LOCKDOWN
For Today
(MCD)
Etichetta: Akom Production
Anno: 2005
Durata: 18 min
Genere: skatecore melodico
La recensione che mi appresto a scrivere è decisamente atipica per una
webzine come Shapeless. Basterebbe infatti dare un'occhiata ai
ringraziamenti della band per ricostruire l'albero genealogico dei
Lockdown: tra gli ispiratori del gruppo bolognese, infatti, troviamo
Lagwagon, No Use For A Name, Me First And The Gimme Gimme, Pennywise e,
soprattutto, Satanic Surfers e NOFX.
In particolare queste ultime band sembrano essere un punto fermo
nella crescita artistica del quartetto, che confeziona un MCD
completamente devoto alle sonorità dello skatecore californiano.
I Lockdown nascono nel 2004 dall'unione dei due chitarristi dei
Burning Flag (Makkio e Fede), l'ex bassista dei No Way (Katto) e il
batterista dei More Or Less (Tommi). Il frutto di questa unione è il
primo MCD della band, "For Today", la cui uscita coincide anche con
l'abbandono di Fede, sostituito da Panza, il fratello di Tommi.
Passiamo quindi all'ascolto di questi otto brani (più intro) che
compongono "For Today". I Lockdown compongono una manciata di canzoni
piuttosto simili tra di loro, cosa molto diffusa nel loro genere, che
puntano a unire velocità e melodia in una miscela divertente e senza
troppe pretese. La durata stessa dei pezzi (intorno ai due minuti) è
sintomatica a questo proposito: niente fronzoli, niente arrangiamenti
accurati, solo basso, batteria e chitarre sparate al massimo.
L'esecuzione del quartetto non è esattamente impeccabile e la batteria,
in particolare, a volte va un po' per conto suo, senza amalgamarsi con
il resto degli strumenti, ma la band sopperisce a questa pecca con la
convinzione e l'entusiasmo fondamentali in questo genere.
Difficile cercare di parlare approfonditamente dei singoli pezzi,
data l'omogeneità della proposta, ma vale la pena di nominare alcuni
brani, che spiccano per le loro melodie. È il caso di "The Show", della
title-track, con il suo divertente intermezzo, e "Blowjob", tutti brani
che, pur ricalcando ai limiti del plagio le coordinate delle band
madre, riescono comunque ad essere divertenti e trascinanti. Infine una
nota particolare per la conclusiva "Blind Date", una simpatica
punk-ballad per chitarra pulita e voce, che racconta una storiella
spinta fatta di equivoci e belle ragazze.
Cos'altro dire, dunque? Questo MCD presenta tutti i pregi e i
difetti che si possono riscontrare in questa tipologia di uscite.
L'eccessiva somiglianza con le band ispiratrici del gruppo fanno sì che
il prodotto finale sia destinato solo alla cerchia dei fan più
incalliti, quelli che sanno accontentarsi di uscite forse poco
personali, ma sicure di incontrare il favore di chi ama certe sonorità.
Questo, purtroppo, è il limite principale di questo MCD che, sebbene
piacevole, temo possa ritrovarsi a prendere polvere già dopo pochi
ascolti, a causa del suo essere troppo derivativo. A questo punto tutto
dipenderà dagli obiettivi che i Lockdown si sono posti: se il loro
scopo è solo quello di suonare qualche data nei locali, senza troppe
pretese, allora la loro proposta non necessita di altro; altrimenti
credo sia necessario lavorare ancora un po', sviluppando una maggiore
personalità, capace di offrire qualcosa di fresco ad un pubblico che sa
essere molto severo.
(Danny Boodman - Ottobre 2005)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail Lockdown: lockdown@hotmail.it
Sito Lockdown: http://www.lockdownhc.com/
Sito Akom Productions: http://www.akomprod.com/