LOITS
Vere Kutse Kohustab

Etichetta: Ledo Takas Records
Anno: 2004
Durata: 55 min
Genere: black metal pagano


La storia dei Loits ha ufficialmente inizio nel 1999, sebbene il fondatore Lembetu avesse già iniziato a comporre tre anni prima. Gli arrivi di A. Kalm, M. Divine e Karje hanno permesso a Lembetu di portare il suo progetto sul palcoscenico. Pochi concerti sono bastati per far conoscere la giovane band ai metallari del Baltico. Il 2000 è stato funestato dalla morte di A. Kalm. Il suo posto è stato rilevato da Gates e, col nuovo arrivato in formazione, i Loits hanno inciso un demo a maggio. La ritmica era sostenuta da una drum-machine. Fortunatamente, in autunno, il batterista Atso è entrato in formazione dando una maggior vitalità al suono del gruppo. Il 2001 e il 2002 sono stati gli anni in cui i Loits hanno cercato di promuovere il loro primo album: "Ei Kahetse Midagi". La collaborazione con l'etichetta Ledo Takas Records è iniziata nel 2003, con la pubblicazione del 7" "Legion Estland". Ad esso sono seguiti gli altri singoli "Raiugem Ruunideks" e "Meeste Muusika". Dopo un tour europeo e la ristampa del primo album, i Loits sono tornati in studio per registrare l'album che sto recensendo: "Vere Kutse Kohustab" ("Obbligato Dal Richiamo Del Sangue").
La mia copia è un semplice promo ma questo CD verrà pubblicato (a dicembre) in tre formati: con custodia normale, in digipack ed in vinile. Il foglietto informativo spende tante parole sulla qualità della confezione, sul lussuoso libretto di venti pagine, ecc... Non posso giudicare visto che non ho il prodotto finale davanti ai miei occhi. Posso però confermare che i Loits hanno voluto fare le cose per bene. Il CD contiene infatti una sezione multimediale con biografia più tante foto promozionali. La caratteristica principale di questi scatti è che il fotografo ha fatto sì che sembrino vecchi. Tante foto in bianco e nero del tempo di guerra. Sono fatte veramente bene e sono in linea con l'immaginario della band estone, legatissimo alle due guerre mondiali. A questo proposito il gruppo ci tiene a specificare di non essere né guerrafondaio né nazista.
La formazione che ha registrato "Vere Kutse Kohustab" vede Lembetu alla voce e alla chitarra, Gates all'altra chitarra, M. Divine al basso, Karje alla tastiera e Atso alla batteria.
Un arpeggio di chitarra acustica introduce le distese battute d'apertura di "Soomepoiss". Il suono dei Loits è caldo e sostanzioso. Ma, dopo un minuto, l'atmosfera diventa più oscura ed inquietante. La musica si fa meno melodica e più aggressiva. Anche la voce digrignata di Lembetu è carica di cattiveria. Man mano che il brano avanza, molti temi vengono ripresi. Inoltre l'arrangiamento si arricchisce del suono di una fisarmonica.
"Eesti Auks" ("In Onore Dell'Estonia") ha un atteggiamento meno pagano del brano precedente. Anzi, guarda direttamente alla tradizione del black metal. Il riffing è sulla falsariga degli ultimi DarkThrone, per intenderci. L'ottima produzione, l'esecuzione grintosa e la bontà del songwriting fanno passare in secondo piano la poca originalità dello stile.
"Aeg Ärgata" ("Tempo Di Svegliarsi") è un'altra traccia di black spedito e "groovy": black'n'roll se preferite. Il solito stile tradizionale che questa volta strizza un occhio sia a Celtic Frost che ai Carpathian Forest. Tiro e riffing d'autore: cosa volete di più?
Più introversa è la successiva "Vöitluslipp" ("Stendardo Di Battaglia"), i cui drammatici accordi nascondono un germe di epicità. La struttura è semplice ma l'intensità continua ad essere indiscutibile. I Loits hanno personalità da vendere. Il loro stile è infatti carismatico. Non si tratta di una band che prova a fare black metal imitando gli altri. Questi individui suonano ciò che vogliono e lo fanno in maniera convincente. Non penso che saranno mai una band sperimentale ma, cazzo, picchiano duro.
Con "Teleristsed" ("Battezzato Nel Fuoco") il quintetto mette in mostra il suo lato più melodico. Non sia intenso come un eufemismo. La melodia è veramente accentuata! L'unico legame con le altre canzoni è il growling di Lembetu e il suono tagliente delle chitarre. Non c'è traccia del black di, ad esempio, "Eesti Auks". "Teleristsed" non sembra nemmeno figlia della stessa ispirazione. Così è, invece. Questa duttilità nel songwriting non può essere che gradita!
Si ritorna alle atmosfere pagane con "Vanade Legionäride Laul" ("La Canzone Dei Legionari"). La melodia è popolare, proprio un canto di guerra. Il ritmo è cadenzato, marziale. Più che atmosfere epiche, questa canzone evoca l'onore unito alla paura e allo smarrimento dei soldati mandati al fronte. Lembetu, che nel corso di "Vere Kutse Kohustab" ha dato prova di esibirsi su diversi registri di voce distorta, dà vita ad una delle sue prestazioni più sentite.
Di nuovo tentazioni black'n'roll con la drammatica "Eluruun" ("Runa Della Vita"). Le tracce di questo stile non abbisognano di un commento particolareggiato. Devono essere apprezzate con un ascolto diretto, proprio perché la musica stessa è diretta. Sono tracce d'impatto, alle quali però non manca una certa "astuzia" compositiva. Facili, non originali ma mai banali: ecco perché i Loits si stanno facendo un nome!
"Nimeta Laud" ("Tomba Senza Nome") è un mid-tempo dalle tinte epiche. Al suono freddo delle strofe si contrappone quello grasso del ritornello. Non ci sono molte parti cantate in questa traccia.
"Kodu" ("Casa") coglie l'ascoltatore di sorpresa perché Lembetu si esibisce in cantato pulito! La traccia ha una ritmica agile e spedita; la melodia è molto spiccata. Può essere considerata come una canzone epica dall'atteggiamento quasi pop (naturalmente esagero). La traccia mette in mostra il lato più umano dei Loits.
"Furor Aesticus" parte con un riff che può ricordare quello di "Lost Wisdom" di Burzum. Va da sé che questo è un altro brano di black tradizionale. Non mi piace molto proprio per queste sue somiglianze alla traccia sopracitata, soprattutto nella sua prima parte. Va un po' meglio quando il ritmo accelera e la canzone prende finalmente la sua strada.
Con "Oskar Ruut" i Loits si risollevano dalla caduta di "Furor Aesticus" dando vita ad un brano onesto che mescola, in maniera equilibrata, violenza e melodia.
Atmosfere tra il marziale e il melmoso in "Raiugem Runideks" ("Scolpito Nelle Rune"). Il suono è strascicato e "denso". Ciò nonostante, il brano in questione mantiene una sua andatura particolare che lo distingue dalle tracce precedenti e lo fa rimanere in testa all'ascoltatore.
L'album sarebbe finito ma c'è ancora spazio per una ghost-track. Si tratta di una canzone popolare, accompagnata soltanto dalla fisarmonica. E' la stessa che si sente come sottofondo nella sezione multimediale.
Beh, in conclusione non mi resta che consigliare "Vere Kutse Kohustab" a tutti gli amanti del black tradizionale e pagano. C'è tanta carne al fuoco e musica ben suonata. Ai Loits manca ancora un qualcosa per essere una grande band ma ci stanno arrivando. Basta dare tempo al tempo!
(Hellvis - Dicembre 2004)

Voto: 8


Contatti:
Lembetu
Sepa 11
45201 Kadrina
Lääne-Virumaa
ESTLAND
Mail Loits: lembetu@loits.org
Sito Loits: http://www.loits.org/

Sito Ledo Takas Records: http://www.ledotakas.net/