LOSING SUN
Inertia

Etichetta: Copro Records / Alkemist Fanatix Agency
Anno: 2005
Durata: 31 min
Genere: nu-metal / emo-core


"Inertia" è l'album d'esordio dei gallesi Losing Sun. Stando al foglietto promozionale, ma anche al sito internet ufficiale, questo gruppo ha mietuto consensi un po' da tutte le maggiori testate musicali del Regno Unito. Un risultato certamente positivo ma, come tutti sappiamo, da prendere con le pinze. La stampa d'oltremanica è infatti nota per esaltare ogni voce nuova partorita dalla terra d'Albione. Eppure, a volte tali gruppi sono talmente insignificanti, che neanche un'instancabile campagna promozionale riesce a farli sopravvivere per più di qualche mese.
E' quindi con scetticismo che mi sono apprestato all'ascolto di questo CD. Anzi, più che con scetticismo, mi ci sono avvicinato con i piedi di piombo. Avrebbe potuto essere veramente il capolavoro tanto sbandierato, oppure avrebbe potuto trattarsi di un disco come tanti, troppi altri.
Sapete cosa vi dico? A parer mio, i Losing Sun si situano proprio a metà di queste due alternative! La loro musica non è altro che un ibrido nu-metal / emo-core ricco di cliché, ma è anche vero che il quartetto ha personalità ed ogni tanto piazza qualche colpo di classe.
Diamo un'occhiata più nello specifico a questo "Inertia". La copertina è molto colorata. L'artwork è praticamente astratto, se non per un sole metallizzato (ed incandescente) piazzato nel mezzo. Il libretto, di otto pagine, contiene tutti i testi. Sullo sfondo sono presenti le immagini di alcuni tarocchi, uno per testo. Ci sono anche le foto dei membri della band, ovvero: Paul Kellehar (voce), Marcos Phillips (chitarra), Mattiãus Morgz (basso) e Jayce Lewis (batteria).
Il CD è stato registrato allo studio Notting Pill, sotto la supervisione di Jeff "Death" Rose (un passato nei Dubwar).
"Inertia" è un insieme di grinta ed emozioni, attraverso melodie di facile presa e poderosi riff di chitarra. Il suono del gruppo è molto compatto, grazie anche ad una sezione ritmica precisa e potente. Uno dei punti di forza del gruppo è l'arrangiamento, molto vario. La chitarra spazia su sonorità ed effetti diversi, a volte un po' abusati (soprattutto durante gli arpeggi), altre volte più convincenti. Il basso non si limita a tenere il ritmo, ma dà un grande supporto alla chitarra, soprattutto quando c'è bisogno di riff cazzuti. Jayce è un batterista veramente abile e creativo, in grado di dare quel tocco in più al suono dei Losing Sun. Paul dà prova di grande duttilità vocale: l'unica pecca è che, qualche volta, il suo timbro tradisce l'influenza di qualche altro cantante. Non uno in particolare, ma tanti cantanti diversi, a seconda della situazione.
Il disco si snoda attraverso otto canzoni (più un intermezzo tra la prima e la seconda traccia). "Dirtnap" è molto ruffiana nel suo incedere e nervosa nel riffing d'accompagnamento. Certe linee melodiche sono molto abusate, ma di impatto. C'è anche una sezione rappata, l'unica di tutto il CD. Questo mi fa pensare ad una manovra commerciale, onde utilizzare "Dirtnap" come singolo apripista (cosa tipica degli inglesi - vi ricordate i Blur di "Parklife", il più grande album britpop dei '90, brutalmente sfregiato dall'orribile opener tamarra "Girls & Boys"?).
La title-track è una delle canzoni più grintose del lotto, con Paul che si spinge sino alle urla (mentre in genere canta pulito). Il ritornello è veramente ottimo, ed "Inertia" si fa apprezzare da tutti i punti di vista.
"Solitary Creep" e "Closure" consolidano lo stile del gruppo, facendolo assestare sulla classica contrapposizione tra riffing poderosi e vocals delicate. Proprio questo secondo punto è a volte un po' dolente. Un po' di grinta in più da parte del cantante, avrebbe donato più vitalità a tutto il CD.
L'elettronica "Shimmer" mette in luce le influenze inattese dei Prodigy e dei Future Sound Of London. Nervosa.
Ad essa si contrappone la severa "Something Wicked This Way Comes", seguita a ruota da "Come Pets", dal ritornello strascicato. Alla penultima traccia diventa chiaro che le melodie dei Losing Sun siano costantemente malinconiche. E' un tratto peculiare di questo quartetto, che chiude "Inertia" con la potente "Hollow Circus".
Questo CD è il lavoro di una band che sa il fatto suo. I Losing Sun hanno carattere, stile, creatività nell'arrangiamento ed un songwriting appagante. Per contro, spesso non riescono ad evitare uno scivolone nei cliché, o non azzeccano la melodia efficace. Di conseguenza, questo quartetto fa ben sperare. Giudicarlo "the next big thing" è esagerato, ma sono convinto che il gruppo saprà ritagliarsi uno spazio importante in futuro! Bisogna dargli soltanto il tempo di maturare!
(Hellvis - Luglio 2005)

Voto: 7


Contatti:
Mail Losing Sun: info@losingsun.com
Sito Losing Sun: http://www.losingsun.com/

Sito Alkemist Fanatix Agency: http://www.alkemist-fanatix.com/