LOOKING 4 A NAME
Looking For...
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2006
Durata: 48 min
Genere: prog metal / hard rock
Quando mi è arrivato il promo di questo primo full-length dei milanesi
Looking 4 A Name, sapevo che mi sarei trovato di fronte ad un lavoro di
qualità, dato che avevo già avuto modo di apprezzare il valore
artistico di uno dei membri del gruppo, Larsen Premoli. Questo
talentuoso polistrumentista, infatti, da qualche anno riveste il ruolo
di tastierista dei Fire Trail di Pino Scotto ed ha contribuito con il
suo stile al successo del recente "Third Moon".
La band nasce nel 2001 dall'unione di Premoli con Francesco Panico
(chitarra), a cui poi si uniscono Federico Ghioni (basso) e Mauro
Bonini (batteria), che recentemente è stato sostituito da Deneb
Bucella. Dopo la classica palestra di cover, il quartetto arriva alla
creazione di questo primo lavoro, che riesce a farsi notare per il
livello già alto delle composizioni.
Lo stile dei Looking 4 A Name affonda le sue radici nel
progressive rock/metal, senza però dimenticare uno spirito più
tipicamente hard rock, figlio di Deep Purple e Uriah Heep. Il risultato
finale, dunque, è una musica che, pur senza risultare mai troppo
semplice (anche grazie all'ottima preparazione tecnica dei singoli
musicisti), non perde un grammo dell'immediatezza e della solarità del
rock.
Dopo una breve introduzione parlata ("L4an"), il gruppo si lancia
immediatamente in un pregevole pezzo strumentale, "Na4l", che ricorda
parecchio certe cose dei Rush. Il quartetto costruisce delle ritmiche
ariose e accattivanti, mentre molto spazio viene lasciato al dialogo
tra gli strumenti solisti.
Si continua con "Shining Hope", a mio parere uno dei due brani migliori
del lavoro: dopo un'apertura molto elegante, con la chitarra espressiva
di Panico in primo piano a ricamare linee soliste di ottima fattura, il
pezzo assume prima i connotati di una ballad, per poi crescere
progressivamente, fino a trasformarsi in una composizione ritmata e
dinamica, in cui, ancora una volta, si distingue il dialogo tra
tastiere e chitarra.
L'altro picco del lavoro è, senza dubbio, "Torn In Two", un brano
lungo e articolato che, però, pesca a piene mani nella tradizione
dell'hard rock anni '70. Non a caso, infatti, il buon Premoli decide in
diversi punti di accantonare il classico suono sintetico delle
tastiere, per affidarsi a quello più caldo dell'hammond, intrecciandosi
con la chitarra in una serie di scambi che ricorda da vicino i duelli
tra Jon Lord e Ritchie Blackmore (o Steve Morse).
È ancora tempo di mollare l'acceleratore e, così, si passa alla
seconda ballad dell'album, "Lily", più classica e delicata rispetto a
"Shining Hope", con un sapiente uso del pianoforte da parte di Larsen.
Un po' meno impeccabili, invece, sono le parti vocali: Francesco
Panico, affiancato da tutti i componenti, se la cava discretamente, ma
si sente la mancanza di un cantante di ruolo, soprattutto nelle parti
meno aggressive.
Passata la buona, ma non eccezionale, "Tears From Ocean", si passa
alla conclusiva "Perfect Circle", anch'essa ricca di sfumature: dopo un
inizio quasi acustico, infatti, il brano si evolve in un hard blues
arioso e caldo, con la chitarra a intessere ritmiche da retrogusto
quasi funky.
Insomma, possiamo dire che ci sono tutte le premesse per veder
nascere un gruppo davvero degno di nota. Certo, c'è ancora qualche
angolo di smussare, evitando alcune soluzioni un po' abusate e
migliorando le parti vocali, ma bisogna ammettere che i Looking 4 A
Name sono riusciti, già dal primo album, a crearsi una personalità ben
definita, che sicuramente saprà emergere ulteriormente nei prossimi
lavori. Avanti così!
(Danny Boodman - Febbraio 2006)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail: info@l4an.it
Sito internet: http://www.l4an.it/