono tante, e saltano
fuori di continuo, quasi ad ogni canzone. Gli stessi Lucky Bastardz
ammettono questa influenza, non la nascondono. Anzi, è proprio così che
i nostri vogliono suonare. Ma, ne sono convinto, sulla loro strada
troveranno sempre critici che gli rinfacceranno il debito verso il
gruppo di Lemmy. E' un'influenza ingombrante, che tende a far prendere
sottogamba i Lucky Bastardz. Ed è una cosa triste, perchè il quartetto
ci sa fare. Le canzoni sono belle, il tiro è sorprendente e, beh, se
questa è la musica che vogliono suonare, non è che possano percorrere
altre strade.
Io consiglio questo CD agli amanti del vero rock, bello sudato e
potente. E' vero che sono derivativi, ma dal rock non si cerca
soprattutto intrattenimento e divertimento? Io credo che i Lucky
Bastardz sappiano benissimo come coinvolgere il pubblico. E questo CD,
"Hated For Who We Are", non potrà che garantirvi tanti momenti
piacevoli, quali solo un vero rocker li può vivere e "sentire".
Da sostenere. E, da parte dei Lucky Bastardz, è opinabile per il
futuro una personalizzazione ulteriore della loro proposta musicale.
(Hellvis - Novembre 2009)
Voto: 7
Contatti:
Sito Lucky Bastardz: http://www.myspace.com/theluckybastardz
Sito Swedmetal Records: http://www.swedmetal.com/