LUCIFER'S FRIEND
Lucifer's Friend
Etichetta: Phillips (vinile) / Repertoire Records (CD)
Anno: 1971 (vinile) / 1990 (CD)
Durata: 59 min
Genere: hard rock
Agli inizi degli anni '80 il tornado New Wave of British Heavy Metal
coinvolse, loro malgrado, diverse band non inglesi provenienti dagli
anni '70. Il nuovo interesse della stampa e del pubblico verso l'Heavy
Metal diede una seconda giovinezza a gruppi con alle spalle o un
esordio in sordina o un momento di calo creativo. Alla prima categoria
appartengono i canadesi Fist e gli americani Axe, che pubblicarono il
quel periodo i loro album migliori, "Thunder In Rock" i primi e
"Offering" i secondi. Alla seconda gli americani Mother's Finest, che
lasciato momentaneamente da parte il funky rock che li aveva sempre
distinti, pubblicarono il durissimo "The Iron Age" di stampo
strettamente hard rock. Gli April Wine, anche loro dal Canada, autori
dell'ottimo "The Nature Of Rhe Beast". Oppure gli anglo/tedeschi
Lucifer's Friend, che dopo la pubblicazione di alcuni album più vicini
al jazz-rock che all'hard sul finire del decennio precedente,
spostarono completamente il tiro, inserendo un secondo tastierista
nella band e pubblicando "Sneak Me In", probabilmente il loro disco più
atipico. Allora non conoscevo per niente la band e non sospettavo
minimamente che quell'album di hard rock patinato, al confine con
l'AOR, piacevole e ben prodotto, fosse così lontano dalla loro musica
dell'esordio, avvenuto nel 1970. E' in quell'anno che i German Bonds,
band tedesca formata da Peter Hecht, tastiere, Dieter Horns, basso e
voce, Peter Hesslein, chitarra e voce e Joachim Reitenbach, batteria,
viene raggiunta dall'inglese John Lawton, cantante degli Stonewall, e
cambia nome in Lucifer's Friend, realizzando il primo album per la
Phillips tedesca nel 1971. Già in precedenza vi era stata una
collaborazione tra Lawton e i German Bonds in un progetto chiamato
Asterix, che era sfociato nell'uscita di un album pubblicato dalla
Decca. Dal canto loro anche i quattro elementi tedeschi dei Lucifer's
avevano pubblicato due album con il nome di Pink Mice per la piccola
etichetta tedesca Europa, con la collaborazione di Lawton al backing
vocal. Sono certo che i più attempati di voi ricorderanno John Lawton
anche come cantante degli Uriah Heep in alcuni album, al posto del
dimissionario David Byron, a partire da "Firefly".
La musica contenuta in "Lucifer's Friend" è grande hard rock, molto
vicino ai Deep Purple pre-Gillan, agli Uriah Heep dei primi due/tre
album e agli Atomic Rooster. Come nel caso delle tre band che ho
citato, fondamentale è il lavoro svolto dalla tastiera, in particolare
l'Hammond, strumento che ha caratterizzato la musica degli anni '70 e
per tradizione immancabile in un gruppo hard che si rispetti. Non
fatevi trarre in inganno dal nome del combo: le influenze oscure sono
praticamente inesistenti, quindi nessun punto di contatto con Black
Sabbath o Black Widow. L'album originale comprende otto canzoni, mentre
la ristampa per la Repertoire ha aggiunto cinque bonus tracks al CD. Ma
se si escluse "Horla", B side strumentale del singolo "Ride The Sky",
che continua il discorso iniziato sul long play, le rimanenti "Rock 'n'
Roll Singer", "Satyr's Dance", "Our World Is A Rock 'n' Roll Band" e
"Alpenrosen" hanno più punti di contatto con band come Chicago o Blood,
Sweat & Tears che con i Lucifer's Friend dell'omonimo disco. La
voce di Lawton introduce l'inizio di "Ride The Sky", prima track. La
chitarra attacca subito dopo con una pennata terzinata e nel giro di un
paio di battute tutta la band è lanciata. Particolare l'utilizzo nella
canzone del corno (lo strumento a fiato... non facciamo battute!!),
sicuramente fuori dal comune in una hard rock band, ma in questo caso
fondamentale nella resa del pezzo grazie al suo caratteristico suono
epico ed evocativo. Di certo negli anni '70 si cercava di sperimentare
sonorità alternative, utilizzando strumenti particolari, molto più che
di recente. La composizione procede spedita mantenendo un notevole tiro
per tutti i suoi quasi tre minuti, mostrando a pieno le capacità della
band e in particolare le grandi potenzialità di Lawton, del resto in
splendida forma in tutte le tracks. Consiglio a tutti di andarsi a
guardare il bel documento filmato di questa canzone su YouTube
all'indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=b5DpOdf-_yM.
E' invece compito della batteria e del basso introdurre "Everybody's
Clown", dove il lavoro ad incastro tra chitarra e tastiere è costruito
in maniera impeccabile. I cambi di tempo e gli interventi solisti si
alternano continuamente rendendo la composizione particolarmente varia.
In alcuni passaggi la voce, ascoltata oggi, ha qualcosa di Klaus Meine,
che però all'epoca non era ancora sotto la luce dei riflettori. La
seguente "Keep Goin'" è probabilmente uno dei pezzi più complessi
dell'album: l'inizio tranquillo è molto vicino a certe cose dei Led
Zeppelin, ma gli episodi che si susseguono riassumono tutto il panorama
dell'hard di quegli anni. Particolarmente evidenti sono le somiglianze
con gli Uriah Heep di "Very Heavy..." nell'uso della voce e
dell'organo, mentre la chitarra sembra più vicina ai suoni e ai riffs
del primo Blackmore. Il motivo introdotto dall'Hammond all'inizio di
"Toxic Shadows" sembra una danza degli indiani d'America; l'intervento
della chitarra porta la composizione sui binari del rock, ma l'impronta
iniziale rimane per tutta la durata della canzone, in particolare nella
sezione centrale, occupata dagli assoli. Ben riuscite e dall'ottimo
tiro anche "Free Baby" e "Baby You're A Liar", perfettamente calate nel
contesto dell'album. Più immediata "In The Time Of Job When Mammon Was
A Yippie", secondo singolo estratto da "Lucifer's Friend", che sfoggia
uno dei riff più riusciti dell'album. Qualche influenza psichedelica
nella parte finale della track, coerente con il titolo, porta alla
memoria anche band come Iron Butterfly. Chiude la side B del vinile la
title track. Sia il giro di chitarra, trascinante e ipnotico, che l'uso
particolare dell'organo, molto vicino a quello di Vincent Crane degli
Atomic Rooster, rendono questa canzone la mia preferita. In particolar
modo nella fase conclusiva l'affiatamento dei musicisti raggiunge il
massimo livello, liberando l'energia di una esibizione live. L'urlo
finale di Lawton, che precede di poco la conclusione, sembra quasi la
valvola di sfogo alla tensione accumulata nel corso dell'album.
Dopo un fiacco tentativo da parte della band di promuovere l'LP
attraverso un tour, a causa di mancanza di fondi, i Lucifer's Friend
decidono di diventare una studio band e di non esibirsi dal vivo.
Sempre per motivi economici Hesslein e Hecht collaboreranno per anni
con "The James Last Orchestra" e John Lawton con "The Les Humphries
Singers", per poi entrare nel 1977 negli Uriah Heep. Complessivamente
la band pubblicherà nove album, uno anche negli anni '80, "Mean
Machine", con il ritorno di Lawton alla voce. Ultima loro testimonianza
è "Sumo Grip" del 1994, nel quale la band originale si è riunita
esclusivamente per registrare le canzoni che ne fanno parte.
Anche questo è un esordio finito prematuramente nel dimenticatoio
che vale la pena di riscoprire, non essendo certamente da meno rispetto
ad altri, più fortunati e magari appoggiati dalla carta stampata di
quegli anni. Pensare che alla sua uscita nei negozi in America i
Lucifer's Friend furono definiti dal "Chicago Express" qualitativamente
molto vicini ai Led Zeppelin. Chissà se "Ciao 2001" parlò mai di
loro...
(J.L. Seagull - Ottobre 2007)
Voto: 8.5