LOSS
No Sanity Left
(promo)
Etichetta: autoprodotto / Risestar Promotions
Anno: 2004
Durata: 12 min
Genere: death metal
Gli svedesi Loss vantano già una discreta esperienza nel mercato musicale, ma attualmente sono senza contratto. Hanno mosso i primi passi nel 2000 registrando un demo, "Human Decay", prima di essere reclutati dalla nostrana Scarlet, per la quale hanno realizzato il proprio debutto ufficiale, "Verdict Of Poserity", distribuito nel 2001.
Stando a quanto riportato sulla biografia, dal debutto fino ai giorni nostri la loro storia ha avuto più bassi che alti: la perdita del contratto discografico e tre anni passati nel limbo, a realizzare promo con la speranza di essere reclutati da una nuova etichetta. Per il momento hanno trovato la cilena Risestar che promuove questo "No Sanity Left".
Tanto per cambiare questo promo è stato registrato negli Abyss Studio di Peter e Tommy Tägtgren...questa nota da sola già può bastare per sintetizzare com'è il suono prodotto... ormai è uno stereotipo.
Devo ahimè aggiungere che anche per quanto riguarda il genere proposto, i Loss non aggiungono nulla di nuovo alla scena death. Infatti il loro stile ricalca perfettamente un death classico, senza compromessi e con nessuna apertura verso la melodia. Più precisamente può essere descritto come un incrocio tra il death della vecchia scuola svedese e quello di stampo americano, a cui vanno aggiunte influenze thrash piuttosto evidenti. Nonostante queste premesse siano incoraggianti e lascino supporre una certa eterogeneità nei 3 pezzi che compongono il promo, c'è da ammettere che i risultati sono ben diversi. Innanzitutto sono rimasto sorpreso dal fatto che un cantante come Matte Andersson, che annovera una importante esperienza in un gruppo di calibro come i Godgory, offra una prestazione così acerba. Il suo timbro da "cadavere che si rialza dalla propria tomba" è sempre uguale e fine a se stesso. Egli non imprime la brutalità necessaria espressa dal suono del resto degli strumenti e nei ritornelli mantiene sempre il suo consueto stile. Certo non è scritto da nessuna parte che nei ritornelli un cantante debba preferire uno stile diverso, ma nel caso delle composizioni dei Loss questa scelta finisce per impedire ai pezzi di guadagnare la giusta fluidità, fondamentale per spezzare un po' la piattezza del brano. Questo aspetto c'è nelle intenzioni, visto che i ritornelli sono sempre più lenti e "orecchiabili" rispetto al resto del brano. Fatta eccezione per la voce, i Loss comunque dimostrano di possedere altre armi in grado di variare la monoliticità del sound, ma non sempre sono utilizzate sapientemente. Il batterista Kjell Elmlund se la cava egregiamente e rappresenta l'unica vera variante nei pezzi, alternando sempre con maestria parti velocissime a parti più ritmate, influenzate dal thrash, come detto, e che mi hanno ricordato i momenti più "ragionati" dei The Forsaken. Jan Janson e Sven Erik Fritifsson, i due chitarristi, esibiscono riff taglienti e brutali, ma troppo spesso mancano di idee, e in definitiva è questa la carta che i Loss non giocano a dovere. Bene gli assoli, acidi come il genere impone, ma per il resto i riff finiscono per assomigliarsi tutti un po' troppo. Alla fine il problema quindi è che se già i 3 pezzi in questione sono talmente simili tra di loro, fatta eccezione per i ritornelli e poco altro, figurarsi un probabile full-length!
In ogni caso è apprezzabile quanto proposto nel brano conclusivo, "No God Worth", se non altro perché è il più vario e nel complesso è discreto. Tuttavia è troppo poco per impressionare persino i malati del genere.
(EverEve - Novembre 2004)
Voto: 6.5
Contatti:
Sito Loss: http://www.loss.se/
Sito Risestar Promotions: http://www.risestar.cl/