LOVE FORSAKEN
Sex, War & Prayers
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 40 min
Genere: thrash/death metal
I Love Forsaken nascono a Belluno nel 1998. La band è formata da sei
elementi: Danny alla voce, Kaba alla chitarra, Stefan al basso, Abbott
alle tastiere, Pronach alla batteria elettronica ed infine Pyt alla
batteria. Il gruppo veneto ha all'attivo ben tre demo-tape, ovvero
"Lightfull Experience" del 1998, "Inhumanculture" del 1999 e "Suddenly
Loki Faces" del 2001, più un mini-CD registrato nel 2000 nei Gem
Studios di Vicenza, "Dead Sun". Tutti i loro lavori sono stati ben
recensiti ed apprezzati dalla critica specializzata, tanto che è
stato loro possibile esibirsi in molti locali e concorsi in giro per
l'Italia. Questo "Sex, War & Prayers" è il loro primo full-length
ed è stato registrato nell'agosto del 2004.
Pesanti chitarre ed un bel giro di tastiera vanno ad aprire il primo
brano, "Diamonds Rain", un thrash/death cadenzato, dalla ritmica
frammentata e dai numerosi stop and go; davvero notevole il break
centrale, potente, veloce e brutale, caratterizzato da tappeti di
tastiera spaziali e cibernetici. Da sottolineare i soli di chitarra e
tastiera, capaci di rincorrersi ed alternarsi con tecnica efficace e
buon gusto melodico. I cantati (pregevole misto tra growling e
screaming), seppur interessanti, non risultano memorizzabili ad un
primo acchito, ma necessitano di ulteriori ascolti, perché giocati su
ritmiche non sempre pari o lineari.
Un potente solo di Kaba alle chitarre apre "Lightfull Experience".
La strofa in questo caso è cattiva, sostenuta, dall'incedere maligno e
veramente incisivo; il pezzo poi si dipana tra ritmiche veloci e
tappeti di tastiera molto catchy ed atmosferici. Dopo un breve e
saltellante break centrale si hanno di nuovo numerosi cambi di velocità
e ritmo; da sottolineare favorevolmente i successivi scambi in entrata
ed uscita tra le tastiere e la chitarra, così come ottima è la melodia
sviluppata nel finale.
Anche in "Words To The Wind" le chitarre si fanno dure e pesanti e
la tastiera continua nell'utilizzo di sonorità spaziali e meccaniche.
La voce effettata sul bridge centrale mi ricorda i Korn di "Issues",
grazie anche al solo dissonante sotto una ritmica in levare ed ai
fraseggi tastiera/chitarra in continuo controtempo; le ritmiche in
alcuni frangenti ricordano a mio parere i Dream Theater degli ultimi
album, quelli più pesi e depressi.
"The Human Race" è giocata interamente su inserti melodici, arricchiti
da interessantissimi tappeti di tastiera, e partiture più serrate ed
incisive. Buonissima la prova dietro le pelli di Pyt, precisa e potente
durante i numerosi cambi di ritmo ed intensità. Un lungo assolo di
tastiera effettata e chitarra porta poi ad un pezzo leggermente più
cadenzato e potente, che dà libero sfogo alla tecnica sopraffina dei
nostri, contraddistinto poi in sottofondo da un particolare uso del
china; quindi la furia cieca prende il sopravvento sino al fade-out
finale di tastiera. Tastiere che poi vanno ad introdurre "Forsaken
Love", dove il suono di chitarra si appesantisce notevolmente,
ricordando accordature alla Meshuggah. La ritmica si fa
classicheggiante, molto heavy metal; le tastiere divengono
protagoniste, ma mai invadenti; il ritornello è davvero convincente con
gli stacchi di voce sulla scala discendente di tastiera, così come è
interessante l'uso di tappeti d'archi sul solo melodico centrale. Il
pianoforte ci introduce, quindi, ad una strofa più veloce che ci
accompagna al ritornello finale ed agli assoli di chitarra e tastiera,
dove sotto i tenebrosi passaggi studiati da Abbott, Kaba va a
sviluppare partiture blueseggianti.
Il sesto brano dell'album in questione è "Beyond", dalla ritmica
serrata ed ai limiti del black, dove di nuovo Pyt alla batteria dà di
nuovo prova, a mio modesto parere, delle sue immense capacità, sia
tecniche che compositive.
Suoni corposi e pesanti caratterizzano anche "Education", dalla ritmica
tambureggiante e dai fraseggi di chitarra spezzati ed in continuo stop
and go. Da segnalare l'uso di tastiere hammond in sottofondo e
l'utilizzo del flanger sulla voce nel finale. Veloci scale di
tastiera/chitarra aprono "Ominus", la strofa è melodica e dalla facile
presa, mentre il bridge centrale è giocato su ritmiche jazz. Bello e
tecnico il lavoro di Stefan al basso. Apprezzabile il solo di batteria
sul finale dietro ficcanti basi di tastiera ed incisive ritmiche di
chitarra.
Il brano finale, la title-track, è una strumentale dove tastiere
sognanti ed eteree accompagnano un carillon impazzito, mentre voci e
gemiti di donna vanno ad attirare l'attenzione.
I Love Forsaken
propongono un death/thrash non prettamente tradizionale che tende a
mescolare in ugual misura le estreme sonorità tipiche dei generi in
questione a elementi più "sperimentali", vedi il grande uso di effetti
sulla tastiera e l'utilizzo di partiture non sempre pari od in battere,
ma ricche di passaggi dissonanti ed in levare. La voce di Danny è
sempre convincente, non è mai né troppo screaming né troppo growling,
rendendo quindi i cantati molto particolari e ben riconoscibili. Seppur
in alcuni passaggi durante il lavoro siano ben riconoscibili le
influenze di gruppi cari al genere, come Meshuggah, Atheist, Death ed i
grandi Pestilence, i sei ragazzi di Belluno riescono a metterci molto
del loro, riuscendo a trovare una propria linea compositiva e, non è
poco, a dare libero sfogo alla loro tecnica individuale senza risultare
per questo arroganti e dal difficile approccio.
(Pasa - Febbraio 2006)
Voto: 7.5
Contatti:
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Sito internet: http://www.loveforsaken.com/